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martedì 25 settembre 2012
Bilanciamento emotivo
Esercizio di respirazione “Relax Istantaneo”
Quando qualcuno o qualcosa attiva in te un’emozione negativa, applica i seguenti passaggi:
1) Sposta immediatamente l’attenzione dalla mente al respiro.
(Questo passo è utile per distaccare la mente dalla situazione evitando di indugiare su pensieri che potrebbero supportare la reazione emotiva negativa)
2) Pratica una regolare lenta respirazione addominale, inspirando per circa 4 secondi ed espirando per circa 7 secondi seguendo con attenzione il movimento del tuo addome, e pronuncia internamente la parola “relax” durante l’esalazione.
3) Prosegui finché la carica emotiva disturbante è diminuita.
Rallentare il ritmo del respiro a circa 6 cicli al minuto (un ciclo di inspirazione ed espirazione dura circa 10 secondi) riduce l’attività del sistema nervoso simpatico responsabile dell’eccitazione emotiva, e aumenta l’attività del sistema nervoso parasimpatico il quale contribuisce a ripristinare le funzioni fisiologiche a livelli normali.
Per alcune persone l’effetto di bilanciamento emotivo è maggiore se la durata dell’espirazione è doppia rispetto a quella dedicata all’inspirazione.
Per avere un’idea più precisa di come praticare una corretta respirazione addominale, può essere utile stendersi, posizionare un libro sulla pancia e assicurarsi che durante l’inspirazione questo si sollevi di due o tre centimetri, e lasciare che il peso del libro accompagni l’espirazione.
http://www.ipermind.com/tecnica-di-rilassamento-per-creare-calma/
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sabato 23 maggio 2009
Automassaggio alla colonna vertebrale
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Automassaggio alla colonna vertebrale
Moltissimi sono i benefici che il Pilates può assicurare non solo al corpo ma anche alla mente di chi la pratica. Oltre all’utilizzo degli attrezzi, il Pilates prevede anche la ginnastica a corpo libero.
Proviamo a vedere insieme un esempio: il Rolling.
Obiettivo: auto-massaggio della colonna vertebrale.
Posizione di partenza: seduto, le ginocchia flesse.
Le mani afferrano le gambe.
Avvicinare i talloni il più possibile agli ischi.
Fronte appoggiata alle ginocchia.
Movimento: dondolare all’indietro e tornare alla posizione di partenza senza toccare il pavimento con i piedi.
Respirazione: inspirare durante il movimento iniziale. Espirare tornando in posizione di partenza.
Osservazioni: ripetere da sei a dieci volte. Afferrare con le mani le tibie a differenti altezze fino a che le cosce non aderiscano perfettamente al corpo.Quando la dondolata sarà stabile afferrare con la mano sinistra la caviglia destra e con la mano destra il
polso sinistro (o viceversa).
Note: non alzare le spalle. Non buttare all’indietro il capo per iniziare il movimento.
L’appoggio deve essere sempre mantenuto a livello dorsale mai cervicale.
Se le dita dei piedi toccano terra probabilmente il carico è a livello cervicale.
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Automassaggio alla colonna vertebrale
Moltissimi sono i benefici che il Pilates può assicurare non solo al corpo ma anche alla mente di chi la pratica. Oltre all’utilizzo degli attrezzi, il Pilates prevede anche la ginnastica a corpo libero.
Proviamo a vedere insieme un esempio: il Rolling.
Obiettivo: auto-massaggio della colonna vertebrale.
Posizione di partenza: seduto, le ginocchia flesse.
Le mani afferrano le gambe.
Avvicinare i talloni il più possibile agli ischi.
Fronte appoggiata alle ginocchia.
Movimento: dondolare all’indietro e tornare alla posizione di partenza senza toccare il pavimento con i piedi.
Respirazione: inspirare durante il movimento iniziale. Espirare tornando in posizione di partenza.
Osservazioni: ripetere da sei a dieci volte. Afferrare con le mani le tibie a differenti altezze fino a che le cosce non aderiscano perfettamente al corpo.Quando la dondolata sarà stabile afferrare con la mano sinistra la caviglia destra e con la mano destra il
polso sinistro (o viceversa).
