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domenica 11 marzo 2018

RODIOLA


RODIOLA
Le popolazioni siberiane utilizzano sin dai tempi antichi la rodiola per riequilibrare corpo e psiche. Questa pianta infatti è in grado di stimolare la produzione di serotonina, l'ormone del benessere, inoltre combatte lo stress, la depressione e l'ansia, oltre a donare sonni tranquilli.

ALTRE PIANTE
https://cipiri3.blogspot.it/2018/03/erbe-per-il-buonumore.html
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martedì 28 gennaio 2014

Alimenti da Evitare Assolutamente



Ecco l’elenco dei primi cinque alimenti che causano principalmente il cancro e altre malattie secondo la rivista statunitense Women’s Health:

- I coloranti alimentari: Essi possono provocare iperattività nei bambini e contribuire all’insorgere della Sindrome da deficit di attenzione.

- Grassi Vegetali: Essi posso contenere il cadmio, un metallo pesante tossico, dannoso per la salute.

- Le carni a base di nitrito di sodio: Il nitrito di sodi, presente in quasi tutte le carni confezionate, aumenta il rischio di leucemia, cancro del pancreas, cancro al colon, tumori cerebrali.

- Zabaione o altre bevande a base di zuccheri raffinati: Queste bevande sono contraddistinte dall’elevato contenuto di grassi lattiero-caseari liquidi con zuccheri liquidi.

- I ripieni di carne e i dadi: In questi alimenti è presente il monosodico, una sostanza che provoca la morte delle cellule neurali ed altri numerosi problemi di salute.

Fonte: Naturalnews


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sabato 18 gennaio 2014

Alcalinizzare il Corpo è Fondamentale Contro le Malattie



Alcalinizzare il corpo è fondamentale. L’acidità del corpo condiziona le malattie, l’eccesso di peso e molti altri problemi di salute. Fortunatamente, rendere il corpo più alcalino ( l’opposto di acido) è facile.

1 . Bevi acqua con limone al risveglio. Inizia la giornata con un grande bicchiere di acqua e versaci dentro il succo di un intero limone appena spremuto. Il limone ha il gusto acido ma, ha l’ effetto opposto sul corpo e sul metabolismo.

2 . Consuma abbondanti insalate verdi con succo di limone e olio d’oliva. Le insalate verdi sono tra le migliori fonti di minerali alcalini, come il calcio .

3 . Mangia un paio di mandorle non salate al giorno. Le mandorle sono ricche di minerali alcalini naturali come calcio e magnesio, che aiutano a bilanciare l’acidità e il bilanciamento di zucchero nel sangue .

Scopri come alcalinizzare il tuo corpo per combattere le malattie.

4 . Bevi un frullato di latte di mandorle e frutti di bosco con aggiunta di integratori come la spirulina o la clorella. Preferisci il latte di mandorle a quello vaccino, poiché quest’ultimo è acidificante e fa male agli adulti.

5 . Svolgi esercizio fisico più che puoi o almeno un paio di volte alla settimana. Se non ti senti sportivo, buttati sulle camminate veloci che fanno bruciare molte calorie e velocizzano il metabolismo. Per di più sono adatte anche alle persone sovrappeso in quanto non comportano rischi per le articolazioni come la corsa stessa.

L’esercizio fisico inoltre aiuta ad eliminare i prodotti di scarto acidi in modo che il corpo possa eliminarli meglio con la sudorazione.

6 . Impara a respirare nella maniera corretta. Respira profondamente, è fondamentale per la tua salute. Scopri i benefici del respiro consapevole, di sentire l’aria che entra e fuoriesce dal tuo corpo. Scegli un posto non inquinato se riesci.

7 . Evita assolutamente la carne perché è la maggiore fonte di acidificazione del corpo.

8 . Evita i dolci carichi di zucchero e le bevande altamente dolcificate come la soda. Lo zucchero (in particolare quello bianco) è un vero e proprio veleno per il nostro corpo ed inoltre facilita la proliferazione di alcune malattie. E’ un forte acidificante del corpo. Lo sai che hai bisogno di più di 30 di bicchieri di acqua solo per neutralizzare l’acidità di una lattina di cola?

