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lunedì 23 novembre 2009

La Terra Trema al Leoncavallo 2009: TERROIR RESISTANCE!

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La Terra Trema al Leoncavallo 2009: TERROIR RESISTANCE!
Folletto25603 e Leoncavallo s.p.a.
4, 5, 6 Dicembre 2009 Milano


LA TERRA TREMA al Leoncavallo
Vini e vignaioli autentici, agricolture periurbane, cibo e poesia dalla terra.
Comunicato Stampa n°2
Venerdì 4, Sabato 5, e Domenica 6 Dicembre 2009 si svolgerà a Milano la terza edizione de La Terra Trema; rassegna enogastronomica dedicata alla produzione agricola piccola e di qualità.

Più di cento vignaioli e agricoltori provenienti da ogni parte d’Italia (leggi le adesioni), saranno chiamati a dar voce a quella porzione di produzione di agricoltura di qualità che resiste, cosciente della potenza intrinseca del proprio sapere contadino, trovando il giusto equilibrio tra tradizione, pratiche di coltivazione sostenibili, tutela culturale e ambientale del proprio territorio. A sostegno di questo La Terra Trema 2009 si aprirà al grido di Terroir Resistance! Perché estendendo l’idea di terroir [1] ad ambiti più ampi e inconsueti vogliamo ribadire la centralità di questo approccio.

Terroir Resistance! Oltre cento produttori hanno accolto il nostro invito a partecipare alla tre giorni al Leoncavallo, per raccontare le storie di un lavoro faticoso e quotidiano, per farsi portavoce dei propri territori e della propria terra, per partecipare ad un momento di corale dissenso contro il predominio dell’agroindustria, contro l’appiattimento dei saperi e dei sapori.
Perché in questo modo abbiamo creato progetti economici e culturali che riteniamo efficacemente reali ed eversivi (leggi il programma).

Terroir Resistance! È l’opposizione quotidiana di una porzione di territorio di cui tanto si è parlato e speculato: l’esperienza di una piccola comunità abruzzese colpita dal terremoto e che, nel tentativo di reagire e determinare il proprio futuro ha dato il via ad una felice, delicata e faticata opera di ricostruzione territoriale, sociale, affettiva, culturale. Il loro racconto aprirà la terza edizione de La Terra Trema 2009, venerdì 4 Dicembre.
In Abruzzo, nelle montagne vicino a L’Aquila, un gruppo di cittadini ha deciso di rimboccarsi le maniche e inventarsi un progetto condiviso, E.V.A. - Eco Villaggio Autocostruito di Pescomaggiore, per una ricostruzione piacevole e non forzata delle proprie abitazioni, dimostrando che è possibile costruire abitazioni economiche, ecologiche, rapide e usando materiale locale, col sostegno professionale, fisico e cognitivo della comunità del territorio. Una scelta importante di chi preferisce la fatica attiva all’indolenza obbligatoria del terremotato. 
Il racconto sarà integrato dal contributo di Matilde Cassani, architetto e urbanista, ha collaborato con la Deutsche Gesellschaft für Technische Zusammenarbeit per la ricostruzione post-tsunami in Sri-Lanka, dove ha intrapreso un progetto di ricerca sui limiti dell’intervento di ricostruzione seriale delle ONG: le differenze delle popolazioni locali collidono con il progetto uniforme, e le forze politiche si trovano perciò costrette ad interloquire con le comunità locali che cambiano il disegno della ricostruzione. Si occuperà di coordinare questo dialogo il Collettivo Millepiani di Bergamo, prezioso gruppo di ricercatori e attivisti occupato ad indagare la costellazione di temi gravitante attorno alla crisi della democrazia e al suo conseguente statuto della rappresentazione.

Terroir Resistance! È la storia di un vino prodotto alle soglie di un conflitto. Domenica 6 ascolteremo la testimonianza dei i volontari del VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo in arrivo dalla Palestina, e che lavorano all’interno della storica azienda vitivinicola Cremisan, legata all’omonimo Convento Salesiano: racconteranno della situazione di vita attuale e vissuta rispetto alle contraddizioni di quella terra - santa, promessa o soltanto tragicamente contesa, dell’incredibile tenacia del suo popolo e della straordinaria ricchezza della sua cultura. Questo ambizioso progetto, frutto della collaborazione dei Salesiani, del VIS, del personale locale, e di un qualificato gruppo di partner italiani, permette di aiutare i palestinesi di ogni religione grazie al ricavato delle vendite.
 Oltre al racconto della storia e del progetto di Cremisan, ci sarà la proiezione di un video realizzato durante l’ultima vendemmia, l’esposizione di fotografie, e la degustazione dei loro vini.

