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giovedì 12 aprile 2018

Asma e Allergie: più precauzione in Primavera


Se soffriamo di allergie come quelle ai fiori e al polline, non avremmo accolto a braccia aperte l’arrivo della primavera. Il pericolo, oltre ai fastidiosi starnuti, i pruriti, gli occhi lacrimanti, ecc., riguarda anche problemi più gravi, che causano difficoltà respiratorie e attacchi d’asma.

Secondo i ricercatori dell’associazione britannica Asthma UK, dobbiamo innanzitutto evitare alcune attività pericolose per la nostra salute, in particolare quelle che si svolgono all’aria aperta. Non solo l’attività motoria, ma anche i picnic e le scampagnate in famiglia o tra amici, possono compromettere le nostre capacità respiratorie e/o peggiorare una condizione allergica.

Come riportato dal team, si aggirano sui 700 gli individui ricoverati a causa di allergie e attacchi d’asma durante il fine settimana, quando è più probabile organizzare questi eventi sociali.  Chi di noi soffre della cosiddetta febbre da fieno, deve tenere coperti naso, occhi e gola il più possibile, per evitare i sintomi dell’allergia, che a loro volta possono causare un attacco d’asma.

«Se la gente prende le dovute precauzioni e si assicura di portare con sé gli inalatori di cui ha bisogno, può comunque godersi le giornate di festa», ha spiegato Andy Whittamore, della Asthma UK. Il rischio aumenta nel caso di allergie ad alcuni alimenti,
soprattutto quelli tipici del periodo di Pasqua.

«Noi consigliamo a tutte le persone allergiche agli ingredienti di dolci come le uova di cioccolato, di evitare completamente i cibi in questione, riconoscere i sintomi di una reazione allergica e sapere cosa fare nel caso in cui si presenti», ha aggiunto l’esperto.  «Esistono anche alternative, prive di quegli ingredienti. In ogni caso ricordiamoci sempre di leggere bene le etichette nelle confezioni».

Nel Regno Unito, l’80% delle persone che soffrono d’asma sono allergiche al polline. In Italia, circa 18 milioni di individui manifestano questa allergia
che compromette le funzioni dell'apparato respiratorio.


LEGGI ANCHE 
CAUSE DELL'ASMA
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Allergie come cause dell'Asma


Gran parte dei casi di asma è causata dalla presenza di un'allergia. L'allergia è generalmente definita come una risposta del sistema immunitario a sostanze altrimenti innocue, che possono essere introdotte nell’organismo con la respirazione o con l’ingestione, le quali innescano un processo biologico responsabile della comparsa dei sintomi respiratori tipici dell’asma, come il respiro sibilante, il senso di costrizione toracica e la difficoltà respiratoria. L’asma allergica d deve essere quindi trattata in primo luogo come qualsiasi altra forma di allergia, ossia cercando di evitare il contatto diretto con l'allergene al quale si è sensibilizzati.

L'asma allergica è soprattutto dovuta ad allergeni inalanti.

Allergeni stagionali:                                                
Graminacee                                                
Urticacee (parietaria)                                
Composite (artemisia, iva, solidago)               
Cupressacee (cipresso)                                
Altre piante ad alto fusto (betulla, nocciolo)           
Graminacee  
Ambrosia

Allergeni perenni:
Dermatophagoides pteronyssinus e farinae
Alternaria tenuis
Derivati epidermici di animali domestici
 Micofiti
Cladosporium

URTICACEAE
Le Urticaceae sono una famiglia di piante che conta circa 50 generi
e 1300 specie e sono diffuse in tutto il mondo.
La famiglia prende nome dall'ortica (genere Urtica).


MICOFITI - MUFFE
I micofiti o muffe sono ubiquitari in natura e crescono in condizioni caratterizzate da una temperatura compresa tra 18 e 32-40 °C e da un’umidità relativa superiore al 65%. I micofiti si distinguono in:
- atmosferici, presenti sul terreno, in particolare in zone agricole, tra questi quelli che hanno maggiore rilevanza allergologica sono l’Alternaria ed il Cladosporium.
- domestici, sono presenti tutto l'anno e soprattutto in ambienti poco ventilati. Bisogna tener presente che tra le fonti di attecchimento e di proliferazione fungina possono anche esserci gli alimenti mal conservati, le carte umide e da parati.
In generale i micofiti si possono trovare negli angoli umidi della casa, sulla carta da parati, in ambienti con scarso grado di igiene come i frigoriferi e i bagni poco puliti.
Tra i micofiti, quello che riveste maggiore rilevanza dal punto
di vista clinico è rappresentato dall’Aspergillus.