9 . Consuma più verdure nella tua dieta. E non sto parlando delle patate ;-) a parte quelle dolci che sono una buona scelta. Asparagi, zucca, peperoni e altre verdure sono ottime scelte.

10 . Aggiungi germogli ed alghe nella tua dieta quotidiana. Sono estremamente alcalinizzanti e contengono molte sostanze nutrienti ed enzimi che doneranno al tuo corpo molta energia. Inoltre scopri come e’ facile cucinare con le alghe.

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domenica 10 novembre 2013

salutepiu: 10 REGOLE PER L'USO DEL TELEFONINO

10 REGOLE PER L'USO DEL TELEFONINO


NON FARCI GIOCARE IL TUO BAMBINO


10 REGOLE  PER L'USO DEL TELEFONINO 

- telefonare raramente ed il più brevemente possibile! Sarebbe auspicabile che i bambini e i giovani sotto i 16 anni non utilizzassero del tutto il telefonino

- non tenerlo contro l'orecchio durante la ricerca di comunicazione

- non telefonare in auto, bus e treno: qui l'irradiamento è molto più potente
leggile tutte qui ...
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giovedì 7 novembre 2013

salutepiu: Come Proteggersi dalla Negatività

Come Proteggersi dalla Negatività


Quando si parla di negatività, occorre avere una mappa chiara, semplice e il più concisa possibile in modo che tu sappia esattamente come comportarti con le persone negative e la negatività presente intorno a te (e a volte anche dentro di te).

La prima considerazione da fare è sicuramente scontata ma è giusto dirla:

“più stai alla larga dalle persone negative e meglio è” ma questo qua ovviamente lo sapevamo già... leggi tutto   ...

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sabato 12 ottobre 2013

salutepiu: 10 modi per vivere meglio

10 modi per vivere meglio


Vademecum del benessere

Vivere bene è un esercizio quotidiano che molto spesso dipende dalla tua capacità e attitudine personale di affrontare la vita con la giusta carica di energia e vitalità. Un’attitudine positiva e uno stile di vita sano ed equilibrato non concorrono solo ad elevare notevolmente la qualità delle tue giornate, ma anche a sentirti bene e serena con te stessa.

I trucchi e i consigli per una di vita lunga e appagante sono pochi, essenziali e semplici. La bella stagione e i suoi ritmi blandi sono l'ideale per sperimentare nuovi percorsi e stili di vita 'su misura' che, con un pò di tempo libero e la voglia di coccolarsi un pò di più, si riveleranno preziosi alleati di abitudini sane e salutari. Perchè, infondo, non si tratta di sconvolgere drasticamente la tua vita, ma di recuperare quelle piccole accortezza desuete e farle tue, sempre. Cosa c'è di meglio dell'estate per iniziare un nuovo percorso con entusiasmo e con l'ottimismo che solo i raggi solari sanno regalare anche alle meno volenterose?

1) Ridi di più

La risata è contagiosa e il buonumore ha effetti benefici non solo su noi stesse, ma anche su chi ci sta intorno.

Una bella risata fa bene alla salute e prolunga la vita perché ridere migliora il sistema immunitario e abbassa la pressione e il colesterolo cattivo, aumentando quello buono scatenando la produzione di endorfine e riducendo gli ormoni dello stress...
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giovedì 3 ottobre 2013

Effetti genetici del cibo


Una serie crescente di studi sta aprendo un campo di ricerca che, fino a qualche tempo fa, poteva apparire come una bestemmia scientifica: il rapporto tra cibo e genetica. Due entità immaginate come non commensurabili.

Nell’immaginario comune, infatti, il cibo è un contenitore di energia, che si consuma rapidamente e può essere variato. La genetica, invece, è qualcosa di fisso, immutabile, indipendente da noi. Non a caso si parla di patrimonio genetico che, al pari di un bene materiale, viene ricevuto in eredità e come tale conservato per tutta la vita.

Ma più si approfondisce lo studio della genetica umana e più risultano evidenti l’enorme, ancora in larga parte misteriosa e bizzarra, complessità dell’organizzazione dei geni [genoma] e la sua forte dipendenza dagli stimoli. L’informazione contenuta nei geni, infatti, può essere sollecitata a esprimersi o, al contrario, a reprimersi dai diversi segnali che giungono al nucleo della cellula: segnali che provengono dall’interno, ma anche dall’ambiente esterno.