Terroir Resistance! Sono le pratiche e le microeconomie diverse che riusciamo e riusciremo ad innescare, le politiche che vorremmo determinare.
Domenica 6 La Terra Trema e i suoi produttori incontreranno la realtà contadina bolognese di Campi Aperti, in uno scambio di esperienze e testimonianze. I produttori de La Terra Trema racconteranno le implicazioni/relazioni che questo progetto ha fatto scaturire, e Campi Aperti racconterà dell’esperienza sulla deriva legislativa igienico-sanitaria che non permette a moltissimi contadini italiani di commercializzare il proprio prodotto: questo infatti viene paragonato al prodotto industriale, stabilendo degli standard di produzione fuori dagli schemi dei piccoli produttori che nonostante ciò sono fonte di cibi sani e di alta qualità.

Sabato 5 dicembre sarà dedicato alle tante declinazioni del gusto, dei saperi e dei sapori, in programma degustazioni e racconti di vita e lavoro.
Ad esempio quella dedicata al vino e al significato di cru e terroir: ne parlerà Gigi Brozzoni del Seminario Permanente Luigi Veronelli, redattore della Guida Oro I Vini di Veronelli e ormai storica presenza a La Terra Trema, proporrà una degustazione di vini, selezione di vini presenti alla tre giorni, che ben definiscono l’idea di Terroir Resistance!
Tano Urzì della Cooperativa del Golfo di Catania, lavora tra Capo Mulini e Portopalo di Capo Passero (SR), pescatore da generazioni racconterà di una scelta di vita drastica e faticosa, ma colma di felice poesia in una degustazione dei prodotti della tradizione marinara, sott’oli, marinati, affumicati, derivanti da pesca rispettosa dell’ambiente e delle stagionalità del pesce presente sul posto.
Infine uno sguardo al territorio a noi più vicino: si affronterà l’investimento che diverse aziende, da sempre vicine al progetto La Terra Trema, hanno intrapreso lavorando su farine da polenta di qualità, in un ragionato gioco di passione e tradizione, la Cascina Caremma di Besate (MI), la Cascina Cirenaica di Robecchetto con Induno (MI), e l’Azienda Agricola La Basia di Puegnago del Garda (BS), racconteranno la loro esperienza e proporranno un assaggio di polenta cucinata con le loro farine selezionate.

Secondo tradizione anche quest’anno un occhio di riguardo è riservato al menù proposto dalla Cucina del Leo. Menù a filiera zero elaborati sulla base di provenienza e disponibilità stagionale dei prodotti (leggi il menù).

E infine, ogni sera, musica di qualità, non conforme e lontana dalle orbite del già visto e già ascoltato.
Si esibiranno nei locali del Baretto del Leoncavallo, sabato 5, i Ronin, in occasione della pubblicazione del nuovo album “L’Ultimo Re”, una conferma per chi ricerca nella musica strumentale la sperimentazione, lenta e tradizionale di questo ennesimo progetto di Bruno Dorella, boss di Barlamuerte e già musicista con Wolfango, Bugo, Lava, Sick Dogs e oggi con OvO, Bachi da Pietra e appunto Ronin. Apriranno le danze la performance della Signorina ?Alos, alter-ego di Stefania Pedretti, e i bozzetti acustici di un paesaggio rurale di Mattia Coletti.
 Venerdì 4 si esibirà la band strumentale genovese dei Dresda, e, domenica 6, la tranquilla conclusione per tre giorni di passione con la selezione elettronica di Tommi DJ.

Domenica 6 dicembre verrà aggiudicata la seconda Roncola D’Oro, premiazione popolarissima assegnata dal pubblico al vignaiolo/produttore che meglio ha saputo raccontare col sapore del proprio lavoro la personale Terroir Resistance!

Al Leoncavallo, La Terra Trema dal 4 al 6 dicembre 2009, dalle 15 alle 23.
Vini e Vignaioli autentici, agricolture perirubane, cibi e poesia dalla terra, gastronomie autonome, assaggi e acquisti diretti.

