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sabato 8 agosto 2015

le Popolazioni Indigene non hanno Carie


le popolazioni indigene non hanno carie 

Davvero sono gli zuccheri nella bocca a causare la carie? Allora come mai popolazioni indigene che hanno pezzi di carboidrati in bocca tutto il tempo dato che non si lavano i denti, non hanno quasi completamente carie? Il dottor Weston Price agli inizi del 900 fu uno dei pionieri della scienza dentistica e viaggiò in tutto il mondo cercando di comprendere le vere cause dei problemi dentali. Questo è uno di quegli articoli che ‘aprono gli occhi’.

Avete mai sentito la frase “gli occhi sono lo specchio dell’anima”? Ebbene, alcuni dicono che i denti sono le finestre della vostra salute; personalmente, mi sono sempre stupito di quanto i denti possano essere potenti indicatori della salute.

Nel 1900, il Dr. Weston A. Price, un dentista, fece un’ampia ricerca sul legame tra salute orale e malattie fisiche. Era uno dei grandi pionieri nutrizionali di tutti i tempi, e il suo libro Nutrition and Physical Degeneration (Nutrizione e Degenerazione Fisica, ndt) è pieno di bellissime foto che documentano i denti perfetti delle tribù native che aveva visitato e che ancora mangiavano la loro alimentazione tradizionale.

Una bocca piena di carie, Price apprese, andava di pari passo con un corpo pieno di malattie o debolezza generalizzata e suscettibilità alle malattie. Ai tempi di Price, la tubercolosi era la malattia infettiva più diffusa ed egli si accorse che i bambini ne venivano maggiormente colpiti, soprattutto quelli con i denti in cattive condizioni.

La vostra dieta può essere ancora più importante dello spazzolino da denti.
Nella ricerca di denti e gengive sani, nulla può essere più importante la vostra dieta.
Il dr. Price trovò, in media, meno dell’1 per cento di carie in tutte le popolazioni indigene che visitò!
Egli scoprì inoltre che i denti di queste persone erano perfettamente dritti e bianchi, con arcate dentarie alte e caratteristiche facciali ben formate. E c’era qualcosa di più sorprendente: nessuna delle persone che Price esaminò aveva praticato alcun tipo di igiene dentale – neppure uno dei suoi soggetti aveva mai usato uno spazzolino da denti!

Il dr. Price notò alcune analogie tra le diete dei nativi che hanno permesso al popolo di prosperare e di mantenere tale sorrisi sani. Tra di esse:

I cibi erano naturali, non lavorati, e biologici (e non contenevano alcuno zucchero tranne, occasionalmente, un po’ di miele o sciroppo d’acero).
La gente mangiava cibi che crescevano nel loro ambiente nativo. In altre parole, mangiavano cibi di stagione coltivati localmente.
Molte delle culture mangiavano prodotti lattiero-caseari non pastorizzati e tutti mangiavano cibi fermentati (kefir, yogurt, ecc).
La gente mangiava una parte significativa di cibi crudi.
Tutte le culture mangiavano prodotti di origine animale, compresi animali grassi e, spesso, burro pieno di grasso e anche interiora.
Conclusione



Quello a cui arrivo il Dott. Price fu che la causa della carie dipende da 3 fattori:

Mancanza di minerali nella dieta;
Mancanza di vitamine liposolubili (A, D, E e K) nella dieta;
Nutrienti non immediatamente disponibili e quindi l’intestino non assorbe adeguatamente. L’acido fitico contenuto in molti vegetali (soprattutto legumi e cereali) è responsabile di questo fattore.
Una dieta scarsa di alimenti ricchi di vitamine e minerali, ricca di acido fitico, abbassa il calcio e fosforo dal’organismo che per mantenersi li preleva da ossa e denti. I cibi raffinati ricchi di zucchero e sale (pane, biscotti, merendine, cracker, dolci, snack, bevande gassate, ecc..) acidificano il corpo il quale ha bisogno di prelevare minerali alcalinizzanti, e infiamma l’intestino che diventa non in grado di assimilare vitamine e minerali.