Il cibo è uno dei più importanti, quotidiani e intimi, contatti tra il nostro DNA e l’ambiente esterno. Molto studiato è il rapporto tra il contenuto di acido folico e di folati nella dieta, caratteristiche genetiche e rischio di cancro, aterosclerosi, depressione e altre malattie.

Sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti [Proceedings of National Academy of Sciences], un gruppo di ricerca italo-americano, guidato da Simonetta Friso, dell’Università di Verona, ha condotto uno studio su quasi 300 persone del Nord Italia.

Prelievi sanguigni hanno consentito di studiare sia i livelli di folati, vitamina B12, Vitamina B6, omocisteina, sia di ricercare una particolare mutazione a carico di un gene che dà istruzioni per la sintesi di un enzima dal nome terribile: MTHFR [metilene-tetra-idro-folato-reduttasi].

La mutazione, stando sia ai dati di questo studio sia a quelli di altri, sembrerebbe molto diffusa nella popolazione. I possessori di questo gene, lievemente differente dall’originario, producono una versione meno efficiente dell’enzima MTHFR. A che cosa serve l’enzima? Entra in una catena di eventi biochimici che porta, tra l’altro, alla sintesi dei costituenti di base del DNA [purine].

E’ ormai chiaro che, come si dice, la metilazione del DNA o, meglio, di alcune sue regioni, gioca un ruolo, forse cruciale, nella genesi del cancro. Tornando allo studio veronese, i ricercatori hanno potuto dimostrare che le persone con gene mutato, ma con alti livelli di folati nel sangue [e che quindi seguono una dieta ricca di verdura], hanno le stesse capacità di metilazione di quelle con il gene “giusto”.

Se, invece, il livello di folati è più basso, i possessori del gene mutato hanno una capacità di metilazione ridotta del 50%, pur avendo uguali [medio-bassi] livelli di folato nel sangue rispetto agli altri.

Anche per prevenire l’Autismo è diventato improvvisamente di moda l’acido folico in gravidanza, se non fosse che l’acido folico è già consigliato di default per prevenire la spina bifida. Pertanto, per quanto riguarda l’Autismo, siamo di fronte alla solita eccezione che sconfessa la regola.

Questo significa che le caratteristiche della dieta, inclusa la dieta senza glutine e senza caseina, possono correggere, entro limiti da scoprire, gli effetti delle caratteristiche genetiche.

Queste scoperte aprono la strada agli studi su possibili interventi nutrizionali in numerose patologie, tra le quali l’Autismo, per cui è dimostrato o ipotizzabile un deficit di metilazione.

Vorremmo fare nostre le parole di Jack LaLanne, deceduto nel 2011 alla veneranda età di 96 anni, primo bodybuilder che insegnò all’America fitness e dieta sana a base di pesce e verdura. Jack non si ammalava mai, ebbe una salute di ferro anche in tarda età, a conferma di quanto sia importante tenersi in forma e attenersi a una dieta equilibrata. Del cibo diceva: “Se l’ha fatto l’uomo, non mangiatelo“. Questo è il punto fondamentale. Quello che si mette in bocca dovrebbe essere quanto più possibile un prodotto spontaneo della natura. Se è un prodotto dell’uomo, meglio non mangiarlo. A questo punto, se aveste in mano una mela, pensereste: “Questa è una mela, non l’ha fatta l’uomo, quindi posso mangiarla“. Purtroppo non è così. Oggi è praticamente tutta la frutta e gli ortaggi sono manipolati dall’uomo.

La frutta e la verdura sono quasi sempre geneticamente modificate perché possano resistere più a lungo. L’industria alimentare funziona come l’industria farmaceutica: ciò che conta sono i soldi.

Condizioni simili si ritrovano anche nell’industria della carne, dove si ricorre agli ormoni per accelerare la crescita degli animali [contribuendo all'obesità e alla precoce pubertà dei nostri bambini]; agli antibiotici per mantenere sani animali allevati in condizioni insalubri, per quanto economicamente vantaggiose [ciò spiega il fallimento degli antibiotici - i miracolosi farmaci del XX secolo - sugli esseri umani]; a mangimi di produzione industriale, che non solo gonfiano gli animali di sostanze chimiche, ma ne scompensano gli equilibri al punto da farli ammalare e trasformarli in veicoli di malattia per chi ne mangia le carni. Molte carni inoltre vengono frollate. Ciò significa farle imputridire, permettendo che in esse si sviluppino batteri mortali. Ricordate, se non sono prodotti biologici, se li ha prodotti l’uomo, non mangiateli.

