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lunedì 27 settembre 2010

L'OBESITÀ PARTE DA LONTANO



L'OBESITÀ PARTE DA LONTANO

di Marek Brabec e John Komlos



Nel mondo più di un miliardo di adulti sono sovrappeso e 300 milioni sono clinicamente obesi. Ma l'epidemia di obesità si è diffusa, almeno negli Stati Uniti, molto prima di quanto comunemente si pensi: per la popolazione bianca se ne vedono le avvisaglie già dopo la prima guerra mondiale, per coinvolgere i neri dopo il secondo conflitto mondiale. Dunque ben prima degli anni Ottanta, considerati la data di nascita ufficiale del problema. Le tabelle di riferimento oggi utilizzate non sono perciò corrette e sono in realtà sovrappeso anche persone che pensano di avere un peso normale.
Assistiamo impotenti alla pandemia dell'obesità che dilaga nel mondo: per esempio, negli Stati Uniti è obeso più di un terzo degli adulti, circa 70 milioni di persone. Ma per prendere le giuste contromisure contro l'allarmante fenomeno, dobbiamo saperne di più su come si è sviluppato.
EFFETTO PERIODO ED EFFETTO COORTE
La posizione ufficiale diffusa dal Centre for Disease Control è che l'epidemia abbia fatto la sua comparsa negli Stati Uniti negli anni Ottanta, quasi all'improvviso. È secondo noi fuorviante: tutti gli studi che suffragano la posizione ufficiale fanno riferimento a effetti “periodo”, sono cioè basati su dati medi per la popolazione in determinati anni, ma non prendono in considerazione gli effetti “coorte”, ovvero l'evoluzione del peso tra le persone di uno stesso anno di nascita.
Sappiamo tutti che il peso cambia negli anni, così come accade per altre variabili, ad esempio per il salario. Supponiamo che una persona guadagni oggi 20 dollari l'ora, non sappiamo però quando ha ottenuto quel livello di salario. Allo stesso modo, quando misuriamo il peso di una persona non sappiano quando lo ha raggiunto. Per questo le stime ufficiali basate su quel tipo di misurazioni non conducono a dinamiche convincenti. In un nostro recente lavoro abbiamo quindi deciso di stimare le dinamiche per coorti di età. (1) Il vantaggio è che le coorti di età sperimentano gli stessi mutamenti sociali, economici e tecnologici che possono condizionare il loro peso. Esattamente come con i salari: lo stipendio di un lavoratore statunitense oggi dipende da quali scuole ha frequentato fin dai suoi primi anni.
UN EXCURSUS STORICO
Disponiamo di ampie evidenze storiche che mostrano come le radici della pandemia di obesità siano rintracciabili molto più indietro nel tempo di quanto comunemente si pensi. Dati campionari dell'accademia militare di West Point rivelano come nel XIX secolo i valori dell'indice di massa corporea fossero sorprendentemente bassi rispetto agli standard attuali: i diciannovenni cadetti bianchi avevano in media un indice di massa corporea pari a 20.5, cioè si situavano, secondo gli standard attuali, all'incirca al diciottesimo percentile. (2) Circa il novanta per cento dei cadetti era sotto l'attuale valore mediano di riferimento. Inoltre, gli stessi dati ci dicono che si sono verificati ben pochi mutamenti di peso nel corso del XIX secolo. Un altro campione, fornito dall'accademia militare The Citadel di Charleston, indica invece che la vera impennata nei valori Imc si è avuta fra i nati dopo la prima guerra mondiale (vedi figura 1): nel corso del XX secolo il peso dei maschi diciottenni è aumentato di 13 chili, ma metà di quell'aumento è avvenuta tra i nati prima della seconda guerra mondiale. I dati indicano perciò che una considerevole crescita di peso si era già registrata in un periodo precedente alla prima indagine nazionale condotta tra il 1959 e il 1962.
Figura 1
RISULTATI DELLE STIME PER DECILE
Nel nostro lavoro utilizziamo i dati raccolti tra il 1959 e il 2006 dal National Center for Health Statistics, che al contrario delle evidenze tradizionali, ci offrono un campione rappresentativo della popolazione americana. Stimiamo così i valori di indice di massa corporea (kg/m²) per decili in quattro categorie di adulti: uomini bianchi, donne bianche, uomini neri, donne nere. (...)
I risultati mostrano che un persistente aumento nei valori Imc era già in corso per le coorti nate all'inizio del XX secolo in tutti e quattro i gruppi (vedi figura 2). (...)
Tradotto in peso, l'incremento dei valori Imc implica che ad esempio nel decimo percentile una donna alta 162,6 cm dovrebbe aver guadagnato nel corso del XX secolo 5 chili, mentre una al novantesimo percentile dovrebbe essere ingrassata di ben 58 chili, circa del 70 per cento. Il divario tra i decili più bassi e quelli più alti si è triplicato: in tre gruppi la distanza è passata da circa 8 a 25 unità di Imc, mentre tra le donne nere la differenza di peso tra il decimo e il novantesimo percentile è passata da 26 a 79 chili.

