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mercoledì 30 settembre 2009

Dipendenza dalle lampade solari

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OROSCOPO
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Dipendenza dalle lampade solari

Quella dell’abbronzatura è diventata per molti una vera e propria dipendenza, in particolare per i giovani.


I ricercatori dell’università del Texas considerano la mania per l'abbronzatura tutto l'anno una vera malattia psichica chiamata tanoressia e ne sono colpiti il 20% dei giovani dai 13 ai 19 anni. Per altri si tratta di una moda, che in realtà persiste ormai da anni. Ma attenzione, le lampade vanno usate con cautela!



Il sospetto della dipendenza

Nonostante i rischi che si corrono, molte persone non riescono a rinunciare all’abbronzatura artificiale. Secondo i ricercatori la colpa potrebbe essere della Uv-light addictict. Si ipotizza che i raggi ultravioletti stimolino la produzione da parte dell’organismo di sostanze oppioidi, come le endorfine, che regalano sensazioni di benessere, rendendo dipendenti in molti casi, soprattutto le persone che si sottopongono a 20-30 sedute al mese.

La dipendenza generata è analoga a quella degli oppioidi appunto, dal momento che somministrando degli antagonisti di queste sostanze ai dipendenti dai raggi A, nel 50% dei casi è risultato che i pazienti non hanno più sentito il bisogno di sedute solari.

Chi inizia a sottoporsi alla luce artificiale non riuscirebbe più a farne a meno. Sarebbe sempre per questo motivo che chi frequenta il solarium, dopo ogni seduta si sente molto meglio ed è quindi portato a ripetere spesso i bagni d luce.

Secondo alcuni esperti però i lettini abbronzanti piacciono perché regalano una bella tintarella e più che altro aiutano dal punto di vista estetico. Quindi potrebbe essere una dipendenza psicologica più che fisica.



I sintomi dell’astinenza

L’ipotesi è che la radiazione ultravioletta possa favorire la produzione di sostanze endogene capaci di legarsi a quei recettori del sistema nervoso e indurre così una risposta piacevole, come accede con la nicotina, gli oppiacei, l’alcol e così via. Per verificare l’ipotesi, lo studio si è avvalso della somministrazione di una sostanza, il naltrexone, capace di legarsi ai recettori degli oppiacei, eliminando la possibilità che a questi recettori si leghino altre sostanze (è la stessa strategia seguita per bloccare l’azione della droga nei tossicodipendenti). Dopo la somministrazione del farmaco, i fanatici dell’abbronzatura diminuivano la loro capacità di cogliere la differenza tra il dispositivo vero e quello finto e, in quattro di loro, cioè la metà esatta del campione, si presentavano gli stessi sintomi di astinenza (principalmente la nausea) che si riscontrano somministrando il naltrexone a chi usa sostanze da abuso. Niente di tutto questo accadeva nelle persone che raramente ricorrevano alle lampade abbronzanti.



Massimo 10 sedute l’anno

Esporsi alle lampade è così pericoloso? In realtà le lampade non sono rischiose in assoluto; se usate poco e nel modo giusto non causano danni. Secondo i dermatologi non bisognerebbe superare le 10 sedute l’anno, attendere almeno 24 ore tra una seduta e l’altra, e ogni esposizione non dovrebbe durare più di 15 –20 minuti. Se però i lettini abbronzanti emettono piccole percentuali di raggi Uvb, i tempi devono essere inferiori, perché questi raggi hanno un’azione più rapida e aggressiva.



Chi deve assolutamente evitare il sole artificiale

Ci sono alcune categorie di persone che dovrebbero evitare del tutto l’uso delle lampade solari, in particolare:

•chi ha meno di 18 anni, chi ha la carnagione chiara con molti nei o tendenza lentigginosa;

•chi usa farmaci fotosensibilizzanti;

•chi soffre di invecchiamento precoce della pelle;

•chi ha lesioni cutanee maligne o premaligne;

•le donne in gravidanza;

•chi soffre di disturbi della pressione.

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