GRAMINACEE
Le graminacee sono una famiglia di piante che comprende al suo interno diverse specie tra cui le principali sono: l’erba canina o gramigna, l’erba codolina e l’erba fienarola. Sono piante infestanti, molto diffuse e alcune di esse sono perenni. Si trovano comunemente nei prati su tutto il territorio italiano e il loro periodo di fioritura varia tra giugno e settembre.


DERMATOPHAGOIDES
Si tratta di animali di piccole dimensioni, comunemente noti con il nome di acari, che rappresentano una sottoclasse di aracnidi (ragni).
Gli Acari presentano una notevole varietà morfologica, hanno una sopravvivenza di circa 3 mesi e, se in condizioni favorevoli, si riproducono molto facilmente. Il loro nutrimento deriva dalle desquamazioni umane e animali, in particolare dalla forfora,
dai resti di cute, dai capelli e dalle unghie.
Gli acari proliferano preferibilmente negli ambienti interni e bisogna considerare che sono presenti in ogni abitazione, anche in quella più pulita; infatti la presenza umana e/o animale favorisce il loro sviluppo. Gli ambienti domestici nei quali è più frequente un’alta concentrazione di acari sono: le camere da letto - soprattutto nei materassi, nei cuscini, nelle coperte, nelle lenzuola, sulle tende, sui tappeti, nei divani e nelle poltrone- le stanze provviste di moquette e gli ambienti iperiscaldati.


DERIVATI EPIDERMICI DI ANIMALI DOMESTICI
I derivati epidermici di animali domestici che originano prevalentemente dalla saliva, dalla forfora e dall’urina di cani e gatti sono considerati allergeni. Dopo essersi essiccati e frammentati, rimangono sospesi in aria nella polvere. Una delle principali fonti di tali allergeni è rappresentata dal gatto.  A differenza di quanto accade per gli acari, gli allergeni derivanti dal gatto sono associati a particelle molto piccole e questo rende ragione della loro leggerezza che ne favorisce la permanenza nell'aria in quantità molto elevata e per lungo tempo. Quando poi, questi allergeni precipitano, si accumulano negli imbottiti, nei tendoni e nei tappeti e sulle tappezzerie, ove permangono a lungo anche dopo l’allontanamento dell’animale. Negli ambienti in cui sono vissuti gli animali, occorrono almeno sei mesi dal loro allontanamento per riportare la concentrazione degli allergeni ai livelli ambientali in cui tali animali non erano presenti. Gli allergeni possono essere trasportati attraverso i vestiti e possono ritrovarsi anche in ambienti dove gli animali non sono mai stati presenti.

CUPRESSACEAE - CIPRESSO
La famiglia delle Cupressaceae, il cui genere più rappresentativo è il cipresso, comprende piante con chioma molto ramificata, le cui foglie sono persistenti, molto addensate e possono essere squamiformi o aghiformi. Queste piante sono molto diffuse e spesso coltivate anche per scopi ornamentali. Il polline delle Cupressaceae è generalmente presente da gennaio a maggio e le allergie in particolare al cipresso, sono ritenute una manifestazione allergica (pollinosi) emergente. Nonostante il cipresso sia sempre stato molto diffuso nel bacino mediterraneo, l’allergia a questa pianta è andata progressivamente aumentando solo negli ultimi 15-20 anni.


ARTEMISIA
E’ una pianta che si trova principalmente nei terreni incolti e lungo i bordi delle strade; può raggiungere un’altezza anche di oltre il metro. L’artemisia è riconoscibile per le tipiche foglie verdi con una infiorescenza a forma di spiga, che assume una colorazione rossiccia quando giunge a maturità. Può essere confusa con l’ambrosia, che invece ha un’infiorescenza di colore giallo/verde. La fioritura dell’Artemisia si verifica verso la fine dell’estate e non in primavera, raggiungendo la sua massima concentrazione pollinica tra agosto e settembre.