Figura 2
(...) Uno dei risultati più importanti è la rapida accelerazione dei valori Imc tra le coorti di uomini e donne bianchi nati subito dopo la prima guerra mondiale, (...) seguita da una decelerazione durante la grande depressione. Una seconda fase di rapido aumento nei decili Imc si è avuta dopo la seconda guerra mondiale, questa volta per tutti e quattro i gruppi etnici e di genere. (come si può vedere nelle figure sotto)
QUAL È IL PESO NORMALE?
I mutamenti nello stile di vita del XX secolo hanno avuto effetti diversi sui quattro gruppi sotto esame. Identificare le cause profonde di queste tendenze di lungo periodo va al di là dello scopo di questo lavoro. Ma la natura “strisciante” dell'epidemia, e la sua persistenza, suggeriscono che le sue cause affondano le radici nel tessuto sociale e sono alimentate da un insieme di elementi disparati e in lento mutamento: la popolazione Usa del XX ha risposto a una vasta gamma di forze socio-economiche e tecnologiche irresistibili quanto impersonali.
Ovviamente, le più durature sono:
-        i fondamentali mutamenti tecnologici che hanno condotto a risparmi nell’uso della forza lavoro del XX secolo
-        la lavorazione industriale del cibo e la diffusione dei fast-food (3)
-        la cultura di consumo associata al fenomeno fast food
-        la nascita di un modo di vivere basato sull'auto
-        l'avvento delle trasmissioni radiofoniche e televisive
-        la crescente partecipazione delle donne al mondo del lavoro
-        la rivoluzione della tecnologia dell'informazione.
Questi elementi, nel loro insieme, definiscono la società americana del XX secolo. Si noti inoltre che la fase della prima accelerazione fra i bianchi dopo la prima guerra mondiale coincide con il diffondersi di radio e automobili, mentre la fase della seconda accelerazione nelle coorti nate negli anni Cinquanta, sia per la popolazione bianca sia per quella nera, coincide perfettamente con la diffusione della televisione e del consumo di fast food
Il fatto che l'epidemia di obesità sia iniziata prima di quanto finora creduto implica che gli attuali standard di peso e di indice di massa corporea pubblicati dal Centre for Disease Control non sono corretti, ovvero non sono corretti per misurare la reale portata della epidemia di obesità, in particolare tra i bambini e i giovani. Si suppone che le tabelle di riferimento indichino ciò che è “normale” all'interno della società, ma non è così in questo caso perché le tabelle contengono valori Imc ottenuti in un momento in cui la transizione verso il peso post-industriale era già in atto, cioè in un momento in cui l'obesità era già più diffusa che in periodi storici precedenti. Quella è stata una scelta arbitraria e di conseguenza gli standard attuali sono fuorvianti perché suggeriscono che i pesi misurati nel mezzo di una pandemia di obesità siano invece normali. Di conseguenza, molti bambini e giovani sovrappeso o obesi sono indotti a pensare che il loro peso sia normale, mentre non lo è. Gli Stati Uniti dovrebbero impegnarsi per adottare standard come quelli dell'Olanda, un paese nel quale i politici non si limitano a osservare con distacco l'epidemia di obesità che si diffonde senza sosta.
(1) Komlos, J and M Brabec (2010), “The Trend of BMI Values by Deciles of US Adults, birth cohorts 1882-1986” NBER Working Paper 16252.
(2) Da notare che l’attuale valore Imc di riferimento per le donne di venti anni è di 21.7.
(3) Per comprendere la cultura del fast food, ricordiamo che White Castle, il primo ristorante drive-in, è stato fondato nel 1921. McDonald ha iniziato l'attività alla fine degli anni Quaranta, Kentucky Fried Chicken nel 1952, Burger King nel 1954, Pizza Hut nel 1958, Taco Bell nel 1962 e Subway nel 1962.

