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domenica 11 marzo 2018

RODIOLA


RODIOLA
Le popolazioni siberiane utilizzano sin dai tempi antichi la rodiola per riequilibrare corpo e psiche. Questa pianta infatti è in grado di stimolare la produzione di serotonina, l'ormone del benessere, inoltre combatte lo stress, la depressione e l'ansia, oltre a donare sonni tranquilli.

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venerdì 1 gennaio 2016

Gli uomini preferiscono le curve



Gli uomini preferiscono le curve: le donne in carne sono anti-stress

Lo studio dell'University of 
Westminster: 
le donne formose fanno star meglio gli ansiosi
La rivincita delle taglie 42.

«Amore mio ti voglio bene come sei, sei eccitante al punto che ti sposerei, novanta chili di libidine e 
bontà e poi vedrai, un po’ di moto ti aiuterà». Intonava  un cantante qualche anno fa rivolto alla sua Rosalina. «Hai fatto caso, che le magre sono tristi invece tu hai sempre voglia di cantare...». Sante parole. 
Parole che  hanno anticipato  in qualche modo lo studio  dell’University of  Westminster (Londra)  
sul complesso mondo delle attrazioni tra uomo e donna, dove lei un po’ formosa  si prende finalmente una rivincita sulle taglie da modella.   

Secondo i ricercatori inglesi  le femmine con le curve al  loro  posto, che ricordano molto i fisici 
abbondanti  dei quadri di  Botero,   attraggono fortemente  i maschi sottoposti a eccessivi picchi di 
stress.  Più salgono i livelli di ansia  e di superlavoro, più cresce  il desiderio per la donna in carne. 

La ricerca appena  pubblicata sulla rivista P.O. ha confrontato le scelte e i giudizi di due gruppi di uomini davanti alle immagini di ragazze troppo magre oppure  all’opposto che avevano qualche chilo di troppo rispetto ai rigorosi e più diffusi standard di bellezza. Ebbene il gruppo di maschi più stressati ha preferito queste ultime rispetto ai coetanei più sereni. «Questi risultati», avvertono i ricercatori, «sono coerenti con l’idea che le persone, in particolari momenti della vita come un periodo molto stressante, tendono a idealizzare alcuni caratteri morfologici del corpo meno vincolanti al peso o alla magrezza, preferendo la più rassicurante formosità». Ecco perché alcuni uomini passano da fidanzate filiformi   
impegnate tra diete e palestra, massaggi e cure estetiche  a donne completamente all’opposto che 
mangiano con gusto e sono sempre sorridenti. E più sexy. 

Due delle ragioni   che  hanno spinto Martina Liverani a pubblicare in questi giorni il libro 10 ottimi motivi per non cominciare una dieta. Dopo anni passati a combattere i chili di troppo, lucchettando il frigorifero e iniziando tragiche diete il lunedì per poi trasgredire il giovedì, ha fatto pace con il cibo e con la sua figura morbida. Possono tirare un sospiro di sollievo tutte le   donne amanti della buona cucina: il mondo è pieno di uomini stressati. Non vedo un gran futuro per le  maniache della taglia 38. Primo perché si avviano pericolosamente  sulla strada dell’anoressia 
e secondo perché c’è un altro studio 
molto interessante   a favore  delle curve. 
Pubblicato dalla autorevole rivista scientifica britannica 
Evolution and Human Behaviourrivela  spiega:  le donne-clessidra   non sono  soltanto più sexy ma 
anche dotate di maggiore cervello rispetto alle donne-grissino. Ricercatori della University of Pittsburgh and California hanno esaminato un campione di sedicimila donne di diversa età, collezionando informazioni sulle loro misure fisiche e quindi sottoponendole a una serie di test cognitivi. Ebbene, quelle con vita stretta e fianchi larghi hanno mediamente ottenuto i risultati migliori nei test. Lo stesso  è stato riscontrato sottoponendo ai test i figli delle donne esaminate: quelli con la mamma-clessidra hanno ottenuto risultati migliori di quelli con la mamma-grissino. L’ipotesi dei ricercatori è che il grasso attorno  
a  fianchi più pieni e  cosce   contiene livelli più alti di Omega 3, un acido che è essenziale per lo 
sviluppo del cervello durante la gravidanza. Il grasso attorno alla vita, viceversa, può avere livelli più alti di Omega 6, un acido meno adatto allo sviluppo del cervello. Le donne più magre o con una minore differenza tra vita e fianchi mancherebbero dunque di questo elemento.  La donna-clessidra (con le curve al posto giusto) ritenuta fin dall’antichità più fertile, più forte e dunque in grado di fare figli, più sana, con una più lunga aspettativa di vita, ora risulta anche un antistress  e pure intelligente.