Note: non alzare le spalle. Non buttare all’indietro il capo per iniziare il movimento.
L’appoggio deve essere sempre mantenuto a livello dorsale mai cervicale.
Se le dita dei piedi toccano terra probabilmente il carico è a livello cervicale.
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lunedì 27 aprile 2009
Rallentare per vivere meglio?
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È in corso a Londra il Festival della Lentezza per abbandonare i ritmi frenetici e riscoprire i benefici effetti della "Slow Life" sul corpo e sulla mente.
I ritmi frenetici nemici del nostro benessere?
Essere in grado di ottemperare ai nostri doveri quotidiani “velocemente” sembra oggi divenuto essenziale. Ci alziamo e ci vestiamo di fretta. La caffeina che ci sveglia al mattino è uno dei simboli dei nostri tempi: cerchiamo sempre più esperienze adrenaliniche, per sentirci vivi e attivi. Dai drink energetici consumati in discoteca per poi scatenarsi e perdere il controllo, ai film horror sempre più angoscianti e terrificanti che danno la sensazione di “avere i nervi a fior di pelle”.
Ma negli ultimi anni, a partire dall’ideologia dello “Slow Food” , si è sviluppata una corrente di pensiero che promuove e incoraggia uno stile di vita diverso da quello adrenalinico, automatico, frettoloso cui siamo ormai tutti assuefatti e che ha un prezzo alto da pagare per il nostro organismo: ipertensione, ansia, rabbia cronica, agitazione e poi abuso di alcol e stimolanti e, infine, sonniferi per riuscire a dormire.
Uno stile di vita alternativo in cui si possa vivere le proprie giornate con relativa calma e serenità. Una vita che sia pacata progettualità nel caos e nella confusione che ci circondano.
Ma come trovare una nicchia di pace e calma?
Il consiglio è quello di chiedersi, per ogni attività che svolgiamo, se sia proprio così indispensabile. O se magari quel tempo possa essere dedicato ad altro, ossia a noi stessi. Stare soli con se stessi, immersi nei propri pensieri, magari anche focalizzandosi sui problemi e cercando di risolverli. Fare attività fisica all’aperto, in mezzo al verde; o praticare una delle numerosissime discipline orientali, come lo yoga, per il benessere del corpo e della mente. E quando ritorniamo alla realtà puntare all’essenziale, eliminare tutto il superfluo. E andare con una comoda seconda marcia, non in quinta!
La forza è nella calma?
Siamo costantemente bombardati da stimoli eccitanti e spesso nocivi e consumiamo tutto in fretta. Dai libri, sempre più facili da leggere e meno articolati: chi mai si porterebbe Dostoevskij in metro? Ai film, sempre più incalzanti e sconvolgenti: film come quelli di Hitchcock che tenevano desta l’attenzione dando il giusto brivido oggi li guardiamo per puro piacere intellettuale, un po’ come andare al museo. Anche l’arte, in tutti i suoi campi, sta diventando sempre più ad effetto. Deve scioccare sempre di più.
Cercare di agire con maggiore calma non significa necessariamente annoiarsi. Abbiamo la sensazione di fare meno e magari ci sentiamo in colpa se rallentiamo il passo? Non è così. Vivere momento per momento la giornata, invece di scivolare su ogni attività pensando già alla successiva, ci permetterebbe, al contrario, di assaporare maggiormente la vita apprezzandone i particolari. La nostra felicità, infatti, non può dipendere da quanto ci abboffiamo di attività, svaghi, lavori o vacanze lampo.
Educati a "correre"?
Il ritmo accelerato che ci imponiamo fa parte anche dell’educazione che abbiamo avuto da bambini: spesso i genitori non sopportano di vedere il proprio figlio che ozia. Ma è un peccato, perché è proprio dalla noia che si sviluppa la capacità di fantasticare, di immaginare. Al bambino viene imposta l’attività continua e, nell’ozio, si preferisce la tv, che però è nemica del pensiero.