Lo stesso vale per i latticini. Grazie all’uso di farmaci, ormoni e tecniche di pastorizzazione e omogeneizzazione, i latticini oggi sono un grande rischio per la salute, a meno che non siano di produzione biologica, non pastorizzati né omogeneizzati. Con la pastorizzazione il latte viene portato ad alta temperatura allo scopo di uccidere i batteri, ma così facendo si distruggono anche gli enzimi e il latte diventa più difficile da digerire e perde completamente le proprie caratteristiche naturali. Ma ancor più importante e più nociva è l’omogeneizzazione.

Perché esisteva la figura del lattaio? L’uomo che passava di casa in casa a consegnare il latte? Il motivo è che il latte si deteriora molto facilmente. Così l’industria alimentare ha ideato una soluzione incredibile, chiamata omogeneizzazione. Forse ricorderete che nelle bottiglie del lattaio si vedeva il latte separarsi dalla panna. Prima di bere, bisognava ricostituire il contenuto agitando la bottiglia. L’omogeneizzazione centrifuga il latte e rompe gli aggregati molecolari, frantumando i globuli di grasso per evitarne l’affioramento spontaneo. Per questo il latte dura più a lungo.

Adesso che l’industria alimentare può distribuirlo nei negozi e nei supermercati e lasciarlo sugli scaffali in attesa del compratore, non c’è più bisogno del lattaio. Il problema è che entrambi i processi, la pastorizzazione e l’omogeneizzazione, non sono naturali. Gli aggregati molecolari diventano così minuti che, ingeriti, producono microlesioni alle pareti arteriose. Si ammassano nell’apparato digerente, ostacolando la digestione, e sono causa di reflusso, obesità, allergie e stipsi. La cicatrizzazione delle arterie permette al colesterolo LDL di fissarsi sulle pareti, e questa è una delle maggiori cause di arteriosclerosi e cardiopatie. Il punto fondamentale è che i latticini pastorizzati e omogeneizzati sono alimenti alterati; i latticini sono naturali solo se non vengono raffinati o lavorati dall’uomo.

Nemmeno con il pesce c’è da stare allegri al giorno d’oggi. Molto pesce è d’allevamento e pertanto viene alimentato con mangimi contenenti sostanze chimiche altamente tossiche, perché cresca nel minor tempo possibile. Prima di finire sui banchi di vendita viene sottoposto ad alcuni trattamenti chimici intossicanti. Quando lo mangiamo, assorbiamo anche le tossine e i veleni utilizzati per crescerlo e commercializzarlo con profitto. Il pesce pescato in acque aperte è di gran lunga il migliore anche se, a causa del massiccio inquinamento ambientale, spesso rivela un tasso abnorme di sostanze tossiche. In ogni caso, quando si consumano cibi prodotti e commercializzati da grandi aziende di distribuzione, si è sempre certi di ingerire anche sostanze chimiche di lavorazione altamente tossiche e veleni di produzione umana.

Siamo consapevoli del fatto che tutto ciò suona terribile. Immaginiamo vi starete chiedendo “cosa dare da mangiare ai nostri bambini autistici?“. La buona notizia è che esistono soluzioni semplici e pratiche, tra le quali eliminare accumuli di tossine e soprattutto smettere di introdurre tossine.