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giovedì 5 novembre 2015

POTENZIALI BENEFICI DELLA CANNABIS AD USO TERAPEUTICO



MARIJUANA
 POTENZIALI BENEFICI RISCONTRATI 
DELLA CANNABIS AD USO TERAPEUTICO

Marijuana ad uso terapeutico, quali prospettive per farmaci a base di cannabinoidi? In Italia è in crescita il numero delle Regioni che hanno detto sì all'uso della marijuana a scopo terapeutico. E si parla già di avvio della produzione nazionale nella fabbrica militare di Firenze.
Non si tratta di incoraggiare l'uso della marijuana come droga leggera, ma di approfondire i suoi impieghi e le sue potenzialità a scopo terapeutico per il trattamento di diverse malattie.

Quali sono le potenzialità e gli eventuali benefici della cannabis impiegata in dosi terapeutiche?

1) CANCRO AL CERVELLO
L'ultima conferma sulle proprietà antitumorali della cannabis arriva dall'FDA che ha ammesso che alcune sostanze derivanti dalla cannabis sarebbero in grado di contrastare le forme più gravi di cancro al cervello, addirittura riducendo le dimensioni dei tumori. Tali sostanze faciliterebbero l'azione della radioterapia sulle cellule tumorali. In ogni caso l'FDA non ha ancora dato il via libera alla cannabis. Non ha ancora riconosciuto la pianta di marijuana come una vera e propria medicina. 

2) SCHIZOFRENIA
In una serra vicino Londra, autorizzata alla coltivazione di cannabis a scopo terapeutico, si stanno studiando le potenzialità di questa pianta contro la schizofrenia. La cannabis potrebbe avere un effetto anti-psicotico. Il team di esperti ha pensato di realizzare un trattamento che possa essere utilizzato per curare la psicosi e malattie correlate, come la schizofrenia. Nel Regno Unito si sta svolgendo uno studio in doppio cieco in proposito. Restiamo in attesa dei risultati. Qui maggiori informazioni.

3) SCLEROSI MULTIPLA
Nel 2013 l'Italia ha approvato la vendita di un farmaco a base di cannabinoidi. Si tratta di Sativex, spray oromucosale composto dai due principi attivi THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo), che vengono estratti dalla pianta della cannabis sativa. Questo spray viene indicato come terapia aggiuntiva per i pazienti con spasticità da moderata a grave, in seguito alla sclerosi multipla. Lo spray è stato inserito in Classe H dall'Agenzia Italiana del Farmaco, cioè a è a carico del sistema sanitario nazionale. 

4) MARIJUANA VETERINARIA
Presto negli Stati Uniti anche i veterinari potranno utilizzare la cannabis a scopo terapeutico per il trattamento degli animali domestici, con particolare riferimento a cani e gatti. L'obiettivo è consentire ai proprietari di somministrare il medicinale a base di THC per i propri animali domestici, se un veterinario certifica che l'animale ha una malattia che può essere alleviata dalla droga.

5) AIDS
Uno studio recente si è concentrato sulla possibilità di ricorrere alla marijuana per contrastare il virus che provoca l'Aids. Lo studio ha notato come uno dei principi attivi più importanti e noti della cannabis, il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), sia in grado di proteggere le cellule dai danni provocati dal virus dell'HIV. Negli Stati Uniti non è consentito sperimentare gli effetti della Marijuana su esseri umani malati di Aids. Dunque non sappiamo se i risultati ottenuti dagli esperti in laboratorio possano ripetersi in modo identico sull'uomo. 