Nell’adulto l’attività continua e accelerata serve anche a dimenticare se stessi e i propri problemi: questa strategia di vita, tuttavia, spesso non funziona e porta a problematiche psicologiche più complesse. Gli studi psicoanalitici dell’ultimo decennio indicano infatti che è più sana una persona che riesce a stare calma e relativamente serena in completa solitudine rispetto a chi è sempre sulla cresta dell’onda e in prima fila in ogni situazione sociale, ma perché da solo sta male.
Come sconfiggere il nervosismo contemporaneo?
Larry Dossey, medico americano, ha parlato di “instabilità del tempo”, invitando a considerare il tempo non come qualcosa che sfugge e che non basta mai, bensì come un “elemento” in cui siamo immersi e da usare con saggezza e moderazione.
Il tempo, infatti, non dovrebbe essere visto come un nemico da sconfiggere, dividendosi affannosamente tra studio, lavoro, famiglia, vita sociale e vacanze, ma come compagno di viaggio benevolo e copioso se sappiamo gestirlo con calma.
Alla ricerca di tempi e ritmi più naturali, senza che il futuro da cui ci sentiamo trainati diventi un tiranno. Forse iniziando a non sperperare energie in nome di un ideale di “perfetta efficienza” potremo riuscire a sconfiggere quel “nervosismo moderno” di cui parlava Freud più di un secolo fa.
A cura di Riccardo Serafini
Psicologo clinico e Formatore
È in corso a Londra il Festival della Lentezza per abbandonare i ritmi frenetici e riscoprire i benefici effetti della "Slow Life" sul corpo e sulla mente.
I ritmi frenetici nemici del nostro benessere?
Essere in grado di ottemperare ai nostri doveri quotidiani “velocemente” sembra oggi divenuto essenziale. Ci alziamo e ci vestiamo di fretta. La caffeina che ci sveglia al mattino è uno dei simboli dei nostri tempi: cerchiamo sempre più esperienze adrenaliniche, per sentirci vivi e attivi. Dai drink energetici consumati in discoteca per poi scatenarsi e perdere il controllo, ai film horror sempre più angoscianti e terrificanti che danno la sensazione di “avere i nervi a fior di pelle”.
Ma negli ultimi anni, a partire dall’ideologia dello “Slow Food” , si è sviluppata una corrente di pensiero che promuove e incoraggia uno stile di vita diverso da quello adrenalinico, automatico, frettoloso cui siamo ormai tutti assuefatti e che ha un prezzo alto da pagare per il nostro organismo: ipertensione, ansia, rabbia cronica, agitazione e poi abuso di alcol e stimolanti e, infine, sonniferi per riuscire a dormire.
Uno stile di vita alternativo in cui si possa vivere le proprie giornate con relativa calma e serenità. Una vita che sia pacata progettualità nel caos e nella confusione che ci circondano.
Ma come trovare una nicchia di pace e calma?
Il consiglio è quello di chiedersi, per ogni attività che svolgiamo, se sia proprio così indispensabile. O se magari quel tempo possa essere dedicato ad altro, ossia a noi stessi. Stare soli con se stessi, immersi nei propri pensieri, magari anche focalizzandosi sui problemi e cercando di risolverli. Fare attività fisica all’aperto, in mezzo al verde; o praticare una delle numerosissime discipline orientali, come lo yoga, per il benessere del corpo e della mente. E quando ritorniamo alla realtà puntare all’essenziale, eliminare tutto il superfluo. E andare con una comoda seconda marcia, non in quinta!
La forza è nella calma?
Siamo costantemente bombardati da stimoli eccitanti e spesso nocivi e consumiamo tutto in fretta. Dai libri, sempre più facili da leggere e meno articolati: chi mai si porterebbe Dostoevskij in metro? Ai film, sempre più incalzanti e sconvolgenti: film come quelli di Hitchcock che tenevano desta l’attenzione dando il giusto brivido oggi li guardiamo per puro piacere intellettuale, un po’ come andare al museo. Anche l’arte, in tutti i suoi campi, sta diventando sempre più ad effetto. Deve scioccare sempre di più.
Cercare di agire con maggiore calma non significa necessariamente annoiarsi. Abbiamo la sensazione di fare meno e magari ci sentiamo in colpa se rallentiamo il passo? Non è così. Vivere momento per momento la giornata, invece di scivolare su ogni attività pensando già alla successiva, ci permetterebbe, al contrario, di assaporare maggiormente la vita apprezzandone i particolari. La nostra felicità, infatti, non può dipendere da quanto ci abboffiamo di attività, svaghi, lavori o vacanze lampo.