Ciò che però ci interessava sottolineare è che i bambini autistici sono totalmente avvelenati, e il rischio di fare costantemente il pieno di tossine [vaccini inclusi] li pone in una situazione di debolezza in cui il loro corpo si arrende a virus e batteri e soccombe cronicamente alla malattia.
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lunedì 22 luglio 2013

ECOLOGIA: PIANTE DA AVERE A CASA PER PURIFICARE L’ARIA

PIANTE DA AVERE A CASA

 PER PURIFICARE L’ARIA




Le nostre case pullulano di sostanze nocive alla salute.Sostanze chimiche provenienti da mobili e strutture, muffe, batteri e germi corrono insospettati nelle nostre dimore e vengono spostati qua e là dagli indumenti che indossiamo o dai fedeli amici a quattro zampe.
Il modo più ovvio per risolvere questo problema sarebbe quello di usare detersivi o disinfettanti, ma non è detto che sia la soluzione migliore, anzi, qualcuno preferisce optare per tattiche più naturali.
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ECOLOGIA: PIANTE DA AVERE A CASA PER PURIFICARE L’ARIA: Le nostre  case pullulano di sostanze nocive alla salute . Sostanze chimiche provenienti da mobili e strutture, muffe, batteri e germi...

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lunedì 8 luglio 2013

Acqua di cocco


Acqua di cocco: 10 benefici per la salute

L'acqua di cocco è una bevanda completamente naturale, ricavata estraendo il liquido presente nelle noci di cocco più giovani, ancora verdi. La migliore acqua di cocco è di provenienza biologica e non contiene alcun tipo di coloranti o di conservanti. Può essere acquistata online e nei negozi di alimentazione naturale. Presenta un contenuto molto basso di zuccheri, grassi e calorie.

E' ricca di vitamine e di sali minerali. Contiene vitamina C e vitamine del gruppo B, oltre a calcio, potassio, ferro e magnesio. Può rappresentare un'ottima bevanda da assumere per rinfrescarsi e reidratarsi o come integratore naturale, per via dei suoi numerosi benefici per la salute. Vi presentiamo i principali.

1) Pressione alta e colesterolo
L'acqua di cocco è ricca di potassio e secondo alcuni studi scientifici sono proprio i bassi livelli di questo sale minerale nell'organismo a provocare un innalzamento della pressione. Per questo motivo gli esperti suggeriscono di controbilanciare l'assunzione di sale tramite l'alimentazione con alimenti ricchi di potassio. L'acqua di cocco contribuisce inoltre ad innalzare i livelli di colesterolo HDL, che aiuta a proteggere la salute cardiovascolare.

2) Sistema immunitario
L'acqua di cocco contiene acido laurico. Si tratta di una sostanza dalle proprietà antibatteriche, antifungine e antimicrobiche. Bere acqua di cocco con regolarità contribuisce a rafforzare il nostro sistema immunitario ed a proteggersi dagli attacchi di germi e batteri causa di numerose malattie.


3) Metabolismo
Chi desidera mantenere il proprio peso sotto controllo potrebbe trovare nell'acqua di cocco un valido aiuto. L'acqua di cocco infatti, se bevuta con regolarità, può influire positivamente sul metabolismo. Presenta un apporto calorico molto ridotto ed un contenuto di grassi minimo, pari a circa l'1%. Un metabolismo più attivo può favorire la perdita dei chili in eccesso. E' inoltre utile per contrastare il gonfiore addominale.

4) Idratazione
L'acqua di cocco può essere considerata come un vero e proprio integratore naturale. Contiene infatti sali minerali come magnesio, potassio e calcio. I sali minerali agiscono in sinergia per mantenere l'organismo idratato durante l'attività fisica. L'acqua di cocco può essere dunque considerata come un'alternativa naturale alle bevande per gli sportivi e agli energy drink ricchi di coloranti e conservanti. E' utile per coloro che praticano sport poiché previene i crampi muscolari.


5) Digestione
Questa bevanda ricavata dal cocco contiene numerosi enzimi bioattivi che il nostro organismo utilizza per la digestione degli alimenti. Bere acqua di cocco è un utile rimedio naturale per coloro che soffrono di problemi digestivi e di dolori addominali causati dalla cattiva digestione. L'acqua di cocco deve essere assunta con regolarità per ottenere gli effetti desiderati.

6) Circolazione
Una buona circolazione dipende anche dall'alimentazione. L'acqua di cocco rappresenta un valido aiuto per migliorare la circolazione sanguigna e per regolarizzare la frequenza cardiaca per via del suo contenuto di fibre, di proteine e di vitamina C.