6) OLIO DI CANNABIS
Paralisi cerebrale, idrocefalo e crisi epilettiche: una mamma in Florida avrebbe salvato la figlioletta di 19 mesi da queste condizioni grazie all'olio di cannabis. I medici le avevano dato pochi giorni di vita, ma la mamma ha deciso di iniziare un trattamento con olio di cannabis in somministrazione sublinguale dopo aver letto diversi articoli e riviste mediche che descrivevano questo tipo di cura. I primi miglioramenti sarebbero arrivati già dopo 24 ore. Senza l'olio di cannabis la bimba probabilmente sarebbe morta. Inoltre, il 63enne Mike Cutler, di Hastings, nell'East Sussex, afferma di aver curato il suo cancro con olio di cannabis fatto in casa.

7) ANSIA E STRESS
Secondo alcune ricerche condotte negli ultimi anni presso la Haifa University, in Israele, la cannabis ad uso terapeutico avrebbe la capacità di alleviare i sintomi dello stress post-traumatico. I cannabinoidi, il composto attivo della cannabis, sarebbero infatti in grado di bloccare il senso di ansia causato da episodi traumatici se assunti entro 24 dal verificarsi dell'episodio stressante. Secondo gli esperti, la marijuana non cancella l'episodio traumatico, ma previene lo sviluppo dei sintomi legati allo stress post-traumatico. 

8) DANNI NEUROLOGICI E DEFICIT COGNITIVI
Una ricerca condotta dagli esperti dell'Università di Tel Aviv ha evidenziato che basse dosi di THC potrebbero proteggere il nostro cervello da gravi danni neurologici e da deficit cognitivi. La ricerca mostra come si possano sfruttare dosi molto basse del principio attivo, inferiori da 1.000 a 10.000 volte rispetto alle quantità presenti in uno spinello, per la protezione del cervello ed al fine di preservare le funzioni cognitive nel corso del tempo. 

9) DIABETE E OBESITA'
La cannabis, in dosi terapeutiche, potrebbe risultare utile per trattare i pazienti obesi che rischiano diabete e malattie cardiovascolari. Secondo uno studio della University of Buckingham due composti presenti nelle foglie della cannabis - la Thcv e il cannabidiolo - possono aumentare la quantità di energia che il corpo brucia aiutando a trattare due tipi di diabete e riducendo il colesterolo nel sangue e il grasso in alcuni organi, in primis nel fegato. 

10) TUMORI E METASTASI
Alcuni scienziati del California Pacific Medical Center di San Francisco hanno scoperto come un composto derivato della marijuana sia in grado di impedire la formazione di metastasi in molte delle forme più aggressive di cancro, abbattendo drasticamente il tasso di mortalità. La ricerca ha superato la fase di sperimentazione in laboratorio e sarebbe in attesa del via libera alla sperimentazione sull'uomo. 

FONTI:
greenme


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venerdì 24 giugno 2011

ANSIA


ANSIA

L’ansia è un'emozione di base, che consiste nell’attivazione dell’organismo quando una situazione viene percepita come preoccupante. La tendenza che segue è quella di esplorare l’ambiente, ricercare spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga, accompagnati da un’attivazione fisica (aumento frequenza del respiro, tachicardia, sudorazione, vertigini, tensione motoria). Tali fenomeni dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di preoccupazione, rischio, o di allerta, l’ansia ci permette di proteggerci e di migliorare le prestazioni.


Quando la presenza d’ansia è percepita dal soggetto come eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, si parla di disturbo d'ansia, che può portare ad una persona difficoltà nell’affrontare anche le situazioni comuni.

I disturbi d'ansia conosciuti e chiaramente diagnosticabili sono i seguenti:

•Disturbo di attacchi di panico;
•Agorafobia;
•Disturbo d’ansia generalizzato;
•Disturbo ossessivo-compulsivo;
•Fobia sociale;
•Fobia specifica;
•Disturbo post-traumatico da stress.

