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mercoledì 30 settembre 2009

Tossinfezioni alimentari casalinghe



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Tossinfezioni alimentari casalinghe

Le intossicazioni alimentari sono causate spesso da una nostra negligenza nel trattare e consumare i cibi. Vediamo quali accortezze usare per evitare questo spiacevole inconveniente.


Quando si sente parlare di sicurezza alimentare e di problematiche connesse al cibo, subito accorrono alla mente immagini legate a sequestri di cibo, alimenti avariati, etichette false, supermercati e ristoranti coinvolti. Ma spesso molti problemi di salute causati dal cibo sono, ahimè, originati all’interno delle quattro mura domestiche, proprio dove nessuno si immaginerebbe, poiché è più facile imputare all’esterno le colpe, le disattenzioni, le temperature non rispettate e via dicendo. Ma in casa le tossinfezioni alimentari possono svilupparsi e causare, al pari di quelle che si originano in una mensa aziendale o scolastica, le stesse identiche problematiche.




Cerchiamo allora di capire quali sono gli accorgimenti di igiene sia alimentare che ambientale, grazie ai quali si possono evitare e prevenire.

L’igiene è una materia estremamente ampia che abbraccia l’igiene degli ambienti, degli alimenti e della persona; infatti i tre “contesti” possono essere fonte di problematiche alla salute se non gestiti al meglio.

Le tossinfezioni alimentari cosa sono? Vengono anche chiamate intossicazioni alimentari e derivano dal consumo di alimenti o bevande che hanno subito una contaminazione, cioè sono venuti a contatto con un agente contaminate di origine varia.

Tra i contaminanti più diffusi: batteri, virus, muffe, insetti, roditori ecc. I contaminanti possono essere anche di origine chimica o fisica, ma in questo caso causeranno altre problematiche, non tossinfezione alimentare.

In linea generale i cibi possono contenere dei microrganismi che, in ridotte quantità, non rappresentano un rischio per la salute umana, ma se le condizioni ambientali diventano particolarmente favorevoli, ecco che i microrganismi si moltiplicano velocemente nel cibo e vengono consumati inconsapevolmente dall'uomo, provocando i tipici sintomi quali: emicrania, febbre, vomito, spasmi a livello gastrico, dissenteria ecc.




Quali sono gli errori più comuni?

Ad esempio la cattiva conservazione, ovvero lasciare dopo la cottura gli alimenti a temperatura ambiente e ciò vale soprattutto per le carni, le minestre, il brodo o i preparati a base di uova. La migliore prassi sarebbe invece riporre l’alimento subito nel frigorifero, in modo da evitare l’eventuale contaminazione e moltiplicazione batterica. Imparare e conoscere bene le modalità di conservazione dei diversi alimenti: esistono in commercio degli alimenti particolarmente delicati, poiché il loro contenuto in acqua è elevato, così come la loro composizione ricca di grassi e proteine può trasformare l’alimento in un perfetto ricettacolo di batteri. Si tratta di alimenti facilmente deperibili, come ad esempio il latte e tutti i derivati, le uova e tutti gli alimenti che con esse si possono preparare, ad esempio creme e maionese. Per questi alimenti bisogna davvero avere molta attenzione e riporli subito alla temperatura adeguata.

Tra gli alimenti più deperibili, anche i surgelati. A questo punto è bene introdurre il concetto igienico di “catena del freddo”, ovvero il percorso che tutti gli alimenti, sia freschi che congelati, compiono dall’azienda produttrice fino alle nostre case; questo percorso è caratterizzato da una temperatura che deve rimanere costante, soprattutto nel caso dei surgelati, infatti all’interno dei supermercati vengono vendute apposta le borse termiche per favorire il trasporto di pesce e gelato fino a casa mantenendo la temperatura corretta.

Se la nostra spesa prevede l’acquisto di prodotti freschi o surgelati, sarebbe quindi opportuno portare la borsa termica con noi, così eviteremo di provocare sbalzi di temperatura che andrebbero solo a favorire la moltiplicazione batterica nel prodotto. I prodotti surgelati non vanno mai scongelati e poi fatti ricongelare, sarebbe davvero un grosso errore a discapito della sicurezza e della salubrità dell’alimento, è possibile trovare in commercio del pesce venduto come scongelato: questo pesce dopo l’acquisto deve essere subito cotto e mangiato, ma assolutamente non ricongelato. Non è possibile vendere pesce scongelato senza questa indicazione riportata sulla confezione.