* Il testo in lingua originale è pubblicato su Vox.

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mercoledì 22 settembre 2010

COSA SI MANGIA DOMANI ?: Fame vorace senza appetito



leggi tutto qui
COSA SI MANGIA DOMANI ?: Fame vorace senza appetito: "Si chiama BED o DIA ed è un vero e proprio disordine alimentare, che va individuato e curato. . . Gli americani lo chiama..."

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COSA SI MANGIA DOMANI ?: Teflon e acido perfluoroctanico...PENTOLE


COSA SI MANGIA DOMANI ?: Teflon e acido perfluoroctanico...PENTOLE: ". . L'Agenzia americana di protezione ambientale ha accertato che l'acido perfluoroctanico utilizzanto nella produzione del teflon rim..."

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mercoledì 15 settembre 2010

Cibi 'rossi' benefici per la nostra salute


Si legge sempre di diete ipocaloriche, spesso al limite dell’umano, invece questa è la volta di una nuova ipotesi di dieta in cui le calorie certo non mancano e la presenza di sostanze benefiche per la salute neppure.




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Il progetto Athena promuove un nuovo stile alimentare: ad una dieta ipercalorica si associa la presenza molto ricca di sostanze positive, quali ad esempio antiossidanti, pigmenti vari, antocianine, tutti elementi presenti nella frutta e nella verdura, ma anche nei fiori, insomma in tutto ciò che la natura può offrirci. Questa proposta arriva in seguito a dei risultati pubblicati sulla rivista Journal of Obesity, ottenuti con alcuni studi condotti su topi ai quali è stata somministrata una dieta ipercalorica, ma con caratteristiche diverse.
I topi sono stati divisi in tre gruppi, a ognuno sono state date molte calorie attraverso il cibo, ma al primo e il secondo gruppo sono stati somministrati acqua con succo di arancia gialla, mentre il terzo gruppo è stato idratato con arance rosse e acqua. Il risultato è stato sorprendente poiché nei primi due gruppi è aumentata la classica “pancetta” che è motivo di preoccupazione per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, mentre il terzo gruppo non è ingrassato neanche di un grammo.
Le antocianine sarebbero il “pezzo forte” di tale esperimento, che ancora una volta dimostrerebbe quanto sia importante l’alimentazione nella prevenzione delle principali problematiche cardiovascolari, certo in questo caso solo a livello di topi, ma che l’alimentazione possa dare un forte contributo al benessere è assodato.
Questo progetto coinvolge 6 gruppi: dipartimento dell’Università di Milano, l’Istituto Europeo di Oncologia, la Società Italiana Kos Genetics, l’Istituto di Agrumicoltura di Acireale (Catania) e l’Università Cattolica di Campobasso.
Per rimanere in tema di frutta e verdura colorata ecco allora qualche dritta su alcuni alimenti davvero importanti per la nostra alimentazione, a partire dal pomodoro, bello, succoso e rosso come il fuoco, ricco di licopene che è ormai risaputo non fa solo bene, ma benissimo.
Il licopene, un pigmento di origine vegetale con forte azione antiossidante, oltre ad essere presente nel pomodoro lo troviamo anche nel buonissimo e dissetante pompelmo rosa, nella esotica papaya e nell’estiva anguria. Si tratta di un antiossidante molto forte, che poi in alcune specie di pomodori si presenta assai concentrato, come ad esempio nei pomodori del consorzio Casalasco di Mantova, Parma e Cremona.
Il licopene come altri antiossidanti si allea al nostro organismo per combattere i radicali liberi, per contrastare l’invecchiamento e evitare la formazione di cellule cancerogene, da qui l’ovvia importanza di una dieta ricca di frutta, verdura e fibre. Molti studi attesterebbero la sua efficacia nel prevenire tumori a carico del tubo digerente e della prostata. Il licopene, come tutti i carotenoidi, si associa molto bene ai lipidi, ecco allora il perfetto matrimonio di alcune verdure con l’olio extravergine di oliva. Un enorme vantaggio del licopene è quello di non degradarsi con le alte temperature, quindi resta presente nei pomodori anche cucinati come sughi, nelle passate, nel concentrato ecc.
A questo punto non mi resta che ricordarvi quanto fossero saggi nostri avi, che senza troppe conoscenze tecnologiche, ma solo seguendo quello che la dieta mediterranea offriva loro, avevano meno problemi di oggi pur avendo meno risorse, ma che risorse!