Educati a "correre"?
Il ritmo accelerato che ci imponiamo fa parte anche dell’educazione che abbiamo avuto da bambini: spesso i genitori non sopportano di vedere il proprio figlio che ozia. Ma è un peccato, perché è proprio dalla noia che si sviluppa la capacità di fantasticare, di immaginare. Al bambino viene imposta l’attività continua e, nell’ozio, si preferisce la tv, che però è nemica del pensiero.
Nell’adulto l’attività continua e accelerata serve anche a dimenticare se stessi e i propri problemi: questa strategia di vita, tuttavia, spesso non funziona e porta a problematiche psicologiche più complesse. Gli studi psicoanalitici dell’ultimo decennio indicano infatti che è più sana una persona che riesce a stare calma e relativamente serena in completa solitudine rispetto a chi è sempre sulla cresta dell’onda e in prima fila in ogni situazione sociale, ma perché da solo sta male.
Come sconfiggere il nervosismo contemporaneo?
Larry Dossey, medico americano, ha parlato di “instabilità del tempo”, invitando a considerare il tempo non come qualcosa che sfugge e che non basta mai, bensì come un “elemento” in cui siamo immersi e da usare con saggezza e moderazione.
Il tempo, infatti, non dovrebbe essere visto come un nemico da sconfiggere, dividendosi affannosamente tra studio, lavoro, famiglia, vita sociale e vacanze, ma come compagno di viaggio benevolo e copioso se sappiamo gestirlo con calma.
Alla ricerca di tempi e ritmi più naturali, senza che il futuro da cui ci sentiamo trainati diventi un tiranno. Forse iniziando a non sperperare energie in nome di un ideale di “perfetta efficienza” potremo riuscire a sconfiggere quel “nervosismo moderno” di cui parlava Freud più di un secolo fa.
A cura di Riccardo Serafini
Psicologo clinico e Formatore
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COSA TI PORTA IL 2017 ?
sabato 28 febbraio 2009
LA MEDICINA A MANI NUDE - Shiatsu -
Dove l’energia si muove, stimolata a ristabilire una coesione fra corpo, mente, psiche, emozioni, nella correlazione tra microcosmo "uomo" e macrocosmo "universo".
di Gianna Tomlianovich
Lo Shiatsu è conosciuto da molti come una maniera per lavorare sul corpo a scopo terapeutico, esercitando pressioni su determinati punti per ottenere la regressione di disturbi e malattie. Le fonti originarie, i capiscuola giapponesi ("shiatsu" dal giapponese "pressione delle dita") sono essenzialmente due: T. Namikoshi e S. Masunaga. Namikoshi è andato incontro all’Occidente collegando strettamente lo Shiatsu alla scienza medica di tipo allopatico e ad una modalità di cura sintomatica e non energetica. Analogamente alla fisioterapia, questo tipo di shatsu viene chiamato shiatsu-terapia. Masunaga ha chiamato l’Occidente a sé, mantenendo integra l’originaria base medico-culturale dell’energetica orientale, approfondendola e arricchendola con riferimenti di tipo psicologico; il tutto in una visione unitaria dell’essere umano. Shiatsuka (= colui che porta cura attraverso lo shiatsu) e psicologo, egli era un attento studioso di testi antichi e un grande ricercatore. Tramite una sperimentazione pratica condotta con spirito scientifico su migliaia di casi costruì e, finché fu in vita migliorò continuamente, il sistema teorico ed energetico a cui riferire il suo metodo. Egli prese dall’antichità e adottò il termine "Keiraku" per indicare l’Essenza della Vita, cioè l’energia che mantiene la vitalità all’interno del corpo umano e che in esso scorre in canali suoi propri.
Tra le due impostazioni è evidente una notevole differenza, ma non una contrapposizione. Sono tra loro difficilmente confrontabili, perché troppo diverse sono le basi di partenza, gli obbiettivi da raggiungere e le modalità di "porgere" lo Shiatsu.
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