Gli indigeni non mangiano i cereali e legumi come noi bolliti, ma li fanno germogliare: in questo modo l’acido fitico scompare e le proprietà nutrizionali aumentano del 100%.

Gli zuccheri quindi causano la carie, ma non come si pensa di solito che i batteri si nutrono degli zuccheri e producono un acido che corrode i denti. I batteri infatti non trovano commestibile lo zucchero raffinato, preferiscono cibi contenenti zuccheri come latte e frutta, ma questi non sono imputati nella carie.

Cosa interessante, Price vide che, invariabilmente, ogni volta che individui o villaggi di quei popoli primitivi dai denti sani venivano contattati dall’uomo moderno industrializzato, e si adattavano alla sua “dieta moderna”, i loro bei denti si rovinavano orribilmente; la qual cosa dimostra appunto il nesso con l’alimentazione e non con la genetica.

Integratori consigliati per guarire i problemi dentali

Olio di fegato di merluzzo: molto ricco in vitamine liposolubili (A, D, K)
Magnesio: necessario per usare al meglio calcio e fosforo
Vitamina D: se non prendente il sole quotidianamente (basta mezz’ora al giorno) allora va integrata
Queste conoscenze antiche saranno in grado di ripristinare la salute della tua bocca e di tutto il tuo organismo.




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martedì 4 settembre 2012

L'olio di cocco combatte la carie


L'olio di cocco
combatte la carie

Troppo dolce per far bene ai denti? Eppure, sembra proprio che il cocco nasconda un alleato del sorriso: l'olio di cocco, opportunamente modificato, sarebbe in grado di bloccare lo sviluppo dello Streptococcus mutans, uno dei batteri più attivi nella formazione di carie dentali. La scoperta arriva dall'Athlone Institute of Technology di Dublino, in Irlanda, i cui ricercatori hanno ottenuto una sostanza antimicrobica modificando l'olio di cocco.

La novità è stata presentata durante l'Autumn Conference della Society for General Microbiology all'Universita' di Warwick ed è stata testata sulla popolazione di batteri orali, gli stessi che producono acidi in grado di intaccare lo smalto che ricopre i denti, anticipando il mal di denti. La nuova versione, che potrebbe essere utilizzata in dentifrici e collutori, è sviluppata a partire da un enzima che “digerisce” l'olio di cocco, esaltando le proprietà antibatteriche. “Incorporare l'olio di cocco modificato con gli enzimi nei prodotti per l'igiene dentale potrebbe essere una valida alternativa agli additivi chimici – spiega Damien Brady -, in particolare per quanto funziona a concentrazioni relativamente cosi' basse''. La carie dentale colpisce il 60-90% dei bambini e la maggior parte degli adulti nei paesi industrializzati.


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venerdì 13 luglio 2012

Keep 32 la molecola che sconfigge la carie



Keep 32 la molecola che sconfigge la carie


I ricercatori della Yale University hanno trovato una molecola in grado di uccidere i batteri che causano le cavità dentali e le carie. Si chiamerà Keep 32.

Dalla Yale University arriva una buona notizia: scoperta una molecola in grado di uccidere i batteri che causano le cavità dentali e le carie. I ricercatori della Yale in collaborazione con l'Università di Santiago del Cile hanno da poco fatto richiesta per il brevetto di una nuova molecola, chiamata Keep 32, che uccide lo Streptococcus mutans, il batterio che metabolizza lo zucchero in acido lattico in grado di dissolvere lo smalto dei denti.

Spiegano gli autori della scoperta in una nota: "Abbiamo scelto questo nome poiché la molecola aiuta a mantenere la salute di tutti e 32 i denti. Gli attuali sistemi di protezione, come il fluoro, rinforzano lo smalto dentario, mentre questa molecola elimina direttamente il problema alla fonte". E ancora: "Siamo in attesa di un via libera per i trial clinici. La molecola è molto versatile, e potrebbe essere aggiunta a dentifrici, colluttorii, gomme da masticare e perché no, perfino dolci".

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