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mercoledì 30 settembre 2009

Street food, ovvero il mangiare da strada

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Street food, ovvero il mangiare da strada

Quante volte vi sarete trovati a camminare in città straniere o in città del nostro amatissimo Paese, ed essere fortemente attratti da un profumino invitante, proveniente da un venditore ambulante o da un negozietto, senza però ne tavoli ne sedie per sedersi, ma solo con l’unica possibilità di acquistare il cibo prescelto e consumarlo, in piedi da fermi o passeggiando da classico turista.


Ciascuno di noi, penso dunque abbia avuto l’esperienza di consumare lo “Street Food” cioè il cibo da strada, quello che si mangia con le mani, che non necessita di grandi forme di galateo, che è veloce e pratico, dal gusto leggermente antico, quasi ancestrale, poiché non è molto diverso da quello che già i nostri predecessori gli antichi romani, consumavano 2.000 anni or sono tra le strade lastricate vestiti di tuniche e con i sandali ai piedi.



Un pochino di storia

Risale ai popoli nomadi, dunque ancora prima dei Romani, questa “moda” che all’epoca non era altro, che una mera esigenza, poi invece tra i Romani, prese una forma e un’organizzazione diversa, strutturando veri e propri punti di ristoro all’aperto, nei pressi delle strade, dove chiunque poteva avvicinarsi e acquistare del cibo da asporto, da consumare rigorosamente in piedi. A Pompei in questi locali, le persone meno abbienti, arrivavano con le povere pietanze, solo da far scaldare, poiché solo le famiglie ricche disponevano di cucine e di forni.
Tra i cibi più venduti era possibile reperire, pane, frittelle, salsicce il tutto accompagnato da vino, il quadro delle strade poteva essere dipinto come particolarmente concitato, rumoroso, pungentemente odoroso e pieno di baccano, cosa che per molti, soprattutto coloro che appartenevano alle classi agiate, era mal visto e considerato disdicevole e poco elegante.



Lo Street Food Oggi

Oggi lo chiamano Street Food e il suo consumo unisce tutte le classi sociali, non è mal visto, anche se antropologicamente parlando, per molte culture resta molto forte l’idea che mangiare per strada (soprattutto per le donne) è poco serio e poco educato.
Dagli Usa all’Italia niente di più normale, soprattutto nelle ore di punta mangereccia, vedere uomini eleganti e incravattati, mangiare un tramezzino, tenendo nell’altra mano il cellulare o la 24 ore, oppure osservare e chiedersi come ci riescono, donne che spingono il passeggino, fanno la spesa e riescono a sgranocchiare nel frattempo, ma si sa noi donne a livello organizzativo ne sappiamo una più del diavolo.

Lo Street Food oggi è trendy, cioè fa tendenza, e tutto ciò è stato anche “annusato” dai grandi chef, basti pensare al grande chef ispanico Ferrà Adrià, che ha dato il via alla grande catena di “ristoranti veloci”, per andare incontro all’esigenza di mangiare bene senza però perdere troppo tempo.

Che dire dei nostri vicini cugini, i francesi, dove a Parigi Freddy Girardet insieme a Joele Robuchon, hanno aperto una catena di locali, dove non è necessario prenotare, si paga solo in contanti, si consuma il pasto in 20 minuti cronometrati di orologio, roba da far arrabbiare i sostenitori di Slow Food!

Senza andare all’estero, mi è capitato di trovarmi in vacanza nella bella e ospitale Sicilia e di assaporare per la prima volta una autentico e rustico Street Food, “il pani Ca meusa”, cioè il pane con la milza, una semplice ma buonissima ricetta doc, dove alla fragranza e freschezza del pane si unisce un sapore robusto e deciso aroma di milza fritta.

In Emilia Romagna, ecco invece le allegre e colorate piadine, con rucola, ottimo prosciutto crudo, e il famoso e ghiotto squaquerone, ma non fatevi ingannare dal nome un pochino rude, si tratta di un formaggio morbido e profumato, adatto a tutti i palati, anche quelli più delicati e raffinati, un vero piacere per il gusto.

Orami in tutte le città sta spopolando il kebab, un vero e proprio Street food, mi capita spesso di vedere ad esempio molti ragazzi universitari, uscire dalle università e spezzare la fame con questo cibo dal sapore mediorientale.

In Grecia mi è capitato di gustare e apprezzare altri Street Food, come ad esempio i Suvlaky, dei saporitissimi spiedini di carne di manzo o di pecora, ottimi e pratici da passeggio.

Per tornare e chiudere restando in Italia, tra i cibi che dalla classica tavola sono passati anche a essere consumati in piedi, non possiamo dimenticare, la pizza, venduta a tranci, spesso risolve, in poco tempo problemi di fame e di tempo, avendo la possibilità di spaziare da quella vegetariana a quella piccante o formaggiosa.


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