LA TERRA TREMA 
al Leoncavallo
Vini e vignaioli autentici, agricolture periurbane, cibi e poesia dalla terra

4, 5, 6 dicembre 2009
Via Watteau 7 - Milano
Dalle 15.00 alle 23.00
Ingresso con sottoscrizione al progetto

Folletto 25603 (Abbiategrasso, Mi) Leoncavallo s.p.a (Milano)

www.laterratrema.org
info@laterratrema.org

“Sarà una fiera del tutto nuova; vi si assaggeranno i vini di ogni parte d’Italia.
Festeggeremo la vita”.
(Gino Veronelli, in occasione della prima edizione di tl/cw al Leoncavallo, Dicembre 2003)

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OROSCOPO
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mercoledì 18 novembre 2009

H1N1, la denuncia del ministro polacco,Quei vaccini sono una truffa

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H1N1, la denuncia del ministro polacco
"Quei vaccini sono una truffa"


ROMA - Dalla Polonia un attacco ai paesi più ricchi sulla gestione dell'influenza A/H1N1. Un intervento in parlamento firmato dal ministro della Sanità, che accusa senza mezzi termini i governi, mette in discussione gli accordi con le case farmaceutiche e conclude: "Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa".

Le domande sull'efficacia del vaccino, uniti alle polemiche sui ritardi delle consegne, alimentano dubbi e incertezze non solo in Italia. In questo clima ha colpito molto l'intervento di Ewa Kopacz, titolare del ministero della Sanità polacco, che ha denunciato pubblicamente la "truffa" ai danni dei cittadini da parte delle case farmaceutiche che producono i vaccini.

In un discorso in parlamento (pubblicato integralmente sul web dove sta facendo il giro del mondo, tradotto in varie lingue) il ministro pone una serie di dubbi, almeno una ventina, sugli accordi che i "governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini" e su quanto è stato proposto alla Polonia. Qual è, si chiede Kopacz, "il dovere di un ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l'interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l'interesse delle case farmaceutiche?".

Da qui parte un attacco preciso. "So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E' possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l'influenza?".

Il ministro cita quindi l'esempio della Germania che "ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato" contrariamente a quanto accade normalmente "perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%". Quindi si chiede: "il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos'è successo?".

Quindi passa alle controindicazioni. "Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il primo di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web" prosegue, "non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto. E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità?".

Ewa Kovacz insiste sulla questione. "Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo, controlli molto brevi a dire il vero, e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto ridotto". Dopo aver elencato i dubbi, il ministro ribadisce il suo ruolo: "Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E' una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve e utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo".

Infine il confronto con l'influenza stagionale. "Ci sono 1 miliardo di persone con l'influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l'influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni e anni di osservazioni. E' mai stata annunciata una pandemia a causa dell'influenza stagionale?".

Tra l'altro, l'influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina, ricorda Kovacz. "A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l'anno scorso, due anni fa e nel 2003 quando abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l'influenza stagionale. In quell'occasione, per caso qualcuno in quest'aula ha gridato 'Compriamo il vaccino per tutti'? Non riesco a ricordarmene". Il ministro conclude: "Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa".

E in Italia... Oltre un milione e mezzo le persone colpite dal virus H1N1, quasi 70 i decessi, più di 160mila le persone vaccinate). Gli esperti continuano a tranquillizzare gli italiani sostenendo che la percentuale delle vittime correlate al virus H1N1 è lo 0,0038% dei malati, contro lo 0,2% dei decessi causati dalla normale influenza stagionale. A fronte della campagna vaccinale in corso, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha reso noto che sono 190 le sospette reazioni avverse al vaccino (l'elenco e i dati pubblicati sul sito dell'agenzia), ma si tratta di reazioni prevedibili (ad esempio si segnala la comparsa di cefalea, febbre, dolori articolari) e, rassicura l'Aifa, "allo stato attuale non sono stati evidenziati segnali di pericolo con la somministrazione del vaccino pandemico".

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LA Papaya fermentata



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LA Papaya fermentata
La papaya fermentata è un integratore molto diffuso in questi ultimi anni. Vediamo quali sono realmente le sue caratteristiche e proprietà.
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La voglia di vita naturale e salutista che si è diffusa in questi ultimi anni, come la scelta in alcuni casi di rivolgersi alla medicina alternativa, ha portato alla diffusione e all’utilizzo di nuovi prodotti come aiuto a quei piccoli fastidi o a quei piccoli malesseri stagionali cui siamo soggetti. Uno di questi prodotti è sicuramente la papaya che nella forma di medicina naturale è venduta come papaya fermentata.