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Sicurezza della pillola anticoncezionale


La lettura del foglietto illustrativo della pillola può talvolta impressionare talmente da fare passare la voglia di assumerla e preferire qualche altro metodo contraccettivo per paura di incorrere in qualche effetto collaterale grave descritto.


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In realtà è importante sapere che:
Il rischio di effetti collaterali da pillola dipende molto dal proprio rischio di base, dall’età, dal fumo e dalla familiarità per malattie cardiovascolari,
  • Il rischio è bassissimo se si ha meno di 35 anni, se non si fuma, se si è  magri, e non ci sono né sono stati riscontrati  problemi di cuore o di circolazione; altro aspetto importante è che  non ci sia  nessun parente stretto con pregresso infarto o  ictus in età giovanile.
  • Il rischio è basso se, superati i 35 anni, non si fuma, si è leggermente in sovrappeso, in corso di gravidanza è stato riscontrato il diabete gestazionale,  il colesterolo è lievemente alto oppure ci sono calcoli alla cistifellea asintomatici, e/o c’è stato  un parente di I grado con una trombosi o infarto dopo i 50 anni.
  • Il rischio è alto e la pillola è controindicata se, superati i 35 anni di età si  fuma, si è lievemente ipertesi, il colesterolo è alto, si soffre di emicrania ricorrente senza aura, c’è stato un tumore della mammella e/o c’è stato  un parente di I grado con una trombosi o infarto prima dei 50 anni, 
  • Il rischio è altissimo e la pillola è assolutamente controindicata se, superati i 35 anni di età, se si soffre di diabete, emicrania, ipertensione, se ci si trova in marcato sovrappeso,  e inoltre se è stata riscontrata una trombosi,  una trombofilia congenita, e l’esistenza di gravi problemi epatici, e/o tumorali.

Effetti collaterali più gravi
Venendo a prendere in considerazione gli effetti collaterali più gravi da pillola, possiamo dire che questi sono:
  • le trombosi (coagulazione del sangue dentro i vasi sanguigni con blocco della circolazione);
  • le ischemie cardiache e cerebrali (in conseguenza della trombosi il sangue non arriva ai tessuti che soffrono e a volte si danneggiano come accade nell'infarto) in ogni caso sono eventi rarissimi, meno di 1 su 1000, soprattutto se si è nella categoria a basso rischio.
Aspetti positivi della pillola
Con riguardo invece agli aspetti positivi possiamo dire che la pillola protegge  da alcune malattie gravi come il cancro ovarico e il cancro endometriale, ed è stato riscontrato che la pillola aumenta di pochissimo il rischio di tumore alla mammella e di tumore alla cervice.

Per sapere se si è a rischio di effetti collaterali da pillola, è molto importante consultare  il  proprio medico di famiglia o il ginecologo che  faranno una accurata anamnesi sia familiare che personale e in caso che sia  riscontrata l’appartenenza alla categoria ad alto rischio, deciderà di non prescrivere la pillola, oppure di eseguire esami specifici approfonditi.

COMUNQUE E’ IMPORTANTE SAPERE CHE  A QUALSIASI ETA' E' SEMPRE MEGLIO NON FUMARE MENTRE SI ASSUME LA PILLOLA.

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PC: Salute in rete




PC: Salute in rete: "Negli ultimi tempi la preoccupazione di chi è malato o anche di chi ha solo un disturbo è così forte da sentire l’urgenza di trovare..."

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domenica 12 settembre 2010

Canada. Eutanasia, schiacciante maggioranza di pensionati favorevole a legalizzazione




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Una nuova indagine mostra che la schiacciante maggioranza dei membri delle associazioni di anziani del Canada è favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia per i pazienti malati terminali o in fin di vita.Un sondaggio condotto da parte dell'Associazione canadese dei Pensionati (CARP) mostra che il 71 per cento degli intervistati concorda sul fatto che l'eutanasia dovrebbe essere consentita a tali pazienti. Più di un terzo degli intervistati ha detto di sostenere "con forza" la legalizzazione.Susan Eng, portavoce di CARP, ritiene che i risultati non dovrebbero essere interpretati solo come una chiamata a legalizzare l'eutanasia.



