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lunedì 16 febbraio 2015

Storia del Perché la Marijuana fu Proibita



Storia del perché la Marijuana fu proibita

La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità.
 Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall’Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l’umanità abbia mai fatto uso.
E poi, cosa è successo? 
E’ successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell’agricultura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente 
la vittima numero 
uno.
I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil – Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. 
Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per formare un’alleanza sufficientemente forte per batterlo.

L’unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L’illegalità. 
Partì quindi un’operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace (“droga del diavolo”, “erba maledetta” ecc. ), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto Potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. 
Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accodò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis (a sin. la locandina del fim “Marihuana: assassina di giovinezza – Un tiro, una festa, una tragedia”).
La condanna morale viaggiava rapida e incontrastata da costa a costa (non c’era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi.
 Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso “Marijuana Tax Act” del 1937, tutt’ora in vigore, non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l’occasione.



HARRY J ANSLINGER . 
Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962
Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell’automobile si indirizzava definitivamente all’uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava concarburante vegetale), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza.
Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all’improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa.
E le “multinazionali” di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, non sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni ’30, fra le grandi famiglie industriali.
 (Nel caso qualcuno si domandasse perchè mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso).

Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.

LEGGI ANCHE:
http://cipiri3.blogspot.it/2014/06/marijuana-aiuta-ad-espandere-la.html

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 E LA CONSAPEVOLEZZA



LA MARIJUANA
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IL TUO FUTURO E' ADESSO . 

lunedì 7 aprile 2014

Big Pharma: la Vera Storia del Vaccino Virus ah1n1



Big Pharma: La vera storia del vaccino virus ah1n1, 
con partenza dal Messico 
e arrivo nelle stanze della massoneria italiana. 

La leggenda della “suina” parte da una storiella messicana. Il virus sarebbe partito dal Messico: il paziente zero era un bambino di 5 anni, Edgar Hernandez, originario di La Gloria (Veracruz). L’assunto, inizialmente smentito, viene confermato dal Governatore di quella città, Fidel Herrera, solo il 26 aprile 2009, diverse settimane dopo la morte del primo niño e le segnalazioni di 400 persone contagiate, tutte a La Gloria.

Perché proprio in quel luogo apparentemente fuori dal mondo? I media messicani e la popolazione locale non hanno dubbi: la colpa sarebbe da attribuire agli scempi ambientali perpetrati dalla multinazionale americana Smithfield Company, la maggior produttrice statunitense di carne suina, presente in Messico con la controllata Granjas Carrol, che dispone di circa quaranta stabilimenti produttivi, tutti compresi nella Valle del Perote, zona a confine tra lo stato di Veracruz e quello di Puebla, dove si trova appunto La Gloria.

Secondo fonti non governative, e secondo gli attivisti messicani che da quattordici anni si battono per proteggere se stessi e la loro terra, la causa dell’influenza A sarebbe da ricercare nell’inquinamento acquifero prodotto dagli scarichi industriali di Granjas e in quello atmosferico dovuto alle carcasse di maiali abbandonate en plein air.

In pista scende subito Big Pharma e i vaccini sono tre: il Celvapan, prodotto dall’americana Baxter; il Pandemrix della britannica GlaxoSmithKline; il Focetria, della svizzera Novartis. Il via libera arriva dall’Agenzia Europea del Farmaco, l’Emea, tramite una sottocommissione, la Chmp, che si occupa dei prodotti medicinali per uso umano. Organismi non del tutto imparziale.

Ralph Edwards, responsabile del l’Uppsala Monitoring Centre svedese ed esperto di farmacologia, afferma che «le Agenzie regolatorie hanno molti più rapporti con le aziende farmaceutiche che con i cittadini». «Questo è un grosso problema anche dell’Emea», conferma Mauro Venegoni, componente dell’organismo consultivo di farmacovigilanza del Chmp e direttore dell’ufficio farmacovigilanza dell’Aifa, la corrispondente italiana dell’Emea.

Può risultare allora interessante puntare l’attenzione su alcuni illustri connazionali che operano tra l’Emea e il Chmp e sulle strutture in cui svolgono nel nostro paese la loro attività.

INSUBRIA DOCET

Partiamo dall’Università dell’Insubria, con sedi fra Como e Varese, bersaglio, recentemente, di vibrate proteste da parte degli animalisti. Dice Francesco Caci, responsabile della Lega Antivivisezione di Busto Arsizio: «Quello che noi disapproviamo è l’utilizzo degli animali per studi su cannabinoidi, oppioidi, tumori e malattie neurogenerative. Abbiamo contestato gli esperimenti dal punto di vista sia etico che scientifico, perché sono finalizzati solo ad aumentare il numero di pubblicazioni dei ricercatori. Tra l’altro, i locali messi a disposizione dall’amministrazione di Busto sono edifici che hanno avuto bisogno di una ristrutturazione costata 15 milioni di euro, per metà finanziati dal comune e per metà con fondi europei; in realtà dovevano essere destinati ad opere di industrializzazione».