Altri accorgimenti che dobbiamo attuare nelle nostre cucine riguardano il controllo della dispensa, relativamente alle date di scadenza, questo per evitare di consumare erroneamente dei prodotti scaduti e quindi potenzialmente pericolosi, ciò vale per tutti gli alimenti, ma soprattutto per verdure conservate sott’olio a livello domestico, dove si dovrà fare la massima attenzione.




Quando stiamo preparando le diverse pietanze, evitiamo la contaminazione crociata, cioè l’utilizzo di alimenti diversi preparati sullo stesso piano di lavoro o tagliere. Il tagliere può essere un ricettacolo di microrganismi vari, sarebbero da evitare quelli di legno, se non che per tagliare il pane, son da preferire quelli di plastica da impiegare in modo specie-specifico: un tagliere per le carni, uno per le verdure e così via.

Evitare inoltre di preparare sullo stesso tagliare cibi cotti, mischiandoli con cibi crudi, quest’ultimi possono esser portatori di batteri patogeni, mentre in quelli cotti, proprio grazie alla cottura i batteri non ci sono più.




Per quanto concerne l’igiene della persona e l’igiene ambientale, ecco piccoli consigli.

Lavarsi le mani è la prima regola per una corretta prassi igienica, in questo modo si evita di toccare il cibo e veicolare in esso una moltitudine di germi; questa regola vale soprattutto dopo aver utilizzato i servizi igienici. Sembrerà strano, e per alcuni ovvio, ma negli ospedali è la prima regola da rispettare. Nei bar dove si sono trovati, grazie a controlli mirati, dei panini contaminati, i batteri riscontrati erano proprio di origine fecale…traete le vostre conseguenze.




A livello di igiene degli ambienti, tenere la cucina sempre ordinata e pulita, senza diventare maniaci dell’igiene ma soltanto adottando il buon senso, cambiando spesso gli strofinacci e le spugnette, altri ricettacoli di germi, si perverranno già molti attacchi.

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OROSCOPO
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Dipendenza dalle lampade solari

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OROSCOPO
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Dipendenza dalle lampade solari

Quella dell’abbronzatura è diventata per molti una vera e propria dipendenza, in particolare per i giovani.


I ricercatori dell’università del Texas considerano la mania per l'abbronzatura tutto l'anno una vera malattia psichica chiamata tanoressia e ne sono colpiti il 20% dei giovani dai 13 ai 19 anni. Per altri si tratta di una moda, che in realtà persiste ormai da anni. Ma attenzione, le lampade vanno usate con cautela!



Il sospetto della dipendenza

Nonostante i rischi che si corrono, molte persone non riescono a rinunciare all’abbronzatura artificiale. Secondo i ricercatori la colpa potrebbe essere della Uv-light addictict. Si ipotizza che i raggi ultravioletti stimolino la produzione da parte dell’organismo di sostanze oppioidi, come le endorfine, che regalano sensazioni di benessere, rendendo dipendenti in molti casi, soprattutto le persone che si sottopongono a 20-30 sedute al mese.

La dipendenza generata è analoga a quella degli oppioidi appunto, dal momento che somministrando degli antagonisti di queste sostanze ai dipendenti dai raggi A, nel 50% dei casi è risultato che i pazienti non hanno più sentito il bisogno di sedute solari.

Chi inizia a sottoporsi alla luce artificiale non riuscirebbe più a farne a meno. Sarebbe sempre per questo motivo che chi frequenta il solarium, dopo ogni seduta si sente molto meglio ed è quindi portato a ripetere spesso i bagni d luce.

Secondo alcuni esperti però i lettini abbronzanti piacciono perché regalano una bella tintarella e più che altro aiutano dal punto di vista estetico. Quindi potrebbe essere una dipendenza psicologica più che fisica.