7) Gravidanza
L'acqua di cocco può rappresentare un valido aiuto naturale per la risoluzione di alcuni problemi di salute che possono presentarsi durante la gravidanza. Le donne, durante i nove mesi di attesa, possono andare incontro ad acidità e bruciore di stomaco o stitichezza, che grazie all'acqua di cocco possono essere alleviati. Contribuisce inoltre a migliorare i livelli del liquido amniotico, che gioca un ruolo fondamentale nel benessere del bambino. La sua assunzione è dunque particolarmente raccomandata nel corso della gravidanza. Bere acqua di cocco non comporta effetti collaterali.


Bere acqua di cocco permette di prendersi cura della salute della propria pelle.

 Questa bevanda infatti contribuisce all'idratazione e, nello stesso tempo,
 permette di regolare l'eccessiva produzione di sebo.
 Rende la pelle più morbida e luminosa sia dall'interno che dall'esterno.
 Può essere applicata direttamente sulla pelle come se si trattasse di un tonico naturale ed è utile per curare acne e imperfezioni.

9) Energia
L'assunzione di acqua di cocco può migliorare le condizioni di salute dei convalescenti che soffrono di stanchezza, affaticamento e mancanza di appetito. E' considerata come una vera e propria panacea se assunta nella quantità di 40-50 millilitri al giorno. In generale, aiuta a migliorare i livelli di energia, stimolando la produzione di ormoni da parte della tiroide e stimolando il metabolismo.


10) Apparato urinario
Bere acqua di cocco può essere utile per coloro che soffrono di problemi renali, per via della natura diuretica di questa bevanda. E' benefica per l'apparato urinario in quanto in grado di purificare la vescica e i canali di eliminazione delle tossine. L'acqua di cocco previene le infezioni del tratto urinario ed allevia i problemi di calcoli ai reni.

Marta Albè 


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lunedì 26 novembre 2012

fumare fa male al cervello


 Composizione di una sigaretta:
1. Uscita del fumo principale
2. Materiale filtrante (carbone attivo ed altri)
3. Adesivo
4. Fori di ventilazione (non sempre presenti)
5. Inchiostro
6. Adesivo
7. Uscita del fumo secondaria
8. Filtro
9. Carta del filtro
10. Tabacco e additivi
11. Carta
12. Punto di combustione e ceneri

La rivista - Age and Ageing, journal che pubblica studi commissionati sulla tematica delle cause esterne che possono portare all’invecchiamento cognitivo, ha pubblicato uno studio condotto da Alex Dregan del King’s College di Londra su quali siano i fattori di rischio cardiovascolare sul cervello, (come per esempio la pressione alta, l’obesità ed il fumo).
Lo studio - Studiando i vari fattori e la loro incidenza sulla salute del cervello, è emerso che vi è un consistente legame tra fumo e declino cognitivo. Dopo aver studiato le abitudini di 8.800 persone con più di 50 anni per oltre 8 anni, sono riusciti a dimostrare che fumare fa marcire il cervello, danneggia le capacità di apprendimento, ragionamento e la capacità di immagazzinare informazioni (dunque anche la memoria).
Il confronto - Misurando le funzioni cognitive di ciascuna persona nel corso del tempo con test specifici e dati incrociati è stato confermato questo legame che già in un recente studio di Severine Sabia della University College di Londra secondo il quale il legame era solo per soggetti di sesso maschile. Secondo la ricerca condotta da Sabia il cervello dei maschi fumatori invecchia molto più rapidamente di quello dei loro coetanei che non fumano. Facendo una media il cervello di un uomo fumatore è circa 10 anni più vecchio rispetto a quello di una persona di pari età anagrafica non fumatrice.
I consigli - Vedendo anche i risultati raggiunti da questo studio, Alex Dregan ha dimostrato che il fumo accellera il declino cognitivo più dell’ipertensione. Lo stesso Dregan consiglia un cambiamento allo stile di vita: “Abbiamo bisogno di rendere le persone consapevoli della necessità di apportare alcuni cambiamenti allo stile di vita per evitare la perdita delle capacità mentali”.

Scritto da  Mathew Myladoor

Fumare troppe sigarette 

raddoppia il rischio di emorragia cerebrale


Non sapete resistere al fascino della ‘bionda’ e vi ritrovate a fumare più di 20 sigarette al giorno? Ebbene, attenzione! Così, raddoppiate le probabilità di incorrere nell’emorragia cerebrale in seguito alla rottura di un aneurisma.