Il direttore dell’ufficio legale dell’Emea insegna in questa università. E’ Vincenzo Salvatore, giurista varesino, ordinario di Diritto Internazionale all’Università dell’Insubria. Rettore dell’Insubria è Renzo Dionigi, già componente del Consiglio Superiore di Sanità nominato dall’ex ministro Girolamo Sirchia per il triennio 2003-2005. Consulente di Roberto Formigoni per i rapporti Sanità-Università e responsabile della Chirurgia generale 1 dell’ospedale Circolo di Varese, Renzo Dionigi è un massone, presente nella famosa lista Cordova del 1992.

Capofila della lobby pubblico-privata che sponsorizzò la nascita dell’Insubria è l’avvocato Ferruccio Zuccaro, proboviro dell’Ateneo varesino, ex balilla, ex vice presidente della Provincia, componente del Lions Club Varese Host e massone presente negli elenchi del ‘92. Forse è un caso, ma lo studio dell’avvocato Zuccaro è a Varese, in via Speroni 14, proprio nello stesso stabile in cui anche l’avvocato Vincenzo Salvatore svolge la sua attività.

L’Insubria è legata ad alcune tra le più importanti multinazionali del farmaco come la GlaxoSmithKline, produttrice del vaccino Pandemrix, con cui ha una “Convenzione quadro per attività di collaborazione didattico-scientifica” (vedi la delibera del Senato Accademico datata 22 aprile 2008); o come la Novartis, da cui si fa sponsorizzare per permettere ai docenti delle sezioni del Dipartimento di Scienze chirurgiche di partecipare allo studio internazionale Sustain come centro di arruolamento e trattamento (durata 2006-2008). La Novartis non solo produce il vaccino Focetria, ma è anche cliente della Huntingdon Life Sciences (HLS), la più grande società europea che esegue sperimentazioni animali. Per chiudere il cerchio, anche Glaxo è cliente della HLS: quindi sia Novartis che Glaxo fanno affari con l’Insubria e con HLS.

UN PONTE PER CARLO MAGNO

Altro personaggio interessante è Giuseppe Nisticò, membro del Chmp dal 2004 e anche lui scelto direttamente dal ministro dell’epoca, quel Girolamo Sirchia condannato nel 2008 in primo grado a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per tangenti.

Nisticò è di forza italia, ex presidente della Commissione Ricerca UE ed ex presidente della Regione Calabria, noto soprattutto perché voleva intitolare il Ponte sullo Stretto a Carlo Magno. E’ massone anche lui, nella lista Cordova del ’92.

In caso di assenza alle sedute del Chmp, Nisticò veniva sostituito da un membro supplente, Pasqualino Rossi, capo dell’unità operativa di farmacovigilanza dell’Aifa, che il 23 maggio 2008 viene arrestato con l’accusa di attentato alla salute pubblica. Numero due all’Aifa, secondo il Procuratore di Torino Raffaele Guariniello Rossi avrebbe ricevuto compensi per chiudere un occhio sull’Aulin, l’antiinfiammatorio che può avere effetti collaterali sul fegato. Interrogato dagli inquirenti, Rossi ha confermato di aver ricevuto dei regali ma «pensavo fossero delle banalità, non ho mai fatto cose contrarie ai doveri d’ufficio. Non mi sono mai ritenuto un corrotto».

Fino al 2004 Giuseppe Nisticò faceva parte anche dell’European Parliament Osteoporosis Interest Group, una sorta di lobby che opera per il “call to action”: promuovere misure nazionali che rendano i pazienti più consapevoli dei problemi derivanti all’osteoporosi, aiutare i medici a riconoscerne i sintomi e spingere il sistema sanitario a pagare per trattamenti appropriati. Tra le compagnie che si occupano di finanziare le attività dell’International Osteoporosis Foundation, di cui l’Interest Group fa parte, spuntano ancora una volta Novartis, Glaxo (tramite la Amgen, con cui Glaxo ha una partnership europea) e Baxter (che ha accordi commerciali con Nycomed e Teva Pharmaceutical). Va detto che Nisticò ha lasciato il gruppo nel momento in cui è divenuto membro Chmp.