AMBROSIA
L’ambrosia è simile all’artemisia, con la quale facilmente viene confusa e si presenta come una pianta di altezza variabile da 1 a 2 metri con foglie verdi a forma di piuma o palmate. L’ambrosia costituisce una delle  piante maggiormente allergizzanti presenti sul suolo italiano. La storia di questa pianta è particolare e va ricordato che non esisteva in Italia prima della seconda guerra mondiale; è stata infatti importata involontariamente dai soldati americani e dai reattori degli aerei che provenivano da quelle zone. L’ambrosia è particolarmente presente nel nord Italia, lungo le strade e sulle terre incolte. Impollina soprattutto dalla fine di agosto fino anche alla prima metà di ottobre. Il periodo in cui può dare maggiori sintomi di solito corrisponde alla prima metà di Settembre.

BETULLA
La betulla è una pianta che può raggiungere fino a 30 metri di altezza, presenta un tronco molto ramificato alla base caratterizzato dalla corteccia di colore bianco. e le foglie sono caduche e di forma triangolare. La betulla è una pianta molto diffusa che cresce tra i 400 e i 2000 metri dall’Italia settentrionale fino alla dorsale appenninica ed è spesso presente, oltre che come pianta ornamentale, anche come pianta spontanea.
Va segnalato che la fioritura di questa pianta avviene prima della fogliazione.
Il polline è normalmente presente nel periodo primaverile ed esattamente da marzo a maggio.

Tuttavia la natura perenne e ubiquitaria di alcuni allergeni rende quasi impossibile evitare il contatto con tali sostanze, e ciò richiede il trattamento sintomatico con l'uso di farmaci specificamente rivolti al controllo del broncospasmo e dell'iperreattività delle vie respiratorie, e alla riduzione dell'infiammazione bronchiale.
È stata anche avanzata l'ipotesi che allergeni alimentari, introdotti con l'alimentazione, possano essere responsabili dell'insorgere delle crisi asmatiche, anche se per far ciò sembra necessaria una preesistente condizione patologica, ossia una predisposizione di base, che è quasi sempre un'infiammazione cronica delle vie respiratorie.
La presenza di rinite allergica è considerata un importante fattore di rischio dell'asma. Infatti, molti asmatici soffrono anche di rinite allergica. È  quindi importante valutare l’eventuale presenza di asma in tutti i soggetti che soffrono di rinite allergica e, d'altro canto, trattare efficacemente la rinite nei soggetti asmatici, poich&ecute; è stato osservato che il trattamento efficace della rinite allergica in un soggetto asmatico migliora anche i sintomi dell'asma bronchiale.

LEGGI ANCHE 
ASMA E ALLERGIE
http://cipiri3.blogspot.it/2018/04/asma-e-allergie-piu-precauzione-in.html



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COSA TI PORTA IL 2018 ?



lunedì 20 gennaio 2014

Paracetamolo sviluppa asma e allergie (Tachipirina, Efferalgan, ecc.)



Paracetamolo sviluppa asma e allergie (Tachipirina, Efferalgan, ecc.)

 Proseguono le ricerche sugli effetti pericolosi del farmaco.

L'assunzione di paracetamolo - sostanza che si trova in molti antidolorifici in genere somministrati per tosse, raffreddore e febbre - può essere associata nei bambini allo sviluppo di asma e allergie
I I casi di 'avvelenamento da paracetamolo sono in aumento secondo il quotidiano svedese Svenska Dagbladet che ha pubblicato i dati riguardannti i pazienti trattati in ospedale con farmaci a base di paracetamolo.

L'MPA (Medical Products Agency), l'autorità svedese responsabile della sorveglianza sui farmaci, sta esaminando la situazione che richiede "un'informazione sociale più attiva" sottolinea il dottor Mark Personne, primario presso il centro antiveleni a Stoccolma, e, prosegue:" Abbiamo bisogno di misure diverse per risolvere determinati problemi di salute. Crediamo che le nostre conoscenze sul dosaggio e le relative conseguenze del paracetamolo siano insufficienti". I pazienti con avvelenamento da farmaci contenenti paracetamolo sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.