La papaya è una pianta originaria dell’America Centrale, diffusa in Brasile e nelle Isole Hawaii. Frutto a forma di pera, con polpa succosa di un bel colore arancio e sapore dolciastro, con poche calorie e con un contenuto vitaminico importante: vitamina E, vitamina C, vitamina A, calcio, selenio e potassio, flavonoidi e carotene. La vitamina E è l’antiossidante principale che permette di smaltire i radicali liberi; la vitamina C è uno stimolatore del sistema immunitario, previene la degenerazione cellulare e stimola la produzione di collagene; la vitamina A è anch'essa un antiossidante e permette alla vitamina C di agire; selenio, un non metallo, sostanza che aiuta l’eliminazione dei radicali liberi per l’azione antiossidante.

La papaya è diventata ulteriormente importante perché contiene la papaina, un enzima proteolitico simile a quello contenuto nell’ananas che permette una migliore digestione, assimilazione e assorbimento degli alimenti, questo se assunta dopo i pasti. Mentre se presa a stomaco vuoto serve anche come antinfiammatorio e drenante, quindi combatte la ritenzione idrica facilitando l’espulsione degli acidi grassi e aiutando a contrastare la formazione della cellulite.

Questo frutto ha grandissime proprietà che sono massimizzate con il processo di fermentazione che è attuato con l’uso di tè verde, limone e un lievito particolare. È impiegato tutto il frutto che non è geneticamente modificato per non perdere i suoi principi.




Sicuramente è stato sponsorizzato da un luminare della medicina, Luc Montagnier, scopritore dell’HIV e vincitore del Nobel della medicina nel 2008: lo scienziato consigliò una cura a base di papaya a Papa Wojtyla per contrastare il Parkinson.

Senza dubbio la papaya ha proprietà salutistiche, è un buon antiossidante, come anche altre combinazioni di alimenti, ma non esiste nessuna prova scientifica che sia un valido prodotto contro le malattie degenerative o l’immunodeficienza, non è quindi un farmaco, ma rimane semplicemente un integratore che ci può aiutare a compensare le mancanze di alcune sostanze, o a migliorarne la quantità, che per regimi alimentari poco corretti ci possono mancare.



Potete acquistare la papaya fermentata sia in farmacia sia in erboristeria e la potete trovare in molteplici forme: in bustine da sciogliere con acqua, come anche in granuli, in tavolette o in capsule o anche liquida. La forma non ha nessuna influenza sull’efficacia o sulla concentrazione, basatevi sulle vostre esigenze o preferenze. Va invece valutata la combinazione o meno con altre sostanze. Può essere quasi pura oppure la trovate combinata con il melograno, con l’aloe, con il ginseng, con il guaranà o con l’aggiunta di sostanze come zinco, selenio, potassio e vitamine. Sono sempre sostanze che aiutano funzioni come la diuresi, antinfiammatorie o dei tonici.

I prezzi possono variare sia per la marca, sia per il luogo di acquisto e sia per le dimensioni della confezione, vanno indicativamente dai 18€ ai 50€. Un prezzo medio per una confezione di 30 capsule è di 20€ circa, mentre una confezione di 40 bustine ha un prezzo indicativo di 34€.

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mercoledì 11 novembre 2009

Usare la Cyberterapia contro l'ansia

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Usare la Cyberterapia contro l'ansia

La cyber therapy, è un metodo innovativo che si prefigge di aiutare le persone con problemi psicologici (ansia, fobie, attacchi di panico). Si tratta di un modo per imparare a vedere da un altro punto di vista le situazioni che mettono in crisi, utilizzando tecniche che aiutano a ritrovare la serenità perduta.
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Un aiuto dal pc

La cyber terapia si basa sull’uso della tecnologia nel settore della salute; prevede un coinvolgimento e un’esperienza diretti del malato e del medico, che partecipano in prima persona alla cura. La tecnologia principale di cui si avvale è la realtà virtuale, ovvero con l’uso del computer, vengono simulate determinate situazioni, che l’interlocutore, indossando speciali caschi sensori, può vivere. La realtà virtuale viene creata attraverso l'uso di tre strumenti: il computer, un casco e degli speciali sensori. Il pc è dotato di una scheda grafica ad alta definizione per riprodurre, con elevato realismo, ambienti tridimensionali complessi. La persona poi indosserà un casco che lo isola dal modo esterno reale e proietta davanti agli occhi gli ambienti tridimensionali generati dal computer. Infine, speciali sensori di posizione possono misurare le azioni che la persona compie.