La caratteristica essenziale del Disturbo d'Ansia Generalizzato è la presenza di ansia e preoccupazione (ovvero la tendenza a rimuginare) eccessive, che si manifestano per la maggior parte del tempo per almeno 6 mesi, nei riguardi di una quantità di eventi o attività; il soggetto affetto mostra difficoltà nel controllare la preoccupazione.
Sul piano fisico si possono presentare una serie di sintomi come: tensione motoria (soprattutto alla nuca e al collo, con manifestazioni algiche diffuse o cefalee), tic, tremori, sudorazione, vampate, batticuore, nausea, diarrea, bocca secca, nodo alla gola, stato di irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, sonno disturbato e vigilanza eccessiva.
Le preoccupazioni maggiormente presenti sono riconducibili a timori per la propria salute fisica, timore per la sorte di persone care, timore di perdere il controllo, timore di eventi catastrofici, timore delle proprie emozioni, timore dell’incertezza e timore per eventi esterni imprevisti.




TRATTAMENTO del DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO

La terapia cognitivo-comportamentale è stata sperimentata con successo nel trattamento dei disturbi d`ansia. Il trattamento individuale consiste principalmente nell'attuazione di due procedure fondamentali:


1. individuare le convinzioni e gli schemi disfunzionali che hanno in qualche modo scatenato il problema, e che tuttora lo mantengono, rielaborandoli e cambiandoli progressivamente attraverso tecniche cognitive;
2. pianificare esposizioni graduali allo scopo di imparare ad affrontare le situazioni scatenanti e disconfermare progressivamente le proprie idee di minaccia e di inadeguatezza.


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venerdì 28 agosto 2009

ANSIA

ANSIA

L’ansia è uno dei sintomi più diffusi che colpisce una buona parte di italiani, portandoli ad assumere sempre più farmaci o altri rimedi, per ridurla. È comune pensare che sia sempre un’emozione negativa anche se, in alcuni casi, può essere benefica in quanto, non solo ci allerta in situazioni di pericolo ma ci dà quella energia in più per affrontare una prova o una situazione nuova. Tuttavia, in alcuni casi, questo stato diventa troppo intenso e porta ad una perdita di concentrazione, ad un vuoto improvviso, che paralizza e rende incapaci di reagire o anche solo di affrontare con lucidità e razionalità, una determinata situazione.

A seconda dell’intensità l’ansia può essere acuta, caratterizzata dai cosiddetti attacchi di panico, oppure

generalizzata. La caratteristica principale degli attacchi di panico è la loro comparsa improvvisa, generalmente mentre si stanno svolgendo attività quotidiane e tranquille. I sintomi più comuni sono: vampate, dolore acuto al torace, sudorazione, iperventilazione, tremori; tutti sintomi che lasciano la persona in un profondo stato di spossatezza. Purtroppo, capita sempre più spesso che, nell’individuo colpito da attacchi di panico, si presenti una sorta di “ansia anticipatoria” che lo porta ad evitare tutte le situazioni rischiose, ovvero quelle che possono portare ad un attacco di panico.

In alcune persone la paura è talmente forte da indurle a vivere confinate in casa, unico luogo sicuro, evitando qualsiasi relazione e situazione esterna. L’ansia generalizzata invece è uno stato emotivo persistente che spesso limita notevolmente le prestazioni di una persona. Essa si presenta con diverse manifestazioni fisiche quali tensione motoria, tachicardia, formicolii, sensazione di caldo e freddo, iperventilazione, vertigini, bocca secca, diarrea, ma anche stati psicologici di paura, attesa, iperattenzione, difficoltà di concentrazione, impazienza. Una nota merita l’ansia da stress, che viene ricondotta ad eventi traumatici personali o collettivi. Spesso queste esperienze provocano un turbamento psichico immediatamente dopo l’evento oppure a distanza di tempo, anche di mesi.



Consigli e fitoterapia

Ecco dei consigli semplici che possono aiutare a ridurre l’ansia:

evitare sostanze eccitanti (caffè, tè, cacao, pepe ecc.)
bere lentamente acqua minerale naturale
fare un bagno caldo, rilassante
curare l’ansia con terapie più consone ai propri bisogni (es. cromoterapia, aromaterapia, psicoterapia ecc.)

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