I sintomi dell’astinenza

L’ipotesi è che la radiazione ultravioletta possa favorire la produzione di sostanze endogene capaci di legarsi a quei recettori del sistema nervoso e indurre così una risposta piacevole, come accede con la nicotina, gli oppiacei, l’alcol e così via. Per verificare l’ipotesi, lo studio si è avvalso della somministrazione di una sostanza, il naltrexone, capace di legarsi ai recettori degli oppiacei, eliminando la possibilità che a questi recettori si leghino altre sostanze (è la stessa strategia seguita per bloccare l’azione della droga nei tossicodipendenti). Dopo la somministrazione del farmaco, i fanatici dell’abbronzatura diminuivano la loro capacità di cogliere la differenza tra il dispositivo vero e quello finto e, in quattro di loro, cioè la metà esatta del campione, si presentavano gli stessi sintomi di astinenza (principalmente la nausea) che si riscontrano somministrando il naltrexone a chi usa sostanze da abuso. Niente di tutto questo accadeva nelle persone che raramente ricorrevano alle lampade abbronzanti.



Massimo 10 sedute l’anno

Esporsi alle lampade è così pericoloso? In realtà le lampade non sono rischiose in assoluto; se usate poco e nel modo giusto non causano danni. Secondo i dermatologi non bisognerebbe superare le 10 sedute l’anno, attendere almeno 24 ore tra una seduta e l’altra, e ogni esposizione non dovrebbe durare più di 15 –20 minuti. Se però i lettini abbronzanti emettono piccole percentuali di raggi Uvb, i tempi devono essere inferiori, perché questi raggi hanno un’azione più rapida e aggressiva.



Chi deve assolutamente evitare il sole artificiale

Ci sono alcune categorie di persone che dovrebbero evitare del tutto l’uso delle lampade solari, in particolare:

•chi ha meno di 18 anni, chi ha la carnagione chiara con molti nei o tendenza lentigginosa;

•chi usa farmaci fotosensibilizzanti;

•chi soffre di invecchiamento precoce della pelle;

•chi ha lesioni cutanee maligne o premaligne;

•le donne in gravidanza;

•chi soffre di disturbi della pressione.

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Street food, ovvero il mangiare da strada

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Street food, ovvero il mangiare da strada

Quante volte vi sarete trovati a camminare in città straniere o in città del nostro amatissimo Paese, ed essere fortemente attratti da un profumino invitante, proveniente da un venditore ambulante o da un negozietto, senza però ne tavoli ne sedie per sedersi, ma solo con l’unica possibilità di acquistare il cibo prescelto e consumarlo, in piedi da fermi o passeggiando da classico turista.


Ciascuno di noi, penso dunque abbia avuto l’esperienza di consumare lo “Street Food” cioè il cibo da strada, quello che si mangia con le mani, che non necessita di grandi forme di galateo, che è veloce e pratico, dal gusto leggermente antico, quasi ancestrale, poiché non è molto diverso da quello che già i nostri predecessori gli antichi romani, consumavano 2.000 anni or sono tra le strade lastricate vestiti di tuniche e con i sandali ai piedi.



Un pochino di storia

Risale ai popoli nomadi, dunque ancora prima dei Romani, questa “moda” che all’epoca non era altro, che una mera esigenza, poi invece tra i Romani, prese una forma e un’organizzazione diversa, strutturando veri e propri punti di ristoro all’aperto, nei pressi delle strade, dove chiunque poteva avvicinarsi e acquistare del cibo da asporto, da consumare rigorosamente in piedi. A Pompei in questi locali, le persone meno abbienti, arrivavano con le povere pietanze, solo da far scaldare, poiché solo le famiglie ricche disponevano di cucine e di forni.
Tra i cibi più venduti era possibile reperire, pane, frittelle, salsicce il tutto accompagnato da vino, il quadro delle strade poteva essere dipinto come particolarmente concitato, rumoroso, pungentemente odoroso e pieno di baccano, cosa che per molti, soprattutto coloro che appartenevano alle classi agiate, era mal visto e considerato disdicevole e poco elegante.



Lo Street Food Oggi

Oggi lo chiamano Street Food e il suo consumo unisce tutte le classi sociali, non è mal visto, anche se antropologicamente parlando, per molte culture resta molto forte l’idea che mangiare per strada (soprattutto per le donne) è poco serio e poco educato.
Dagli Usa all’Italia niente di più normale, soprattutto nelle ore di punta mangereccia, vedere uomini eleganti e incravattati, mangiare un tramezzino, tenendo nell’altra mano il cellulare o la 24 ore, oppure osservare e chiedersi come ci riescono, donne che spingono il passeggino, fanno la spesa e riescono a sgranocchiare nel frattempo, ma si sa noi donne a livello organizzativo ne sappiamo una più del diavolo.