Un aiuto in più

Chi soffre di fobie, ansia o attacchi di panico, a livello razionale sa che cosa potrebbe fare per stare meglio, ma non è in grado di metterlo in atto. La cyber therapy, può quindi essere un valido aiuto perché è come se nella realtà virtuale la persona potesse finalmente comportarsi come desidera, senza paura di sbagliare o temere il giudizio altrui. Durante tutto il percorso si è seguiti da uno psicoterapeuta che guida il paziente, in modo da rafforzare l’aiuto offerto dalla realtà virtuale. Se necessario lo specialista può anche applicare le normali tecniche di psicoterapia e ad affiancare le classiche sedute a quelle virtuali.



Le varie applicazioni

La cyber terapia sfrutta la realtà virtuale, ricreata dal computer, per esporre la persona agli oggetti delle sue paure e ai comportamenti che la fanno stare male. Il segreto del successo è che l’utente si sente calato in quello che fa ed è maggiormente partecipe. Per esempio se il soggetto soffre di una particolare fobia, questa tecnica espone la persona di fronte alla sua paura per imparare ad accettarla. In caso di fobia del volo si ricrea la situazione dell’aereo e si espone piano piano l’individuo a questa esperienza. In tal modo si impara gradatamente a prender confidenza con la propria fobia e a superare le paure. La cyber therapy viene usata anche per le sindromi da shock, in soggetti che hanno vissuto situazioni traumatiche e sono profondamente scossi e turbati. In questi casi la terapia serve a far rivivere la situazione critica, con l’obiettivo di presentare in maniera controllata esperienze traumatiche e aiutare le persone a superare le difficoltà.



Per saperne di più

Chi fosse interessato a sottoporsi a questa tecnica per curare determinati disturbi psicologici, può contattare il Professor Giuseppe Riva, ricercatore dell’istituto Auxologico di Milano e docente di psicologia dei nuovi media all’università Cattolica di Milano.

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X LA Chirurgia estetica: ecco cosa devi sapere prima di rifarti

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X LA Chirurgia estetica: ecco cosa devi sapere prima di rifarti

Anche in tempi di crisi economica, il sogno di cambiare look grazie al bisturi non conosce recessione. Pare che investire sul proprio corpo rimanga un trend e le richieste di interventi di chirurgia estetica nell’ultimo anno sono cresciute del 10%. Il più richiesto è la mastoplastica additiva (aumento del seno), seguono la liposuzione e la blefaroplastica. Ma è importante ricordare che, seppure estetico, resta sempre un intervento, e prima di dire “vado e mi opero” è meglio informarsi.
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Chirurgia non significa magia!

La chirurgia plastica non è una bacchetta magica per rimodellare qualsiasi parte del corpo. Impossibile per esempio assottigliare le caviglie, cambiare forma a ginocchia e gambe, o tirare su i glutei per avere un fondoschiena alla brasiliana. Sono molte le persone che ripongono le speranze nella chirurgia per assomigliare a qualche vip o persona nota, ma il rischio è solo quello di creare un esercito di cloni, senza espressione e personalità. Chi si fa sedurre dalla chirurgia estetica solo perché non si piace o insicuro di sé rischia di rimanere deluso o di finire intrappolato in una sorta di dipendenza da ritocco, e il sogno di una nuova immagine si trasforma in un incubo.



Intelligenza estetica

Chi si sottopone ad interventi chirurgici e i medici che effettuano queste operazioni devono sfatare le false aspettative: c’è chi crede che la liposuzione sia una sorta di dieta lampo che regala una silhouette da indossatrice, invece, se una è cicciotella prima deve mettersi a dieta, poi potrà intervenire con la liposuzione per eliminare i rotolini di grasso su pancia e fianchi. Uno specialista serio, deve comportarsi come un papà, anche se rischia di perdere la paziente, deve sapere “patteggiare” le richieste e se il caso, dire di no. Deve rifiutarsi se la paziente ha problemi di salute, perché entrare in sala operatoria non è una passeggiata: prima bisogna fare una visita accurata seguita da esami e accertamenti necessari per ridurre i possibili rischi dell’intervento.


L’operazione

Prima di sottoporsi a un intervento bisognerebbe sempre informarsi, perché non tutti sanno che una percentuale di persone può reagire negativamente all’intervento. Ad esempio chi aumenta il seno potrebbe rigettare la protesi e aver bisogno di ulteriori interventi per rimuoverla. Mai dimenticare, poi, che il taglia e cuci lascia sempre segni visibili, anche se più ridotti rispetto a una volta.