"Quello che (gli anziani) ci dicono in realtà è hanno paura di una morte atroce. Hanno paura che, quando arriva la fine e diventa brutta, quando soffrono di terribili dolori o perdono tutta la loro dignità, non avranno una via d'uscita ", ha detto.Ma la schiacciante maggioranza emersa dall'indagine ha spinto CARP e altre organizzazioni a chiedere che l'Ontario tenga un ciclo di consultazioni pubbliche sul tema, come sta avvenendo in Quebec. Marion Cooper, presidente dell'Associazione canadese per la Prevenzione del Suicidio, ha detto che il dibattito pubblico sul suicidio assistito è importante, "ma è troppo presto per legalizzarlo visto che non abbiamo una strategia nazionale di prevenzione del suicidio, che è questione di salute pubblica". "E 'molto pericoloso ragionare di questi temi senza una strategia globale per la prevenzione del suicidio. C'è il rischio che la legislazione in merito, se dovesse andare avanti, potrebbe essere fraintesa e abusata".La reazione fredda da parte dei politici dell'Ontario suggerisce che questo tipo di pubbliche audizioni rimangono improbabili nella provincia più popolosa del Canada.



Sia il premier Dalton McGuinty che il leader dei conservatori Tim Hudak hanno rifiutato di commentare i risultati dell'indagine. Per la deputata dell'Ontario Francia Gelinas dei Nuovi Democratici, questa non-risposta della politica riflette un problema più ampio. "Un sacco di persone, tra cui il nostro premier a quanto pare, hanno difficoltà a parlare di morte. E' uno dei più grandi tabù rimasti nella società del 2010". "Ma penso che il pubblico sia pronto ad essere investito di questo dibattito, ne sono sicura".Susan Eng nota come l'eutanasia sia un argomento emotivamente carico, che invita a prendere posizioni estremiste. "Posso capire perché la politica offre resistenza". "E' possibile che si sollevi una reazione isterica, perché non abbiamo mai avuto un dibattito pubblico decente sull'argomento. Penso che questo studio dimostri come la gente sia invece pronta a parlarne. E pronta ad affrontarlo perché è questione significativa per la loro vita".Il suicidio assistito è illegale in Canada ed è punibile con a 14 anni di carcere. L'ultimo grande dibattito pubblico sulla questione è avvenuto nel 1992 nel mezzo della causa giudiziaria intentata da Sue Rodriguez, una donna del British Columbia affetta da sla. In una decisione storica, la Corte Suprema ha rigettato la richiesta di Rodriguez con un voto di 5 giudici contro 4. Rodriguez si è comunque poi tolta la vita con l'aiuto di un medico non identificato.Il sondaggio online di CARP è stata completato da oltre 3.200 membri dell'organizzazione. La maggior parte degli intervistati ha più di 55 anni e circa il 60 per cento risiede in Ontario. Il margine di errore del sondaggio è di 2 punti percentuali.




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mercoledì 8 settembre 2010

Mat work


Specialità inclusa anche nel Pilates ma che ha una sua indipendenza. Esercizi semplici e facili da eseguire anche a casa.


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Sempre più persone, per vari motivi, dall’economico alla mancanza di tempo, alla personalizzazione della cura del proprio corpo preferiscono fare allenamento in casa e con strumenti molto basilari o addirittura senza ausilio di attrezzi.
In questa tipologia di attività si colloca il Mat Work che spesso è inserito in un discorso più ampio che è il Pilates, ma esiste in modo indipendente ed è una specialità singola da poter fare da soli in modo facile e semplice, è sufficiente prendere magari alcune lezioni e riproporre gli esercizi poi a casa propria.

Mat Work perché si lavora esclusivamente con un materassino (mat) e si può operare un lavoro sul punto dove si desidera oppure un lavoro globale per mantenere tutto il corpo in allenamento.
Come la principale specialità creata da Joseph Pilates, è nata come attività riabilitativa per traumi fisici ma anche psicologici, infatti, ne è stata data un’impronta anche spirituale e non solo pratica.
Il perfezionamento è arrivato negli anni settanta dopo diversi anni di studio e analisi. Per riassumere tutto in una frase Pilates diceva «La cosa importante non è ciò che stai facendo, ma come stai eseguendo ciò che fai».
Non si vuole quindi puntare sull’esercizio fine a se stesso ma coinvolgendo la respirazione e l’ascolto del proprio corpo e la consapevolezza del ‘sé’, questo permette anche a chi è poco preparato, di poter fare quest’attività e tenersi in forma.
Non significa non fare nulla ma si cerca la coordinazione e il lavoro su muscoli che non si usano o che si usano in modo sbagliato.