La ricerca svedese ha messo in luce che in cinque anni la cifra è quasi raddoppiata da 621 nel 2009, ai 992 del 2012, fino ai 1161 dello scorso anno. Spostando l'indice dell '87% rispetto ai dati precedenti. Dice il dottor Personne: "Questo problema sta proseguendo da tempo ed è veramente troppo. Purtroppo " ha proseguito "nei pazienti che soffrono di dolori cronici il paracetamolo viene considerato fra i mezzi più utili per alleviarli". Un recente studio della European Medicine Agency (EMA) ha evidenziato una serie di rischi neurologici per il feto che sinora erano sconosciuti.

Il rischio maggiore del farmaco riguarda i danni al fegato che, nei casi più gravi possono determinare la necessità di trapianto o portare alla morte.


“Farmaci con paracetamolo: rischio asma e allergie per i bambini. La scoperta principale - ha spiegato Julian Crane, lo scienziato che ha coordinato lo studio - è che i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilità in più di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare i sintomi come l'asma a sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo”.
LA TACHIPIRINA CHE FA DANNI: IL PARACETAMOLO E I RISCHI DI AUTISMO
COMMENTO DEL DR. ROBERTO GAVA: In realtà, la notizia è tutt’altro che nuova e non solo per il recentissimo studio del The New Zealand Asthma and Allergy Cohort Study Group pubblicato da Wickens e Colleghi lo scorso settembre 2010 nella rivista Clinical & Experimental Allergy e neppure per lo studio del prof. Beasley e Colleghi del Medical Research Institute (sempre Nuova Zelanda) pubblicato nel settembre 2008 dalla prestigiosa rivista The Lancet. Infatti, gli effetti tossici del paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da decenni.

In un libro di farmacologia (“L’Annuario dei Farmaci”) che ho pubblicato quasi 20 anni fa con la Casa Editrice Piccin Nuova Libraria (un libro di più di 2000 pagine che raccoglie gli effetti farmacologici di tutti i principi attivi in commercio nel nostro Paese), scrivevo: “Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini, sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale, nausea, vomito, … fenomeni allergici (glossite, orticaria, prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica, broncospasmo) … Il paracetamolo possiede anche un’elevata tossicità acuta dose-dipendente.

I danni sono principalmente epatici … con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la progressione verso l’encefalopatia, il coma e la morte. … Ci possono essere pure insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia, …”. Quello che è più importante, però, è un altro punto. Poco più avanti, in quello stesso libro ho infatti scritto:

“L’effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del paracetamolo (l’N-acetil-p-benzochinone) che viene neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente. Dopo che le scorte intraepatotocitarie di glutatione si sono esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol epatocitario (circa 10 ore dopo l’assunzione del farmaco) e svolge la sua azione epatotossica”.

La terapia consta della somministrazione (entro le 10 ore) di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio, glutatione per via parenterale (im o ev).

Qual è il problema? Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante: IL GLUTATIONE! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica … ma non solo questa.

Ebbene, pensate che: - Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il glutatione).

- Sappiamo che la cisteina (aminoacido essenziale per permettere la produzione di glutatione da parte del fegato e del cervello) viene sintetizzata per azione dell’enzima metionina-sintetasi e sappiamo che il mercurio contenuto nei vaccini blocca l’attivazione di questo enzima con la conseguenza che è più facile che si alteri lo sviluppo cerebrale e si incrementi l’incidenza di autismo e del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), due patologie che oggi stanno diventando molto comuni. - È dimostrato che i bambini autistici hanno il 20% di livelli più bassi di cisteina e il 54% di livelli più bassi di glutatione e questo compromette la loro capacità di detossificarsi e di espellere i metalli come il mercurio (sia alimentare che quello somministrato con i vaccini pediatrici). Questi bambini non dovrebbero mai assumere il paracetamolo, almeno nei primi anni di vita … ma chi sa individuare questi bambini senza eseguire esami adeguati?