Affidarsi a mani esperte


La cosa fondamentale è verificare sempre che il medico sia specializzato in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Anche la struttura dove opera è importante: se lavora in una clinica affermata si ha la certezza che anche chi lo assiste in sala operatoria sia uno specialista. Attenzione invece a chi lavora in strutture poco affidabili e offre prezzi bassi e fuori mercato. Meglio accertarsi anche che sia garantita la presenza di un anestesista per affrontare eventuali emergenze. L’ambulatorio può essere usato solo per interventi più soft come la blefaroplastica superiore, ma la clinica rimane comunque la struttura migliore, perché offre standard di sterilizzazione e assistenza continua.



A chi rivolgersi

Per informazioni e nominativi di professionisti certificati ci si può rivolgere alle associazioni Sicpre www.sicpre.org e Scei www.sceionline.it



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Alcune regole del bere sano

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Alcune regole del bere sano

Le campagne antialcol sono sempre più diffuse e i provvedimenti contro chi infrange le regole sempre più severi. Vediamo insieme come bere alcol consapevolmente, senza danneggiare la propria salute.

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OROSCOPO
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La campagna antialcol è in corso: Milano ha fatto da apripista vietandolo ai minori di 16 anni, il governo sta per varare la legge zero alcol al volante per i neopatentati, i giovani under 21 e gli autisti professionisti. Quanto a tutti gli altri, i controlli diventano sempre più duri, e il limite è fissato a 0,5 grammi di etanolo per 1 litro di sangue, per tutti coloro che si mettono al volante. Ma accanto ai divieti, bisognerebbe promuovere una cultura del bere sano e responsabile. Ecco il decalogo del bevitore intelligente.



I limiti per non rovinarsi il fegato

Le donne dovrebbero assumere al massimo due unità alcoliche al giorno, a stomaco pieno e quindi durante i pasti o subito dopo. La quantità corrisponde a 24 grammi di etanolo e sono contenuti in:

•2 piccoli bicchieri di vino, di media gradazione (mezzo calice da 125 ml l’uno);

oppure

•2 lattine o bottigliette di birra (da 330 ml l’una), di media gradazione alcolica;

oppure

•2 dosi da bar di super alcolico a 40° (bicchierino da 40 ml l’uno).



Per gli uomini, invece, la dose consigliata è al massimo di tre unità alcoliche, sempre da assumere a stomaco pieno, e corrispondono a 36 grammi di etanolo, contenuti in:

•3 bicchieri piccoli di vino di media gradazione alcolica (mezzo calice da 125 ml l’uno);

oppure

•3 lattine di birra di media gradazione alcolica (da 330 ml l’una)

oppure

•3 dosi da bar di super alcolico a 40° (bicchierino da 40 ml l’uno).



Quando non assumere alcol

Le bevande alcoliche sono costituite per la maggior parte di acqua e per il restante da alcol. Una volta assorbito, l’etanolo entra nel sangue e poi nei liquidi corporei. Ognuno, ovviamente, ha una diversa tolleranza all’alcol, ma comunque di base si tollera meglio se a stomaco pieno. Tuttavia non bisognerebbe mai bere se poi ci si mette alla guida di un veicolo. Bere bene non significa solo bere poco, ma anche a larghi intervalli, così l’organismo smaltisce meglio l’etanolo. Un uomo di 70 kg per smaltire un bicchiere di vino impiega circa due ore, una donna tre. L’alcol andrebbe evitato in adolescenza, durante la gravidanza e l’allattamento e in età anziana bisognerebbe ridurre le dosi. Un tempo si diceva alla puerpera di bere birra per avere il latte più buono: è una sciocchezza! Attenzione poi all’interazione alcol e farmaci.






I benefici

Una modica e regolare quantità di vino o birra ai pasti può esercitare benefici effetti nella protezione delle malattie cardiovascolari, grazie alla presenza di polifenoli (ne sono ricchi i vini rossi) e di sostanze antiossidanti.





Alcune cose da sapere

•l’alcol andrebbe evitato se si è in sovrappeso o se si è familiari a diabete, obesità e trigliceridi alti.

•Si sta diffondendo l’abitudine di bere in modo concentrato nei week-end, tanto poi non si beve negli altri giorni. Ma l’intossicazione sistematica da fine settimana è pericolosa e può essere il primo passo verso la dipendenza.

•Pur non essendo nutriente, l’alcol apporta calorie che contribuiscono a far ingrassare.

•L’alcol non aiuta la digestione, anzi la rallenta e produce ipersecrezione gastrica.

