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giovedì 3 giugno 2010

DIGIUNARE NON FA DIMAGRIRE .....




Il digiuno 

destabilizza l'organismo

 ed ha come conseguenza

 il rallentamento del metabolismo 

che, come noto, non fa dimagrire.



Quante volte lo stomaco borbotta e molti di noi sembrano essere sordi a quel naturale richiamo da soddisfare magari con un bel piatto di pasta? Stoicamente resistiamo, poiché abbiamo deciso di digiunare, passare magari un’intera giornata senza toccare quasi nulla di cibo, giusto qualche bicchiere di acqua o un frutto.
Questa situazione è abbastanza frequente, più di quello che si possa pensare, ma fino a che punto è corretta, e soprattutto come va gestita al meglio per non arrecare danno al nostro organismo?
Digiunare è una pratica giustificata da molte religioni, basti pensare ai mussulmani, al Ramadan, e a tutte quelle scelte radicali e spesso al limite della sofferenza umana in cui i bramini passano interi e lunghissimi periodi senza toccare un grammo di cibo.
Certo in questi casi le motivazioni possono essere varie, il bisogno di elevarsi a Dio, o altra entità spirituale in modo puro, oppure depurare il proprio organismo poiché antichi precetti lo richiedono da secoli, perché “così è scritto nelle sacre scritture”.

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Cosa succede al nostro organismo quando si digiuna?
Quando iniziano a mancare determinati principi nutritivi, l’organismo fa scattare degli allarmi, delle sentinelle specifiche comunicano al cervello che qualcosa si sta destabilizzando, ecco allora che paradossalmente mentre si cerca di perdere peso, l’organismo va in riserva, cioè mette da parte ciò che per lui è energeticamente importante per non rimanere “ a secco”, inizia a consumare le proteine e i grassi e gli zuccheri di riserva.
Il cervello si alimenta di zuccheri, infatti uno dei primi segnali quando si digiuna da lungo tempo è quello di avvertire dei capogiri, delle vertigini e le immagini possono diventare sfocate.
Quando ci si astiene dall’introdurre del cibo, si produce maggiormente un ormone, il cui livello aumenta in modo esponenziale, si tratta del NPY, questo va paradossalmente a stimolare la fame, o meglio il centro della fame, ed ecco l’appetito che tormenta colui che di cibo non ne voleva sapere.
La conseguenza è una grandissima fame e la facilità estrema di aumentare più facilmente di peso. Come dire “oltre la beffa il danno!”.

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La soluzione è una dieta intelligente
La soluzione più intelligente è invece quella di stimolare in modo corretto e continuo il metabolismo, mantenerlo insomma attivo, partendo da una buona colazione, ricca con frutta carica di vitamine e sali minerali, con latte ricco di calcio.
Abbinare sempre i carboidrati e le proteine, non incorrere nell’errore di separarli, la classica dieta dissociata, in realtà non è logica, poiché in un piatto di pasta come fate a separare le proteine vegetali naturalmente contenute con l’amido anch’esso lì contenuto? Ecco invece che un buon piatto di pasta con il ragù, nelle giuste porzioni sarà una corretta soluzione, senza appesantire la digestione e mantenendo attivo il metabolismo.


Un giorno di digiuno
Ritornando alla scelta di fare comunque un giorno di digiuno, è possibile fare in questo modo; partire dalla colazione con latte e frutta, a pranzo e cena solo frutta fresca da masticare molto bene, magari con la buccia, in questo modo si elimineranno in quella giornata i metaboliti, le scorie e il metabolismo sarà comunque attivo.
Per ciò che concerne i carboidrati, pasta e pane vanno preferiti nella versione integrale poiché l’indice glicemico è più basso, ciò significa che la glicemia non rischia di subire degli sbalzi troppo elevati.


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