NEL SEGNO DI VANGUARD

Esiste un gruppo di potere che lega la Smithfield Foods - la compagnia americana dalla quale siamo partiti, e che avrebbe provocato l’influenza suina – alle tre multinazionali del farmaco produttrici del vaccino, Novartis, GlaxoSmith- Kline e Baxter. Tutto è racchiuso in una parolina magica: Vanguard, la avanguardia finanziaria mondiale. The Vanguard Group è una compagnia americana di investimenti che gestisce un patrimonio approssimativo di 1 trilione di dollari. Il Vanguard possiede azioni della Smithfield (tramite, ad esempio, il Vanguard Group Inc), azioni della Glaxo (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Health Care Fund ed altri), azioni della Novartis (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Capital Opportunity Fund, etc.) e azioni della Baxter (Vanguard Group, Inc., Vanguard 500 Index Fund, e così via).

Ma chi detiene le azioni del Vanguard Group? Sono colossi come ExxonMobilCorporation, Microsoft Corporation, General Electric Company, J.P. Morgan Chase & Co., Procter & Gamble Company, Apple, Inc., Coca-Cola Company, Google, Inc., Hewlett-Packard Company, Philip Morris International Inc, Goldman Sachs Group, Inc., PepsiCo…

Insomma, le multinazionali più potenti, che possono permettersi il lusso di lanciare, allo stesso tempo, il malanno e la cura, la pandemia e il vaccino.

da : http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/big-pharma-e-la-massoneria-dietro-il-vaccino-virus-ah1n1

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giovedì 21 marzo 2013

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Principali Teorie sull’Origine dei Tarocchi

Le teorie più accreditate sull’origine dei tarocchi si possono ricondurre principalmente alle seguenti.

XXII secolo a.C. in Egitto

I tarocchi sono diretta derivazione dei geroglifici del Libro di Thoth e rappresentano una sintesi della conoscenza e religione Egizia. I tarocchi sono quindi un alfabeto geroglifico e numerale, riservato in origine ai sommi sacerdoti, che esprime il sapere universale originario, da cui si sono sviluppate le varie culture e religioni.

XI secolo a.C. in Cina

I tarocchi presentano diverse analogie con lo I Ching, libro custode dell’antica saggezza cinese e risalente a più di 3000 anni fa. L’estrazione casuale dei 64 esagrammi dello I Ching è uno strumento tradizionale di divinazione. Il fatto che siano invenzioni cinesi sia le carte da gioco che la carta e la stampa, rende plausibile che sia in Cina che vadano ricercate le primissime origini dei tarocchi.


ORIGINI EGIZIE DEI TAROCCHI

Il contributo più importante alla teoria dell’origine egizia dei tarocchi è sicuramente quello di Antoine Court de Gébelin.
Il suo libro “Le Monde Primitif” (“Il mondo primitivo”) è considerata l’opera che diede il via all’occultismo legato ai tarocchi (“Le Monde Primitif”, volume VIII, 1781).

L’Età dell’Oro

Secondo Court de Gébelin in origine sarebbe esistito un mondo primitivo, una “età dell’oro”, in cui esisteva un’unica cultura, un’unica religione, un’unica lingua.
Tale civiltà finì però per crollare e disintegrarsi, dando origine a tutte le culture, lingue, e religioni che oggi conosciamo.
Il sapere primigenio e originario, l’unico vero, di questa antica civiltà andò quindi perduto... o quasi.

Il Testo di Court de Gébelin

Il seguente brano, tratto da “Le Monde Primitif” – vera e propria pietra miliare nella storia dei tarocchi – esplica la teoria di Court de Gébelin sulle origini egizie dei tarocchi.

1.
Sorpresa che causerà la scoperta di un Libro Egizio.
Se ci apprestassimo ad annunciare che esiste ancora ai giorni nostri un’Opera degli antichi Egizi, uno dei loro Libri sfuggito alle fiamme che divorarono le loro superbe Biblioteche, e che contiene la loro dottrina più pura su soggetti interessanti, ciascuno sarebbe, senza dubbio, desideroso di conoscere un Libro così prezioso, così straordinario. Se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte d’Europa, che da molti secoli è tra le mani di tutti, la sorpresa andrebbe sicuramente crescendo: e non salirebbe al colmo, se assicurassimo che nessuno ha mai supposto che fosse Egizio, che lo possediamo come se non lo possedessimo affatto, che nessuno ha mai tentato di decifrarne una pagina: che il risultato d’una squisita saggezza viene considerato come un mucchio di strane figure che non significano nulla di per se stesse? Non si crederebbe che ci si voglia divertire, farsi beffa della credulità del Pubblico?