Lo Street Food oggi è trendy, cioè fa tendenza, e tutto ciò è stato anche “annusato” dai grandi chef, basti pensare al grande chef ispanico Ferrà Adrià, che ha dato il via alla grande catena di “ristoranti veloci”, per andare incontro all’esigenza di mangiare bene senza però perdere troppo tempo.

Che dire dei nostri vicini cugini, i francesi, dove a Parigi Freddy Girardet insieme a Joele Robuchon, hanno aperto una catena di locali, dove non è necessario prenotare, si paga solo in contanti, si consuma il pasto in 20 minuti cronometrati di orologio, roba da far arrabbiare i sostenitori di Slow Food!

Senza andare all’estero, mi è capitato di trovarmi in vacanza nella bella e ospitale Sicilia e di assaporare per la prima volta una autentico e rustico Street Food, “il pani Ca meusa”, cioè il pane con la milza, una semplice ma buonissima ricetta doc, dove alla fragranza e freschezza del pane si unisce un sapore robusto e deciso aroma di milza fritta.

In Emilia Romagna, ecco invece le allegre e colorate piadine, con rucola, ottimo prosciutto crudo, e il famoso e ghiotto squaquerone, ma non fatevi ingannare dal nome un pochino rude, si tratta di un formaggio morbido e profumato, adatto a tutti i palati, anche quelli più delicati e raffinati, un vero piacere per il gusto.

Orami in tutte le città sta spopolando il kebab, un vero e proprio Street food, mi capita spesso di vedere ad esempio molti ragazzi universitari, uscire dalle università e spezzare la fame con questo cibo dal sapore mediorientale.

In Grecia mi è capitato di gustare e apprezzare altri Street Food, come ad esempio i Suvlaky, dei saporitissimi spiedini di carne di manzo o di pecora, ottimi e pratici da passeggio.

Per tornare e chiudere restando in Italia, tra i cibi che dalla classica tavola sono passati anche a essere consumati in piedi, non possiamo dimenticare, la pizza, venduta a tranci, spesso risolve, in poco tempo problemi di fame e di tempo, avendo la possibilità di spaziare da quella vegetariana a quella piccante o formaggiosa.


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Herpes labiale


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Herpes labiale

Basta davvero poco perché le inconfondibili vescicole dell’herpes si manifestino sulle labbra o sul volto; talvolta sono sufficienti stress, umore a terra ed esposizione solare.


L’herpes labiale o herpes simplex è un fastidioso disturbo molto frequente, in quanto a causare l’infezione è un virus già nascosto all’interno dell’organismo e che passa al contrattacco ogni volta che è possibile.



Il virus

L’Herpes simplex è un microrganismo che, dopo essere venuto a contatto con la persona una prima volta, è destinato a ripresentarsi ancora nel corso della vita. La prima infezione si contrae di solito nell’infanzia, il più delle volte senza dare alcun segno di sé. Successivamente si manifesta con la cosiddetta “febbre del labbro”, caratterizzata dalla comparsa di una serie di vescicolette pungenti e fastidiose. In corrispondenza di determinati eventi, il virus si riattiva, discende lungo la fibra nervosa, raggiunge l’area della pelle che tale fibra nervosa rende sensibile e proprio in questo punto dà origine alle vescicole.



Le situazioni che favoriscono la comparsa dell’herpes

Alcune situazioni possono favorire, in misura maggiore rispetto ad altre, la comparsa dell’infezione. Le principali sono:

•malattie come raffreddore, influenza e febbre;

•lunghi periodi di stress, non solo a livello mentale e psicologico ma anche fisico;

•traumi violenti e ripetuti (botte, cadute).

In tutte queste situazioni, infatti, l’organismo si trova per un certo periodo sprovvisto delle difese immunitarie. In più un altro fattore che risveglia il virus è rappresentato dall’eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, in quanto i raggi ultravioletti stimolano il sistema nervoso centrale. Per quanto riguarda le donne poi, l’herpes può manifestarsi più facilmente in concomitanza del ciclo mestruale, che spesso provoca alcune alterazioni ormonali in grado di favorire, seppure indirettamente, la comparsa del virus.