Esercizi del Mat Work
Ci sono circa 70 esercizi diversi che permettono così di variare molto per non annoiarsi e le ripetizioni sono di 3-5 volte per ogni esercizio. E’ consigliato comunque un tempo di allenamento di 50 o 60 minuti almeno.
Vediamo alcuni esercizi che semplificano qual è la filosofia.
  • Respirazione toracica bassa che consente di controllare meglio la respirazione
    Seduti sul materassino, a gambe incrociate, tenete la colonna vertebrale diritta (attenzione a non in curvarvi e abbassate le spalle per tenere la colonna allungata). Inspirate con il naso gonfiando la pancia (bacino), con calma, ‘ascoltando’ il vostro respiro, espirate poi dalla bocca. Ripetete una serie di cinque volte per cinque.
  • Ricerca della posizione neutra del bacino per avere consapevolezza della respirazione del bacino
    Sdraiati a terra, supini (pancia sopra), le braccia lungo i fianchi, gambe piegate (ginocchia verso l’alto per intenderci) ma i piedi aderenti la terra. Iniziate a inspirare ed espirare facendo ‘gonfiare’ la pancia (il bacino) lentamente e rilassandovi dopo ogni respiro. Ora inspirate e contraete il bacino sino a fare sollevare l’avanpiede (le dita e il primo pezzo del piede) poi espirate e rilassatevi per cinque volte. Nuovamente inspirate e contraete il bacino talmente forte che tutti i piedi vi si sollevino, buttate fuori l’aria rilassandovi anche questo esercizio per cinque volte. Ripetete queste serie tre volte.
  • Hundred base
    Sempre sdraiati supini, gambe piegate e ginocchia al petto. Inspirate allargando però la cassa toracica ora (la parte alta, niente pancia ma il petto) mantenendo le spalle a terra, lasciate che le gambe seguano il movimento. Ora espirate rilassandovi. Anche in questo caso serie da cinque per cinque volte.

Come vedete sono esercizi semplici, vanno, però, fatti con concentrazione, scegliete se preferite il silenzio o un sottofondo tranquillo e rilassante.
In molte palestre sono disponibili questi tipi di corsi se volete comunque non farlo da soli a casa, oppure fate un pò di lezioni e poi ripetetele a casa quando e come volete.  Prendersi cura di se stessi è sempre importante.


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Come rimettersi in forma con il metodo Pilates


Nato come allenamento posturale oggi il metodo Pilates è conosciuto come la ginnastica dei vip. I movimenti che si eseguono migliorano la postura, la tonificazione muscolare e soprattutto conferiscono un ventre piatto.


