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sabato 27 aprile 2013

LA CRISI ECONOMICA CI RENDE PIÙ MAGRI E ATTIVI



LA CRISI ECONOMICA 
CI RENDE 
PIÙ MAGRI E ATTIVI.
 IL CASO DI CUBA


La crisi economica aiuta a restare in forma? Pare proprio di sì. E' il caso dei cubani che dal1991 al 1995 hanno vissuto una profonda crisi economica a causa della perdita dei sussidi sovietici e di un inasprimento dell’embargo commerciale degli Stati Uniti, tutto ciò ha portato nella popolazione un netto calo di obesità, diabete e malattie cardiache. E i numeri parlano da soli: gli adulti avrebbero perso dai 9 agli 11 chili, e il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari sono molto calate.
L’esperienza di Cuba, spiegano i ricercatori che hanno condotto lo studio, offre un“esperimento naturale unico durato 30 anni”, che per la prima volta documenta l’impatto su un’intera popolazione della perdita e dell’aumento di peso sul diabete e sulle malattie cardiovascolari.
Secondo i ricercatori, infatti, la carenza di cibo e benzina subita all'inizio degli anni '90 ha obbligato gli abitanti di Cuba a mangiare di meno, camminare di più e muoversi in bicicletta. L’assunzione di energia dal cibo scese da circa 3000 calorie al giorno a meno di 2400 calorie al giorno. Ma entro il 2002, l’assunzione di energia è tornata al di sopra dei livelli pre-crisi. Le indagini sono state condotte sulla popolazione cubana di età compresa tra 15 e 72.
Durante gli anni della crisi economica, l’80% della popolazione fu classificata comefisicamente attiva. Da allora, il dato è sceso a quello attuale del 55%. La percentuale della popolazione che era in sovrappeso o obesa è aumentata dal 33,5% del 1995 al 52,9% nel 2011.
“L’esperienza cubana dimostra che entro un periodo relativamente breve, una modesta perdita di peso in tutta la popolazione può avere un effetto profondo sul carico globale del diabete” spiegano i ricercatori “A Cuba, la perdita di peso ha avuto anche un effetto importante sulle tendenze nelle malattie cardiovascolari e su tutte le cause di mortalità.”
“C’è stato un risultato positivo fortuito che in un’esperienza storica negativa”, ha spiegatoRichard S. Cooper, autore dello studio pubblicato sul British Medical Journal e presidente del Dipartimento di Scienze della Salute Pubblica della Loyola University Chicago Stritch School of Medicine.
Dopo gli anni di crisi economica, la mortalità per malattie coronariche diminuì drasticamente ad un tasso del 6,5% all’anno. Ma dopo il 2002, il tasso di declino è rallentato all’1,4% l’anno rispetto agli anni pre-crisi.
Quando l’economia ha iniziato la sua ripresa, infatti, gli adulti hanno ricominciato a guadagnare il peso che avevano perso. Questo aumento di peso è stato accompagnato da un aumento del 116% della prevalenza del diabete di tipo 2. E mentre i morti per malattie cardiache hanno continuato a diminuire, il tasso di diminuzione è notevolmente rallentato.

Scritto da  

http://www.you-ng.it/cultura/scienze-e-curiosita/item/8819-la-crisi-economica-ci-rende-pi%C3%B9-magri-e-attivi-il-caso-di-cuba.html
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