2.
Questo Libro Egizio esiste.
Il fatto è tuttavia verissimo: questo Libro Egizio, solo resto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai giorni nostri: è così comune che nessuno Studioso s’è degnato d’occuparsene; nessuno prima di noi ha avuto mai il sospetto della sua illustre origine. Questo Libro è composto di LXXVII pagine o tavole, perfino di LXXVIII, divise in V classi, che offrono ciascuna soggetti così vari quanto divertenti ed istruttivi: questo Libro è in una parola il GIOCO dei TAROCCHI [...].

Antoine Court de Gébelin
“Le Monde Primitif”, volume VIII, 1781

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IL PIU’ ANTICO MAZZO DI TAROCCHI

Il più antico mazzo di tarocchi che si sia conservato fino a noi è il mazzo “Visconti di Modrone” – dal nome della famiglia nobiliare che lo possedette –.
La sua realizzazione fu commissionata da Filippo Maria Visconti – duca di Milano – negli anni tra il 1441 e il 1447.
Di questa pietra miliare nella storia dei tarocchi si sono conservate fino ad oggi 67 carte, di cui 11 trionfi (arcani maggiori).
Si tratta di stupende ed ineguagliate opere d’arte, dipinte a mano su lamine d’oro o d’argento decorate a punzone – oro per i trionfi e le carte di corte, argento per le carte numerali –.

Origini

Il mazzo è strettamente legato alla famiglia Visconti: gli stemmi araldici ed i motti della famiglia Visconti presenti sulle carte non lasciano alcun dubbio.
Anche il periodo di realizzazione è abbastanza certo, cioè durante il governo di Filippo Maria Visconti.
Le carte di denari riportano infatti l’esatta riproduzione di una moneta che era in corso di validità durante il periodo in cui egli era duca di Milano: il fiorino d’oro di Filippo Maria.

Caratteristiche del Mazzo

La struttura delle carte di corte del mazzo “Visconti di Modrone” non è quella standard conosciuta oggi.
Per ogni seme sono presenti 6 figure diverse: re, regina, cavaliere, dama (anch’essa a cavallo), fante, e fantina.
Anche tra i trionfi troviamo raffigurazioni che non compaiono tra quelle tipiche.
Le tre virtù teologali – fede, speranza, e carità – non sono infatti figure usuali nei tarocchi.
Le numerose peculiarità di questo mazzo hanno fatto ipotizzare che si possa trattare di uno dei primi stadi di sperimentazione dei tarocchi, in cui non era ancor ben definita una struttura precisa, consolidatasi solo negli anni seguenti.

Diversi Nomi per un Solo Mazzo

La complessa storia di queste carte ha portato ad identificare il mazzo con diversi nomi:
  • “Tarocchi dei Visconti di Modrone”. Dalla famiglia nobiliare milanese che possedette il mazzo fino alla seconda guerra mondiale, quando se ne persero le tracce.
  • “Tarocchi Cary-Yale”. Il curioso nome è dovuto al collezionista statunitense Melbert B. Cary che lo donò alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library (una delle biblioteche dell’università di Yale), affermando di averlo acquistato dopo la fine della seconda guerra mondiale.
  • “Tarocchi di Filippo Maria Visconti”. Dal nome del committente.

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 La nascita dei tarocchi, risulta ancor oggi misteriosa. Alcuni studiosi credono che siano il risultato di libri religiosi egizi, altri di libri ebraici o indiani. Le prime vere notizie dei tarocchi, risalgono al 1392 quando il re di Francia Carlo VI ne fece realizzare 3 mazzi a Jacquemin Gringonneur. Ma è nel periodo rinascimentale che ricoprirono un ruolo importante, come testimonia il dono di nozze fatto dal Duca di Milano Sforza a Bianca Maria Visconti nel 1400. Tale mazzo era costituito dai 22 arcani maggiori, incisi su lamine in oro. Da questo mazzo presero origine i Tarocchi di Marsiglia. Quindi l'origine dei Tarocchi, chiamati anche "Trionfi", è proprio in Italia. Queste carte erano esclusiva dei nobili, dato che erano cesellate e dipinte a mano su sottilissime lame di metallo, ricoperte d'oro.  Un importante studioso dell'esoterismo dei Tarocchi fu Osvald Wirth a cui si deve un bellissimo libro sull'argomento.

Il  mazzo completo dei Tarocchi è composto di 78 carte, 22 arcani maggiori e 56 arcani minori. I 22 arcani maggiori, rappresentano il destino dell'uomo e ciò che dovrà affrontare, mentre gli arcani minori rappresentano la quotidianità. I 56 Arcani Minori, divisi in 4 semi. 