I campanelli d’allarme

Il risveglio del virus ha come effetto la comparsa dell’herpes labiale, preceduta però da alcuni sintomi localizzati al labbro quali:

•sensazione di tensione;

•formicolii;

•alterazione della sensibilità.

Subito dopo compaiono alcune bollicine colme di un liquido limpido e trasparente, che si raggruppano a grappolo sul bordo del labbro. Nel giro di poco tempo si riempiono di pus, ed è proprio in questa fase che l’infezione può essere trasmessa ad altre persone. Dopo alcuni giorni le vescicole si rompono e al loro posto compaiono crosticine color giallo-bruno. A questo punto l’infezione non è più contagiosa. Infine le croste cadono, e non lasciano traccia.



La terapia

L’herpes labiale, nella maggior parte dei casi guarisce da solo; tuttavia per facilitarne la guarigione può essere utile ricorrere a specifiche pomate antivirali a base di aciclovir e penciclovir, che vanno stese sul labbro colpito dalla malattia. È importante intervenire entro le prime 6-12 ore dalla comparsa delle vescicole, e le applicazioni vanno ripetute frequentemente. Nel caso l’herpes colpisca i bambini, bisogna tenere pulita e disinfettatala zona della lesione, che può essere altrimenti attaccata dai batteri e dare luogo alle infezioni. Recentemente sono stati introdotti nel trattamento del virus, appositi cerottini, che oltre a ridurre i tempi di guarigione permettono di mascherare la lesione e ridurre il contagio.


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giovedì 24 settembre 2009

E se fosse tutto un bluff?

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OROSCOPO
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E se fosse tutto un bluff?


di Lorenzo Chiavetta*


Da mesi, sia l’informazione televisiva che quella a mezzo stampa, sembrano essersi omologate su un unico argomento: l’influenza A, sottotipo H1N1. Il virus ha causato circa 3000 morti in tutto il mondo (dati dell’European Centre For Disease Prevention And Control) e anche in Italia non sono mancate le vittime (si pensi ai casi di Napoli e Messina).
Tale influenza viene descritta dai media tradizionali come una vera e propria pandemia, una specie di nuova spagnola che verrà contratta in tutti i Paesi del mondo.
Ma davvero c’è un’emergenza globale? Davvero l’H1N1 è la patologia prioritaria da combattere? Proviamo a trarre qualche conclusione analizzando i dati tratti da una relazione del Dr. Carlos Alberto Morales Paita, medico peruviano di Lima.
Ogni anno, milioni di persone muoiono vittime della malaria. Non sembra ci sia un grande allarmismo: i notiziari ne parlano davvero poco. Eppure le morti sono stimate in milioni di unità, ma andiamo avanti.
Due milioni di bambini muoiono ogni anno per diarrea. Secondo Morales, basterebbe “un semplice rimedio” da 25 centesimi per salvare queste vite, ma anche qui sembra si dia poco risalto alla cosa.
Poi, ci sono altri milioni di defunti causati da polmonite e altre patologie curabili con “vaccini economici”. Dove sono i Tg?
Infine, diventa impossibile conteggiare tutti i sieropositivi presenti nel pianeta. Sembra strano, ma nel terzo millennio c’è ancora chi professa il non uso dei profilattici o di altri metodi concezionali affini.
Ma torniamo all’H1N1. I maligni dicono che i vaccini previsti per la popolazione saranno solo una manna dal cielo per le grandi case farmaceutiche che distribuiranno i sieri.
In effetti, c’è un precedente che dovrebbe far riflettere: l’influenza aviaria. Anch’essa, diffusasi qualche anno fa, fu presentata come una pandemia mondiale. Tg e giornali non parlarono d’altro per parecchi mesi, ma, come ricorda sempre il dottor Morales, le vittime furono solo 250 in 10 anni.
La Roche, colosso farmaceutico svizzero, sperimentò un vaccino considerato dai più di “dubbia efficacia”. Ciononostante, molti Stati si affrettarono ad acquistare il siero. Per fare un esempio, il solo governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo, con enormi profitti per la ditta distributrice.
In molti, sostengono che oggi potrebbe ricrearsi la stessa situazione di allora. Una sorta di bluff, gonfiato ad arte, per arricchire le solite potenti lobby.
Solo il futuro potrà dirci qual è la situazione reale. Resta un dato, però: l’evidente disparità di trattamento nei confronti di patologie che interessano il cosiddetto “Occidente sviluppato” e di altre che interessano il resto del mondo.