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Nel 1920, un famoso trainer, Joseph Pilates, sviluppò un sistema di allenamento focalizzato sul miglioramento della fluidità dei movimenti, della forza in tutto il corpo. E’ un sistema in antitesi con il body building perché non crea un eccesso di massa muscolare. Il metodo Pilates non è sono un esercizio fisico ma è anche coordinamento fisico e mentale, svolto con attrezzi studiati. Infatti, Pilates chiamò il suo metodo Contrology, con riferimento al modo in cui il metodo incoraggia l’uso della mente per controllare i muscoli. Pilates deve molto allo Yoga, che studiò a fondo, integrandolo con altre conoscenze, per sviluppare le sue teorie sul movimento e sulla forma fisica. Nel Pilates c’è più “movimento” e dinamicità dello Yoga, poiché gli esercizi vengono in genere proposti in sequenza; nello Yoga, invece, la singola posizione viene mantenuta più a lungo.
Il metodo aiuta a raggiungere e mantenere il benessere psicofisico con un approccio che non è mai aggressivo verso il proprio corpo.
Il Pilates è indicato soprattutto nel campo della riabilitazione posturale. Gli esercizi Pilates fanno acquistare consapevolezza del respiro e dell’allineamento della colonna vertebrale rinforzando i muscoli del piano profondo del tronco, cioè tutti i muscoli connessi al tronco: addominali, glutei, adduttori e zona lombare. Di conseguenza riduce l’indice di massa grassa e la cellulite.
Ogni singolo movimento deve essere controllato; devono essere utilizzati tutti i piani spaziali; l’area addominale e quella lombare devono lavorare in sinergia.
I principi del Pilates sono:
  • Concentrazione: bisogna prestare attenzione ad ogni singolo movimento e a tutti gli aspetti del corpo
  • Controllo, non solo del movimento specifico che si sta eseguendo, ma anche della postura, della posizione della testa, degli arti, del bacino e perfino delle dita dei piedi.
  • Stabilizzazione del baricentro cioè rafforzamento del “centro del corpo” (area compresa tra lo sterno e le anche) attraverso un lavoro ed esercizi particolari nelle regione addominale, lombare e dorsale.
  • Sviluppare fluidità e controllo dei movimenti per ottenere "armonia".
  • Esecuzione precisa dei movimenti tramite il controllo per migliorare il bilanciamento del tono muscolare
  • Respirazione coordinata con i movimenti, fluida e completa
Il Pilates è indicato per chi desidera quindi migliorare la forza ed il tono muscolare senza aumentare troppo la massa muscolare, migliorare la postura, avere un ventre piatto, migliorare la fluidità dei movimenti, diminuire l’incidenza de mal di schiena, contribuire a dar sicurezza in sé e a eliminare lo stress.
Gli esercizi sono molto originali e prevedono l’utilizzo del tappeto e di attrezzi specificamente progettati. Nella pratica ogni esercizio è legato e si costruisce sull’esercizio precedente per rafforzare il corpo in maniera completa e ottenere una maggior consapevolezza del rapporto mente-corpo.
Per imparare a praticare il Pilates occorre la presenza di un istruttore ma esistono molti libri e dvd per chi vuole praticarlo in casa, anche se subentra lo svantaggio di dover acquistare gli attrezzi. Se praticato con costanza, il metodo Pilates migliora la condizione fisica del corpo, garantisce una colonna vertebrale forte e resistente ed aiuta a rimanere sani con l'incedere degli anni e dell'età. Si tratta di un tipo di ginnastica un po’ curioso. Per un lavoro veramente completo è utile far seguire un allenamento di Pilates con lo Yoga.

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Rimettersi in forma dopo l’estate


Le vacanze sono finite e ora dobbiamo rimetterci “in riga” dopo l’estate, ecco qualche consiglio e quali sono i corsi o le attività più adatti.




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Le vacanze sono finite, dobbiamo diventarne consapevoli, e nonostante il tempo possa essere ancora caldo, si ritorna alla vita quotidiana, alle abitudini giornaliere o settimanali e ai ritmi che abbiamo per buona parte dell’anno. In vacanza, magari, non siamo stati così bravi, abbiamo mandato in ferie anche le buone abitudini quali la palestra, la dieta e il movimento, ed è anche giusto se questo ci ha fatto sentire meglio. Ora però è il caso di “rimettersi in pista”, che non vuol dire trasferirsi in palestra e fare qualsiasi attività sembri molto faticosa, anzi, questo atteggiamento è il più sbagliato che si possa fare: innanzi tutto perché mettereste sotto stress eccessivo il vostro fisico e non ne trarreste i benefici che il grande sforzo dovrebbe generare, anzi magari vi ritrovereste con stiramenti e dolori vari che non sono di certo il meglio. Quindi, oltre a ritornare in carreggiata per l’alimentazione con una dieta equilibrata con tanta frutta, verdura e molta acqua, scegliete delle attività soft da fare in queste due o tre settimane prima dell’arrivo dell’autunno. Se non c’è un corso specifico nella vostra palestra, ecco quali corsi e quali attività è meglio scegliere.
camminareCamminare
Sia che lo scegliate di fare all’aria aperta, sia in palestra, è meglio iniziare a camminare, certo non passeggiare come quando si va a fare shopping, bensì camminare con passo deciso e costante. Se lo fate in palestra, il tapis roulant deve essere a velocità 5 e se magari lo fate con un po’ di pendenza (diciamo che 4 o 5 di valore può bastare) è ancora meglio. Ritagliatevi mezz’ora o quaranta minuti, a giorni alterni, o in alternativa un’ora tre giorni a settimana.
Pilates o
mat work