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martedì 3 novembre 2009

il Noni ha invertito le cellule precancerose

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Steve Schetcher, N.D., H.H.P., è un medico naturopata, esperto della salute solistica, consulente e autore. Dirige la Natural Healing Institute, Inc., una clinica di naturpatia riconosciuta a livello mondiale che si trova a Encinitas, California

LO TROVATE IN ERBORISTERIA..A META' DEL PREZZO DEL VACCINO..E NESSUNO NE PARLA

QUESTO è SOLO UNO DEGLI EFFETTI LEGGI:

"La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l'isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Nonu ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane".
"
http://www.zea-mays.it/home/formula-caisse/noni.htm

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OPPURE LO TROVATE QUI' ;

http://www.noni-millennium.com/6127

VI VERRA' SPEDITO DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA ,,,
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LEGGI ANCORA:

Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie). Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione prec...ancerosa. Genera proprietà adattogeniche. Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo

COPIA ED INCOLLA ED INVIA A TUTTI I TUOI CONTATTI E MAIL - NON LASCIAMO ARRICCHIRE LE CASE FARMACEUTICHE CON UN VACCINO MORTALE



DIFFONDETE PER L'AMORE DEI VOSTRI CARI E DEI VOSTRI BIMBI...

MANDATELO TUTTI I GIORNI A TUTTI FINO A CHE TUTTI NON REINOLTRANO AD ALTRETTANTI TUTTI DI UN ALTRO.

DI MODO DA COINVOLGERE VERAMNTE LE PERSONE AD UNA AZIONE PER LA VITA.

Erboristeria ZEA MAYS
Fonte: www.zea-mays.it
L'albero Morinda Citrifolia sta provocando entusiasmo nel mondo dell'industria del benessere naturale. La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Nonu e Nono, viene comunemente riferito come Noni. ...
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Il vero rimedio della natura che viene direttamente dalle Isole del Sud Pacifico. (Morinda Citrifolia)

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Il vero rimedio della natura che viene direttamente
dalle Isole del Sud Pacifico. (Morinda Citrifolia)

di Steve Schetchter, N.D., H.H.P.(naturopata)
Tratto da: Total Health Magazine (USA)

L'albero Morinda Citrifolia sta provocando entusiasmo nel mondo dell'industria del benessere naturale. La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Nonu e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Nonu reca giovamento per la prevenzione e/o per l'autotutela del proprio benessere da un'ampia gamma di problemi riguardanti la salute.
I vantaggi diffusi del Nonu sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Nonu. La pianta del Nonu è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute.
Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la "madre" di tutte le piante curative è il Nonu, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Nonu cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.
Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la "pianta sacra". Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Nonu ha prodotto risultati incredibili. Il Nonu contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Nonu contengono l'intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica.
Perché funziona tanto bene il Nonu? Io credo che sia un favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Altri affermano che contiene l'alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Nonu offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Nonu funziona. Ugualmente importante è l'approfondita ricerca scientifica che conferma l'efficacia e la sicurezza del Nonu.
I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri.
L'albero del Nonu cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla. I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all'aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni.
I molteplici usi medicinali del Nonu divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Nonu come "l'albero della cefalea" e "l'albero antidolorifico" . I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell'utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Nonu era identificato e riconosciuto come "l'erba sacra" per il corpo rigenerante. Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione.
Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo. Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al "medico" il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la'au lapa'au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti.
Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed "… erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia", secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal.
Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Nonu. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava " … usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie".
Il Nonu fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna.
Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti. La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze.
Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli.
Da quel momento la ricchezza d'informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Nonu è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni.
Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Nonu reca tanto giovamento per i dolori.
La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l'isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Nonu ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane.
Ricerche significative sugli usi medicinali del Nonu sono state presentate durante l'ottantatreesimo, l'ottantaquattresimo e l'ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research. Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all'ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel "Proceeding of the American Association for Cancer Research" era la seguente: "L'Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi". In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9 12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Nonu vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest'indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Nonu si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Nonu. Detto semplicemente, il Nonu può inibire la crescita tumorale.
Gli studi indicano che il Nonu è utile per una miriade di condizioni:
Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate. Poiché il Nonu sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande varietà di condizioni.
Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.
Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
Genera proprietà adattogeniche.
Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.
Come terapeuta, ho personalmente notato che la Morinda Citrifolia genera profondi e rilevanti benefici curativi e medicamentosi verso la prevenzione e autotutela dei tantissimi problemi riguardante la salute.

