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venerdì 15 giugno 2012

artrite reumatoide



L'artrite reumatoide è una poliartrite infiammatoria cronica, anchilosante e progressiva a patogenesi autoimmunitaria e ad eziologia sconosciuta, a carico delle articolazioni sinoviali. Si differenzia dall'osteoartrosi perché interessa inizialmente la membrana sinoviale e non la cartilagine, colpisce con meno frequenza e in età più giovane rispetto all'osteoartrosi. Sono più colpite le donne (rapporto 3:1). Interessa l'1-2% della popolazione e il numero dei casi aumenta con l'età, infatti è colpito il 5% delle donne oltre i 55 anni. L'esordio si osserva prevalentemente al termine della adolescenza o tra 4º e 5º decennio di vita; un secondo picco si osserva tra i 60 e 70 anni. Una variante precoce dell'AR è costituita dall'artrite reumatoide dell'infanzia.

 Non è una malattia che colpisce solo le persone anziane. Può infatti comparire a qualsiasi età, generalmente tra i 35 e 50 anni preferendo soprattutto il sesso femminile che rappresenta il 75% dei pazienti. Ma anche i bambini possono essere colpiti. A questo proposito Antonella Celano annuncia una iniziativa che sta portando avanti l’Associazione da lei presieduta per promuovere l’attivazione di ambulatori di reumatolgia pediatrica di cui la Puglia è carente. Il progetto «il paziente al centro» è stato illustrato dall’Assessore Ettore Attolini che ha sottolineato l’impegno dell’assessorato a cambiare radicalmente il modello di tutela della salute nella regione. Riconferma che, una volta onorato il piano di rientro entro il gennaio 2013, verrà sviluppato un modello assistenziale basato sulla «promozione attiva della salute» attraverso interventi che riguarderanno l’ambiente e la qualità della vita». In questo nuovo modello assistenziale troverà grande spazio una informazione adeguata al cittadino e una particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti in tutte le fasi del decorso della malattia. Giovanni Lapadula nel rivendicare alla scuola pugliese di reumatologia la primogenitura a livello nazionale dei protocolli diagnostico terapeutici riguardanti l’artrite reumatoide e l’osteoporosi, ha comunicato che in Puglia solo due pazienti su tre accedono alle cure per la malattia.
Quindi 1/3 dei malati di artrite reumatoide non si cura o , se lo fa, si rivolge ad altre strutture sanitarie extra-regionali. Su questo punto ha voluto chiarire che in Puglia ci sono pochi specialisti di reumatologia e i centri non risultano ancora numericamente adeguati. Il dottor Luigi Santoiemma, medico di medicina generale, ha sottolineato che «non esiste ancora un percorso che possa consentire in modo sistematico una diagnosi tempestiva e le iniziative messe in atto sono il risultato dell’impegno dei singoli e non rappresentano un sistema strutturato». Quanto poi al problema del depotenziamento di alcune attività ospedaliere da affidare alla medicina territoriale, Santoiemma ha dichiarato che questo percorso deve essere opportunamente armonizzato. Sarebbe necessaria la creazione di una specialistica distrettuale che interpreti il ruolo al contempo di raccordo e di filtro tra la medicina ambulatoriale e la struttura ospedaliera. E’ probabilmente l’unico modo per affrontare la vera urgenza della nostra sanità : la cronicità.


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