Gli Arcani Minori rappresentano la nostra sfera interiore, il nostro modo di percepirci. Attraverso l'interpretazione degli Arcani Maggiori, invece, si possono ottenere suggerimenti applicabili in ogni campo della vita. Nella lettura divinatoria, gli Arcani Minori sono solitamente usati come corollario al discorso principale, imperniato sugli Arcani Maggiori.

 I tarocchi sono indubbiamente le "carte" più antiche e da questi derivano la maggior parte delle carte da gioco moderne. Il loro fascino è indubbio e si è trasmesso inalterato fino ai giorni nostri. Sono un antico strumento di divinazione, molto probabilmente il più completo, essendo richiamate nel loro uso parecchie simbologie cabalistiche e allegoriche. La loro lettura e interpretazione sono sempre soggettive, correlate a "chi" ne fa uso ed alle motivazioni addotte.

Passato, presente e futuro possono rivelarsi agli occhi del consultante ed anche se la verità appare velata, basta affidarsi a chi sa interrogarli nella giusta maniera e offriranno consigli preziosi in ogni momento della vostra vita. La capacità di leggere i Tarocchi e la sensibilità necessaria ad interpretare le situazioni proposte si acquisiscono con anni di pratica e addestramento. La rapidità di consultazione e la non necessaria presenza fisica del consultante, ne fanno uno tra gli strumenti più diffusi tra gli operatori dell'occulto.

L'origine dei Tarocchi si perde nei tempi, e si pensa siano stati utilizzati per primi dai sacerdoti dell'antico Egitto, e ripresi successivamente in Francia e Spagna dagli zingari nel medioevo. Ogni regione, ne ha dato una versione pittorico-artistica ed è proprio per questo che esistono numerosi mazzi di carte ( le napoletane, le bolognesi, le piemontesi, le lombarde, le svizzere e le più diffuse le Marsigliesi ). Queste ultime ebbero particolare importanza in Francia all'epoca di Napoleone il quale ne faceva spesso uso divinatorio.

Tarocchi sono come dei ritratti dipinti dal destino. Anche se la verità appare velata, basta affidarsi a chi sa interrogarli nella giusta maniera e offriranno consigli preziosi in ogni momento della vostra vita.
I tarocchi sono composti da 78 carte, divise in due categorie: la prima comprende i 22 Arcani Maggiori o Trionfi, la seconda è costituita da 56 Arcani Minori, divisi in 4 semi. Gli Arcani Minori rappresentano la nostra sfera interiore, il nostro modo di percepirci. Attraverso l'interpretazione degli Arcani Maggiori, invece, si possono ottenere suggerimenti applicabili in ogni campo della vita. Nella lettura divinatoria, gli Arcani Minori sono solitamente usati come corollario al discorso principale, imperniato sugli Arcani Maggiori. Attraverso l'interpretazione degli Arcani Maggiori si possono ottenere suggerimenti applicabili in ogni campo della vita. Il primo mazzo di carte risale al XIV secolo, quando gli Arabi erano soliti chiamare " Naib" il gioco delle carte, in arabo vuol dire " profezia". Appare dunque evidente che a queste carte venisse assegnato, già in quell' epoca, un ruolo divinatorio.
La prima cosa che occorre fare, quando ci si avvicina a questo mondo misterioso, è seguire  regole fondamentali per avvicinarsi alla divinazione:



  • Prima regola: si deve prendere confidenza con il mazzo dei Tarocchi manipolandolo tutti i giorni senza scopo di predizione.
  • Seconda regola: la consultazione deve avvenire solo se ci si sente positivi, quando cioè tra il consultante e il mazzo si stabilisce un 'feeling'.
  • Terza regola: ci deve essere calma e silenzio nel luogo della consultazione.
  • Quarta regola: ci vuole onestà rivolgendo le domande, non bisogna quindi rivolgere quesiti dannosi o indiscreti per gli altri.
  • Quinta regola: fondamentale è avere il massimo rispetto per i Tarocchi e MAI usarli per capriccio.


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    mercoledì 5 settembre 2012

    La Storia del consumismo


    La Storia delle Cose

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    Annie Leonard ci spiega qual'è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50.
    L'uso e lo smaltimento di tutte le cose, nella nostra vita, ha un enorme impatto, ma la maggior parte di questo ciclo è nascosto alla nostra vista.

    Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano.

    http://www.storyofstuff.com

    https://www.facebook.com/storyofstuff

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