Ad arrivare a questa importante conclusione è stata la Seoul National University Hospital, attraverso uno studio pubblicato sul ‘Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry’.

Sono stati presi come ‘campione’ un gruppo di 426 pazienti con sanguinamenti al cervello, e sono stati posti a paragone con un gruppo di 426 individui sani.
Quelli che fumavano più di 20 sigarette al giorno avevano più del doppio delle probabilità di incorrere in rottura di un aneurisma cerebrale, rispetto a quelli che non avevano mai fumato. Il rischio di aneurisma, in chi decide di smettere di fumare, scompare solamente dopo 10-15 anni.
Ecco quanto riportato da 'La Stampa':
"Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori coreani e ha preso in esame 426 casi di emorragie cerebrali, o emorragia subaracnoidea, registrati negli ospedali coreani. Insieme a questi, sono stati presi in esame altrettanti dati riguardanti 426 persone che non erano stati vittima di emorragia e che facevano in questo caso da gruppo di controllo.
I partecipanti allo studio avevano un’età media di 50 anni. Di questi, i ricercatori hanno analizzato lo stile di vita, l’eventuale abitudine al fumo e la storia medica. Le informazioni dettagliate ottenute hanno subito permesso agli autori di constatare che tra chi aveva subito un’emorragia cerebrale vi era un numero maggiore di fumatori. Allo stesso modo erano in numero significativo coloro che avevano alle spalle una familiarità di ipertensione o ictus.
Tra le vittime della rottura di aneurisma, quasi il 38% erano fumatori; tra chi apparteneva al gruppo di controllo vi erano stati in seguito casi di emorragia in circa il 24%.
I dati, scremati dei fattori confondenti come per esempio la storia familiare, il peso corporeo, lo stress, l’orario di lavoro e l’assunzione di sale, sono risultati comunque a sfavore dei fumatori che continuavano ad avere tre volte più probabilità di subire un’emorragia cerebrale, rispetto ai non fumatori.
Vi sono comunque speranze e buone notizie per chi invece ha smesso o intende smettere di fumare: in questo caso, secondo lo studio, il rischio di rottura dell’aneurisma scende del 59% dopo cinque o più anni dalla cessazione, allineandosi a quello di chi non fuma.
Tuttavia, avvertono i ricercatori, il fumo può provocare danni permanenti alla struttura delle arterie che rimangono a rischio rottura aneurisma anche dopo aver smesso di fumare, per cui la soluzione migliore resta sempre quella di non fumare proprio".
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giovedì 8 novembre 2012

Ingredienti nei cosmetici - nocivi



Diverse sostanze utilizzate in cosmesi possono provocare fenomeni allergici, di irritazione, sensibilizzazione. Possono, inoltre, avere influenze negative sul mantenimento dell'equilibrio idrolipidico dell'epidermide e, di conseguenza, sull'idratazione cutanea. 

L'effetto negativo nei cosmetici è direttamente proporzionale alla loro concentrazione e alla durata del contatto. Poiché queste sostanze si depositano sulla superficie e nei follicoli, la frequenza nell'uso del prodotto può produrre un "effetto-accumulo", anche nel caso di semplici prodotti da risciacquo, come detergenti e shampoo.

Non sempre il danno subìto si manifesta immediatamente dopo l'applicazione e in modo evidente, ma al contrario, le conseguenze si riscontrano nel corso del tempo.

Qui di seguito, vi proponiamo i composti più comuni, così come li troverete indicati nelle etichette, e suddivisi in base alla loro specificità d'azione.