Nonu ed il dolore

Il frutto del Nonu è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Nonu erano "l'albero antidolorifico" e "l'albero della cefalea". Io ho trattato pazienti che soffrivano di dolori cronici dovuti a svariati fattori con il succo di Nonu. Inoltre, conservo moltissime testimonianze di persone che risiedono negli Stati Uniti e che hanno utilizzato il Nonu con successo per liberarsi dai dolori debilitanti.
In aggiunta alle migliaia e migliaia d'anni di uomini che usano con successo il Nonu per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Nonu sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che "la somministrazione dell'estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)". Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l'estratto di Nonu "non mostra alcun effetto tossico". Io ho notato che la Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati erano sorprendentemente veloci.
E' importante ricordare che il Nonu agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio.
Il Nonu contiene due dei migliori antiossidanti - la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l'infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente. Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Nonu International, Inc., è riconosciuto come il "padre del Nonu moderno" ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Nonu stanno ricevendo sollievo naturale per le loro "sfide" nel campo della salute. Il Nonu era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell'agosto del 1994.
Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Nonu schiacciata come "cerotto". Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.
La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.
Steve Schetcher, N.D., H.H.P., è un medico naturopata, esperto della salute solistica, consulente e autore. Dirige la Natural Healing Institute, Inc., una clinica di naturpatia riconosciuta a livello mondiale che si trova a Encinitas, California. Lui è, inoltre, l'autore di testi bestseller come Fighting Radiation and Pollutants with Foods, Herbs and Vitamins (Come combattere le radiazioni e le sostanze inquinanti con i cibi, le erbe e le vitamine) Documented Natural Remedies That Boost Your Immunity and Detoxify (Vitality Ink., Encinitas, CA). (Rimedi naturali documentati che aumentano la vostra immunità e disintossicano).
Oltre ai benefici documentati elencati sotto, ci sono altre in aggiunta che comunque non sono ancora confermate dalle ricerche eseguite.


DOLORE FUNZIONI DEL NONU
Cefalee
Diarrea
Vermi Intestinali
Tenia Riduce il dolore (analgesico)
Riduce l'infiammazione (antinfiammatorio)
Rafforza il sistema immunitario
Infezioni Polmonari
Disturbi agli Occhi
Febbre con Vomito Rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate
Funziona a livello molecolare per riparare le cellule danneggiate
Gengivite
Mal di Gola con Tosse
Micosi Orale
Accessi
Ernia Diaframmatica
Perdita di Appetito Antibatterico
Anticatarrale
Anticongestivo
Astringente
Purifica il sangue
Emolliente
Tessuto Precanceroso
Tumore al Polmone
Ipertensione
Diabete II Pulisce il tratto gastrointestinale senza effetti collaterali dovuti ai farmaci
Regola la funzione cellulare
Artrite
Antibiotico
Antimicrobico
Dolori Addominali
Mal di Schiena Diminuisce la pressione del sangue
Emmenagogo (Regola il ciclo mestruale)
Lassativo
Spasmo
Tonico dopo Gravidanza
Infezione alla Bocca
Mal di Denti (Odontalgia) Migliora e aumenta il trasporto di ossigeno
Aumento notevole di energia
Migliora gli umori
Ferite e Fratture
Foruncoli
Disturbi Tratto Urinario
Gonfiore Addominale Tonico
Inibisce la crescita dei tumori
Regolatore enzimatico e proteico
Produce benefici rapidi e potenti


E' importante far rilevare che alcuni dei costituenti attivi del Nonu sono solubili quindi tendono ad essere eliminati tramite l'urina o la sudorazione.
Uno studio ha mostrato che i costituenti del frutto del Nonu raggiungono la loro massima funzione curativa due ore dopo l'ingestione ed iniziano ad indebolirsi dopo quattro ore, eppure sono ancora attivi anche dopo 12 ore.
Le implicazioni di questo studio concordano con le mie osservazioni cliniche che per ottenere i massimi benefici è consigliabile somministrare il Nonu (succo, capsule ecc.) parecchie volte a giorno in dosaggi scaglionati o divisi piuttosto che una o due volte al giorno. Ancora più importante, per ottenere risultati ottimali è meglio somministrare il Nonu, come altri tonici o erbe, continuamente e giornalmente come è sempre stato fatto tradizionalmente.

Importante: con la presente documentazione non si vogliono dare consigli medici di alcun genere, per qualsisiasi problema di carattere medico consulta il tuo medico curante.



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