*http://informale.ilcannocchiale.it

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mercoledì 23 settembre 2009

Glossario terapeutico

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OROSCOPO
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Glossario terapeutico

Spesso quando acquistiamo un prodotto in erboristeria o in farmacia, nel leggere l’etichetta ci rendiamo conto che alcune parole sfuggono alla nostra comprensione e altre, invece, avrebbero bisogno di una spiegazione in più.

Spesso quando acquistiamo un prodotto in erboristeria o in farmacia, nel leggere l’etichetta ci rendiamo conto che alcune parole sfuggono dalla nostra comprensione e altre, invece, avrebbero bisogno di una spiegazione in più.
Molte piante, erbe e rimedi dolci ci vengono consigliati per le loro proprietà curative, lenitive, antinfiammatorie ecc, ma a volte sarebbe proprio bello avere una sorta di mini dizionario per potersi ricordare di tutte queste parole, a volte semplici a volte un po’ meno.
Ciò che è possibile fare, in erboristeria o in farmacia o direttamente al nostro medico curante è: chiedere, poiché come si dice:”domandare è lecito, rispondere è cortesia”.

Essere curiosi e conoscere sempre più termini è sinonimo di intelligenza, e non di mera curiosità fine a se stessa, inoltre imparando queste parole, saremo in grado di associare meglio le piante che magari usiamo con più frequenza a scopo curativo e terapeutico.
Pensate che soddisfazione se poi siamo proprio noi a raccoglierle durante una bella e rilassante passeggiata in campagna o montagna, le facciamo seccare e poi magari durante il freddo inverno ci prepariamo una sana tisana o un decotto.
Ad esempio, per raccogliere qualcosa di facile e semplice da riconoscere, la bardana dalle proprietà antireumatiche è facile da reperire in campagna e si può usare, proprio per dare sollievo, grazie al decotto di foglie fresche applicando poi il tutto con una garza sulla parte dolente.
L’unico accorgimento è quello di saper riconoscere le painte davvero molto bene, poiché spesso, diverse piante ed erbe si assomigliano tra di loro, ma poi al fine terapeutico potrebbero riservarci delle brutte sorprese o essere addirittura pericolose.

Proviamo a leggere insieme questo semplice elenco di termini:

amaro o stomachico
Stimola la secrezione dei succhi gastrici e incide favorevolmente sulla digestione

afrodisiaco (il contrario è anafrodisiaco)
Aumenta il desiderio sessuale

analgesico
Ha la proprietà di alleviare, anche se solo temporaneamente il dolore o un fastidio intenso

antiacido
Agisce diminuendo l’acidità dei succhi gastrici

antibiotico
Favorisce le difese immunitarie, combattendo e distruggendo i batteri

antidiaforetico
Favorisce una minore sudorazione

antidiarroico
Diminuisce la dissenteria

antiemetico
Tampona il vomito

antipiretico
Aiuta l’organismo a combattere la febbre

antipruriginoso
Contrasta il prurito

antispasmodico
Contrasta gli spasmi (esempio gli spasmi crampi formi addominali)

astringente
Diminuisce le secrezioni, permettendo una più facile cicatrizzazione

balsamico
Combatte le infezioni dell’apparato respiratorio

bechico
Combatte la tosse

carminativo
Elimina i gas dell’intestino

coleretico
Favorisce la secrezione biliare

decongestionante
Abbassa la concentrazione eccessiva di sangue in una parte specifica del corpo

deprimente
Diminuisce l’attività circolatoria

depurativo
Favorisce ricambio sanguigno

diuretuco
Favorisce la diuresi

ematopoietico
Stimola la produzione dei globuli rossi

epatoprotettore
Protegge fegato

espettorante
Stimola l’eliminazione del catarro dai bronchi

eudermico
Stimola la funzionalità del derma (pelle)

eupeptico
Stimola l’appetito

febbrifugo
Favorisce controllo e abbassamento della temperatura

galattofugo
Diminuisce la produzione di latte

galattoforo
Stimola la produzione di latte

ipotensivo
Abbassa la pressione arteriosa

miorilassante
Rilassa la muscolatura

miotonico
Stimola l’eccitabilità muscolare

narcotico
Stimola il sonno

nervino
Stimola il sistema nervoso

risolvente
Favorisce il termine di una reazione morbosa

rubefacente
Stimola la concentrazione in una determinata zona del viso o in generale della pelle, del sangue.