Additivi, emulsionanti
Alcuni ingredienti, contaminati da determinate sostanze, quali ad esempio il cancerogeno 1,4 dioxane, possono concorrere alla formazione di complessi nocivi. In discussione sono soprattutto gli ingredienti che appartengono alle categorie con suffisso PEG, Eth, Oxynol.
  • Polyethyleneglycole (PEG)
    Categoria di sostanze emulsionanti di sintesi. In detergenti e shampoo sono utilizzate per ottenere emulsioni viscose, mentre nelle creme consentono di ottenere emulsioni con effetto emolliente e umettante. L'effetto è solo apparente, poiché non apporta effettiva idratazione, nascondendo il reale stato della pelle. In particolare le pelli sensibili o danneggiate devono evitare PEG6, PEG20, PEG 75.
  • Propylen glycol, Butylen glycol, Polypropylene glycol
    Sono utilizzati come solventi e diluenti nelle emulsioni. Facilitano la fluidità e la tenuta delle emulsioni, evitando la separazione dei componenti. Hanno un alto grado di penetrazione nella pelle, per cui vengono anche usati come veicolo di trasporto dei principi attivi. L'uso continuo causa sensibilizzazione ed aumenta la permeabilità della pelle. Il Propylen Glycol è anche utilizzato in fitocosmetica per estrarre i principi attivi dalle piante.
  • Ethylene glycol
    Solvente sintetico. Irritante, tossico. Nell'ambiente favorisce inquinamento da ozono.

Conservanti
  • Kathon
    È un conservante e battericida di sintesi ad ampio spettro, attivo anche a bassi dosaggi, è considerato un forte sensibilizzante. Non è ammesso in campo farmaceutico.
  • Quaternium 15
    È costituito da un sale di ammonio quaternario. Conservante e antisettico viene usato anche come disinfettante e deodorante in detergenti e deodoranti. Rilascia formaldeide, è tossico e produce sensibilizzazione.
  • Imidazolidinyl urea
    È un conservante di sintesi che rilascia formaldeide. È ammesso in cosmetica, ma non in farmaceutica. Causa sensibilizzazioni e allergie.
  • Diazolidinyl urea
    Come il precedente, ma più forte.
  • Methyl paraben, Propyl paraben, Butyl paraben, Ethyl paraben.
    La famiglia dei Parabeni costituisce il gruppo di conservanti più utilizzati dall'industria cosmetica.
    Possono dare luogo ad intolleranze, soprattutto alle pelli particolarmente sensibili.

Tensioattivi
  • MEA/TEA/DEA (amine e amino derivati)
    Sono sostanze che contengono Monoethanolamine (MEA), Triethanolamine (TEA), Diethanolamine (DEA)
    . Penetrando nella pelle possono dar luogo alla formazione di nitrosamine (sostanze cancerogene) e a loro depositi residuali. Si tratta di acidi grassi di sintesi o ricavati dall'olio di cocco utilizzati come emulsionanti e/o schiumogeni. Presenti in cosmetici, detergenti, shampoo e condizionatori, queste sostanze si trovano combinate sia fra loro, sia con altri tensioattivi o emulsionanti e sono facilmente assorbite dalla pelle. Sono inoltre sensibilizzanti, tossiche e disidratanti. Favoriscono la formazione di acne e forfora.
    Appartengono a questa categoria:
    Cocamide DEA, Oleamide DEA, Lauramide DEA .
    Cocamide TEA, Oleamide TEA, Lauramide TEA .
    Cocamide MEA, Oleamide MEA, Lauramide MEA .
    Linoleamide DEA
    Myristamide DEA
    Stearamide DEA
    DEA-Cethyl Phosphate
    DEA-Oleth-3 Phosphate
    TEA-Lauryl Sulfate
    Thiethanoamine
  • Sodium Lauryl Sulfate (SLS), Amonium Lauryl Sulfate, TEA-lauryl sulfate, Magnesium Laureth sulfate, MEA Laureth Sulfate
    Sono tensioattivi di sintesi derivati dall'ossido di etilene, utilizzati in detergenti, saponi, shampoo e bagnoschiuma. Sono irritanti, disidratanti, comedogenici, favoriscono cioè la formazione di acne e comedoni o punti neri; il danno dipende dalla loro concentrazione nel prodotto e dalla durata del contatto. Provocano alterazioni nell'epidermide e l'irritazione può non essere evidente dopo l'uso, ma manifestarsi nel tempo. Si depositano sulla superficie della pelle e nei follicoli.
  • Sodium laureth sulfate e Amonium laureth sulfate
    Sono tensioattivi di sintesi derivati dall'ossido di etilene con azione emulsionante e schiumogena. Aumentano la consistenza del prodotto. Meglio tollerata dalla pelle rispetto alla precedente, questa categoria di tensioattivi può causare irritazione, in particolare agli occhi, in proporzione alla concentrazione.
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