- Sappiamo che il mercurio vaccinale non viene facilmente escreto dai bambini sotto i sei mesi di vita (perché viene escreto per via biliare e il fegato del neonato è ancora immaturo).

- È dimostrato che il mercurio entra molto facilmente (e si accumula) nei tessuti cerebrali del bambino, dato che la barriera ematoencefalica è più recettiva. Inoltre, i composti mercuriali alterano, e a dosi elevate bloccano, la mitosi cellulare (danno molto grave specie per il cervello e in età pediatrica, quando il cervello dovrebbe avere un grande sviluppo).

- Se uno si aggiorna, sa che studi scientifici pubblicati nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che l’assunzione di paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo.

Eppure, il paracetamolo viene consigliato tutt’oggi dai Servizi di Igiene Pubblica subito dopo ogni vaccinazione dei neonati, addirittura prima che possano sviluppare la febbre o qualche malessere …

Forse si vogliono tranquillizzare le madri che così si accorgono meno dei danni da vaccini, perché questo farmaco blocca molte reazioni iniziali? Ma agendo in questo modo si impoverisce l’organismo di glutatione e si facilitano ancor di più i danni da vaccini nei soggetti che, a nostra insaputa, ne sono particolarmente predisposti!

Cosa si deve allora fare?

1) IL PRIMO CONSIGLIO è quello di non somministrare paracetamolo (almeno abitualmente o come prima scelta) a bambini piccoli, specie se nati immaturi, se hanno assunto farmaci in modo prolungato e se sono stati vaccinati da meno di un mese (ho seguito personalmente il caso di un bambino di pochi mesi, morto nel sonno 26 giorni dopo la vaccinazione, che aveva assunto Tachipirina per una febbre improvvisa solo 3 ore prima del decesso).

2) IL SECONDO CONSIGLIO è di non vaccinare bambini sotto i 2 anni di età e in ogni caso di non accettare più di uno (massimo due) vaccini per volta. QUI scontato un testo del dr Gava utile per i genitori a tema vaccinazioni

3) IL TERZO CONSIGLIO è che, se proprio si vogliono fare le vaccinazioni pediatriche del primo anno di vita (perché non si è stati capaci di gestire la paura che la propaganda pro-vaccini inculca tanto magistralmente quanto falsamente), si eseguano al bambino, prima della vaccinazione, degli esami ematochimici per capire quant’è la sua capacità antiossidante, quanto è maturo il suo sistema immunitario e quanto funziona la capacità disintossicante del suo fegato.

4) IL QUARTO CONSIGLIO è di cercare un Medico aperto a queste “nuove” conoscenze, dotato di molta Sapienza e Buon Senso, meglio ancora se pratico di Medicina Naturale e di Omeopatia in particolare, che sappia aiutare i genitori ad aumentare le difese aspecifiche di loro figlio e che sappia eventualmente gestire le patologie dei primi anni di vita prima di tutto con trattamenti naturali, tra i quali l’Omeopatia è sicuramente la regina, e poi, se proprio serve, con dosi ben ponderate e personalizzate di farmaci chimici.

5) COME QUINTO CONSIGLIO raccomando ai genitori di approfondire le loro conoscenze di Igiene di Vita e in particolare di Igiene Alimentare: non potete immaginare quante patologie e quanti problemi infantili e adolescenziali si risolverebbero se i nostri bambini mangiassero e vivessero meglio!

Conclusione:

Se l’Industria Farmaceutica guadagna sempre di più è anche a causa della nostra ignoranza. Le conoscenze le abbiamo, ma non possiamo più attendere che siano lo Stato o la Medicina Ufficiale a comunicarcele: oggi ognuno deve darsi da fare e cercare di proteggere la salute propria e quella dei suoi cari.

Spesso, nelle relazioni che tengo a qualche convegno sono solito proiettare alla fine questa frase:“La salute è un prezioso patrimonio, nostro e dei nostri figli: non possiamo metterla nelle mani dell’Industria Farmaceutica o degli attuali Enti Governativi … molto probabilmente, chi lo farà la perderà!”.

DR. ROBERTO GAVA

DA : http://www.informasalus.it/it/articoli/paracetamolo-bambini-asma-allergie.php

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