Queste sono ottime discipline dolci che permettono di adattarsi, per partire poi con un’attività di movimento più intensa. Il pilates, come il mat work, si basa sulla concentrazione e sul controllo dei muscoli, sul respiro soprattutto, e ha quindi una serie di esercizi non “violenti”, non si suda copiosamente, ma è un’educazione muscolare del proprio corpo.
Mat work
Streching
Ha un’attività motoria molto limitata, molti esercizi sono anche ripresi dal pilates e permette un lavoro sull’allungamento dei muscoli, che magari la vita sedentaria del lettino sulla spiaggia ha un po’ intorpidito.
Ginnastica dolce
Forse vi ritroverete circondate da persone un poco “più grandi”, visto che è una ginnastica che serve ad allenare persone avanti con gli anni e che quindi non possono saltellare e correre come matti. Informatevi prima, ma se vi va di provare è un ottimo iniziatore all’attività più intensa che farete in seguito.
SquatSe volete, potete anche usare esercizi fai da te molto semplici e adatti a tutti:  per esempio lo squat, cioè il piegamento sulle gambe che sono però divaricate, basta farne due o tre serie da 10; oppure il piegamento a gambe unite, mantenendo sempre lo stesso numero di esercizi. Oppure in posizione a gambe divaricate, spostare il bacino aiutandosi con le braccia, prima verso destra (braccio destro in vita e il sinistro in accompagnamento) e poi verso sinistra (posizione contraria delle braccia); anche in questo caso duo o tre serie da 10. Ancora più semplicemente,  ruotare il bacino verso destra o verso sinistra, tenendo le mani in vita.
E ora non ci sono scuse per non iniziare a muoversi.



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venerdì 3 settembre 2010

Mantenere i benefici delle vacanze


Le vacanze sono terminate quasi per tutti, ma questa non è una buona ragione per lasciarsi andare e riprendere le cattive abitudini della vita quotidiana. I benefici psico-fisici ottenuti in vacanza vanno custoditi come un bene prezioso. Non è un’impresa difficile basta un po’ di forza di volontà e di tempo per se stessi.

La vacanza in città
Una volta rientrati dalla pausa estiva è fondamentale riprendere tutte le consuete attività con gradualità: porsi piccoli obiettivi, non esagerare con la mole di lavoro, concedersi le necessarie ore di riposo notturno e solamente in un secondo tempo quando ormai si è conclusa la fase di “acclimatamento” dedicare attenzione ed energie a progetti più impegnativi.
Per prima cosa cerchiamo di mantenere quelle buone abitudini tipiche della vacanza, anche in città.
  • Prima colazione in famigliaNon trascurare la prima colazione, non ridurla ad un caffè veloce al bar, ma svegliarsi 15 minuti prima, preparare il tavolo, accendere della musica classica e mangiare sano. Questa coccola mattutina vi aiuterà ad affrontare la giornata molto più serenamente e fisicamente in forma.
  • Se poi si rimpiange l’aria aperta che caratterizza, il sole, le nuotate, le passeggiate, l’attività fisica e quella sensazione di benessere così piacevole che permeava il nostro corpo è importante non impigrirsi, ma ritagliarsi degli spazi per fare un po’ di sport magari concedendosi una semplice ma benefica passeggiata durante la pausa pranzo! Qualche consiglio lo trovate anche qui:
  • Se durante le vacanze abbiamo scoperto dei piacevoli hobby non abbandoniamoli del tutto, ma proviamo a praticarli durante il tempo libero dal lavoro: dedicarsi quando è possibile ad un’attività rilassante e gratificante ci aiuterà a conservare un po’ della magica atmosfera propria delle vacanze
Per la mente
Yoga in casaPer cercare di rimanere rilassati e non farsi sopraffare da ansie quotidiane un aiuto viene di sicuro dallo yoga: non c’è bisogno di attrezzi, si può praticare ovunque  e insegna a controllare il respiro. Anche la meditazione aiuta a contenere i livelli di stress. Ci sono esercizi che si possono fare anche da soli; si sceglie un luogo tranquillo, all’aperto o in casa, ci si siede per terra con i piedi scalzi e le gambe incrociate. Con la schiena diritta o appoggiata al muro si lasciano cadere le braccia rilassate, con le mani appoggiate sulle gambe. Si inizia a respirare lentamente, con gli occhi chiusi e si ripete un mantra. Dopodiché si riaprono gli occhi lentamente e ci si alza.
Integratori magnesioPer tenere lontano lo stress
Per contrastare il senso di stanchezza, il nervosismo, lo stress e l’ansia che ci assalgono al ritorno, un aiuto arriva anche dal magnesio. Si tratta di un importante nutriente presente in alcuni cibi, anche se  la cottura e raffinazione ne fanno perdere la maggior parte dei poteri. Si può allora integrarlo con le bustine o le fiale; la sera concilia il sonno e riduce ansia e stress, mentre a digiuno, in acqua calda, ha un effetto disintossicante.




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