scialagogo
Aumenta la produzione di saliva

sedativo
Calma il sistema nervoso

spasmolitico
Agisce, controllando le contrazioni muscolari

soporifero
Stimola il sonno

stomachico
Agisce positivamente, curando le infezioni o infiammazione del cavo orale

topico
Si deve mettere sulla cute, cioè sulla pelle ( spesso si legge: ad uso topico)

vermifugo
Favorisce eliminazione dei vermi parassiti (es ossiuri)

vescicatorio
Di sostanza irritante che provoca al contatto vesciche.



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Yoga in acqua termale



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Yoga in acqua termale

Si chiama thermal yoga ed è un metodo particolare che si basa sull’unione tra una disciplina orientale come lo yoga e l’uso più moderno delle acque termali. L’obiettivo è quello di donare un profondo relax psico-fisico.


La tecnica

Il thermal yoga è una sorta di yoga effettuato in piscine riempite con acqua termale; in questo modo i benefici sono doppi, perché agli effetti della pratica delle asana (le posizioni tipiche dello yoga), si sommano quelli dati dalla permanenza in un’acqua ricca di sali minerali, come appunto quella termale. Tutto questo crea una sorta di azione d’urto contro lo stress e le tensioni accumulate. Questa disciplina non può, però, essere considerata a se stante, perché per eseguire lo yoga in acqua bisogna eseguire anche il metodo classico. Quindi non è una metodica differente, ma un completamento del lavoro fatto fuori dall’acqua. Prima e/o dopo la sessione in acqua l’insegnante invita i partecipanti alla pratica a terra.

Abbinare lo yoga in acqua a quello normale implica una serie di vantaggi. Per prima cosa l’acqua offre la possibilità di effettuare posizioni complicate che difficilmente potrebbero essere svolte a terra. L’assenza di gravità infatti, permette di muoversi con maggiore libertà e scioltezza. Inoltre il carico articolare in acqua è quasi nullo.



L’acqua aiuta la mente

L’ambiente acquatico aiuta sia la mente che il corpo; per prima cosa c’è una grande affinità tra l’acqua e l’organismo perché il corpo è composto per la maggior parte di acqua, elemento necessario alla sua vita; trasporta le sostanze nutritive, alleggerisce il sangue, elimina le tossine, favorisce la digestione e smuove le adiposità. Per questo motivo quando si sta in acqua si sta bene, sembra di ritornare all’ambiente uterino e si sperimentano sensazioni di sicurezza e protezione. Certo lo yoga può essere praticato in una piscina normale, ma se si effettua la lezione in acqua termale i benefici sono maggiori, grazie alla ricchezza di minerali e alle proprietà specifiche. Dal momento che le acque termali sono varie, quella migliore per eseguire lo yoga è l’acqua calda e salso-bromoiodica, ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio, potenti antinfiammatori, antisettici e stimolanti del sistema immunitario.



I benefici

Questa disciplina, unita a quella classica, apporta una serie di benefici sia a livello psicologico che fisico. È importante però non considerare la metodologia come una sorta di fisioterapia o di trattamento di bellezza, perché è una disciplina che agisce molto più in profondità, riporta armonia e equilibrio e permette di vivere esperienze uniche. Attraverso la yoga terapia in acqua tutti sono in grado di ricordare memorie sopite e questo aiuta a approfondire la conoscenza di sé e a trovare un’identità più stabile. Si prova poi un senso di rilassamento e benessere profondo perché l’energia geotermica delle acque termali si combina con le tecniche di respiro e concentrazione che, tramite posture, consentono il raggiungimento di un rilassamento senza pari. I benefici fisici sono numerosi: migliora la circolazione sanguigna, si riducono i depositi di lipidi e la ritenzione idrica, si sciolgono i blocchi e le tensioni muscolari.

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mercoledì 9 settembre 2009

Bologna, domani apre il Sana

Bologna, domani apre il Sana
Parte domani 10 settembre alla Fiera di Bologna il Sana, il Salone internazionale del naturale, quest’anno alla ventunesima edizione. Con i suoi 85mila metri quadrati di esposizioni, offre una vetrina completa e qualificata per migliaia di visitatori, espositori ed operatori provenienti dall’Italia e da altri 50 paesi in tutto il mondo. Alimentazione, Salute e Ambiente sono le tre sezioni in cui è diviso.
http://www.sana.it/

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domenica 6 settembre 2009

Come ristabilire il proprio benessere personale

Come ristabilire il proprio benessere personale

Oggi il termine “benessere” è molto usato dai giornali, quotidiani, riviste, radio e TV… Spesso questo concetto ci riporta alla memoria una serie di associazioni mentali a volte errate e ci riferiamo ad argomenti che trattano la “propria salute”, intesa solo come “salute fisica”, rispettando solo le proprie esigenze fisiche dettate a volte dal nostro “ego”. Non prendiamo, volontariamente, in considerazione tutte le altre componenti psicologiche ed energetiche che fanno parte dell’ambiente in cui viviamo.
Con il concetto di “benessere personale” possiamo definire il risultato dell’interazione di tutte le dimensioni interne dell’individuo con quelle esterne dell’ambiente in cui vive quotidianamente. Con il rispetto dei principi universali si può garantire l’armonia nella propria mente, del proprio status psicologico e quella nell’ambiente naturale.

Come dimensioni interne possiamo definire tutto quello che abbiamo immagazzinato nella nostra mente durante la nostra vita… le nostre esperienze positive o negative che ci aiutano a definire una data emozione… la nostra creatività… la nostra parte irrazionale che prende iniziativa quando dobbiamo prendere una decisione importante… insomma parte del nostro mondo inconscio.

Con il termine di dimensioni esterne possiamo raggruppare tutte quelle azioni che servono per definire fisicamente un determinato ambiente… Contribuiscono a tale fine le leggi naturali che esistono nella natura dell’ambiente in cui si è inseriti… Ricordiamoci che l’uomo è un essere energetico immerso in un ambiente naturale…Nel tempo e con il sopravvento della tecnologia moderna l’individuo si è allontanato dal suo ambiente naturale. Vive oggi immerso, indubbiamente, in un ambiente estraneo e a volte ostile alle sue energie naturali… E le conseguenze sono inevitabili: stress… nervosismo… incomprensioni con i propri simili… ansia… mal di testa…

Ecco perché consiglio delle tecniche e strategie molto efficaci per migliorare il proprio livello di benessere nel proprio ambiente domestico e lavorativo…Infatti non c’è da chiedersi perché se in questo periodo storico molti ricorrono all’ausilio di discipline orientali che trattano l’uomo come un essere energetico ed è integrante con l’universo… Fra queste consiglio il Feng Shui, antichissima e nobile arte millenaria cinese che aiuta ad armonizzare le energie nella casa e nell’ambiente in cui si vive… Oggi moltissimi architetti che hanno studiato questa disciplina stanno proponendo ai loro clienti soluzioni ottimali ed energetiche ai loro problemi domestici e di arredamento.

La nostra casa è la proiezione del nostro status mentale. Se siamo ordinati dentro di noi lo siamo altrettanto fuori, nel nostro ambiente casalingo… Cominciamo a mettere ordine nella nostra casa…iniziando dalle nostre cantine… che rappresenta il nostro inconscio… Andiamo a vedere poi nei nostri cassetti e negli armadi… buttate tutto quello che non serve! Questo si rifletterà inconsciamente in maniera positiva nella vostra mente!

Altra tecnica orientale consigliata anche dalla medicina ufficiale è il “training autogeno” o “autorilassamento” utile per i suoi benefici di rilassamento sulla mente. Altra tecnica è quella del ”pensiero positivo” efficace per migliorare il nostro status mentale, psicologico e fisico. La mente focalizza i pensieri che sono sul suo schermo…focalizziamo solo i nostri pensieri positivi!..Allontaniamo tutti i nostri pensieri negativi!..Siamo ora tutti dei registri di noi stessi…del nostro film!

Da evidenziare oggi un contributo notevole proveniente dalla PNL (Programmazione Neuro-Linguistica)…strumento veramente efficace per migliorare il proprio status mentale e professionale che ha aiutato migliaia di individui a trovare la strada giusta per il proprio successo personale…

A cura di Gaetano Caira
Autore di “Feng Shui e Armonia della Mente”

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